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Hiv, oltre 3 mila nuovi casi: "Se ne parla troppo poco"
di Redazione

Il ministro Lorenzin lancia l’allarme: “Scarsa consapevolezza dei rischi”

Tags: Hiv, Aids, Beatrice Lorenzin



ROMA - “Con l’Hiv non si scherza. Bisogna proteggere se stessi e gli altri. Avere rispetto di se e del partner”. Riprendendo lo slogan delle campagne social che stanno per partire il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha presentato a Roma i dati del contagio di una malattia “sulla quale è calata l’attenzione ma che è tutt’altro che scomparsa”. Nel 2016 - secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità (Iss) - sono state riportate 3.451 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 5,7 nuovi casi per centomila residenti. Un’incidenza che pone l’Italia, alla pari della Grecia, al tredicesimo posto fra i paesi Ue.
 
Negli anni aumenta l’età mediana della diagnosi e cambiano le modalità di trasmissione: diminuisce chi si è contagiato per via iniettiva ma aumentano i casi di trasmissione sessuale, in particolare fra maschi gay. E l’allarme è anche e soprattutto fra i giovani che, ha sottolineato Lorenzin, “hanno poca consapevolezza sulle malattie sessualmente trasmissibili, c’è un abbassamento della percezione del rischio e di conseguenza comportamenti non corretti, non protetti, che portano poi all’insorgenza anche di malattie di cui non avevamo più neanche contezza, come la sifilide e la gonorrea. E l’Aids, è come fosse scomparso, ma non è così”.
 
“Vediamo un aumento di casi diagnosticati tra i giovani al di sotto dei 25 anni - ha sottolineato Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss - questo è dovuto un pò a una perdita di memoria generazionale. Ma l’infezione ancora esiste e il serbatoio è ancora ampio e tende ad aumentare perché la sopravvivenza delle persone con infezione da Hiv aumenta e ciò fa sì che l’allerta è sempre elevata”.
 
Il rischio Aids sempre più concreto sul web. Lo rivela un’indagine telefonica pilota condotta su 131 uomini gay che ha mostrato come oltre la metà si rivolga ad app e a siti di incontri per cercare un partner. È questo uno dei risultati di una ricerca condotta dal Telefono verde Aids e Iss che quest’anno ha tagliato il traguardo di 30 anni di attività con all’attivo 800mila telefonate circa per un totale di oltre 2 milioni di quesiti a cui gli esperti hanno fornito risposte.
 
Gli intervistati che hanno dichiarato di utilizzare internet per incontri sessuali è risultata pari al 57,5%. Il 24,4% ha dichiarato di avere avuto una infezione a trasmissione sessuale, mentre il 68,5% ritiene di essere “per niente o poco a rischio per infezioni sessualmente trasmesse”. L’88% del campione ha dichiarato di aver fatto almeno una volta nella vita il test Hiv.
 
Le persone che hanno accettato di partecipare all’indagine, svolta nel periodo febbraio-aprile 2017, sono di età compresa fra i 27 e i 40 anni, con un livello di istruzione medio-alto.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Beatrice Lorenzin
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