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Niente libertà vigilata per il figlio di Riina, torna in colonia di lavoro
di Redazione

Il provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Padova dopo l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia

Tags: Riina, Salvo Riina, Salvatore Giuseppe Riina, Dda, Direzione Distrettuale Antimafia, Tribunale Di Sorveglianza, Palermo, Mafia, Criminalità Organizzata, Totò Riina



PALERMO - Il figlio di Totò Riina, Giuseppe Salvatore Riina, conosciuto come “Salvo”, torna nella colonia di lavoro dopo essere stato sorpreso ad avere contatti, negli ultimi mesi, con alcuni spacciatori di droga.
 
La decisione di revocare la libertà vigiliata, di cui stava godendo, è stata adottata dal tribunale di sorveglianza di Padova. Il giudice Linda Arata ha accolto in parte le richieste della Procura di Padova, che aveva sollecitato una misura restrittiva di tre anni, dopo l'inchiesta avviata dalla Dda, con una dettagliata osservazione dei movimenti di Riina che ha dimostrato l'esistenza di alcuni contatti tra Riina e alcuni pusher noti alle forze dell'ordine.
 
Salvo Riina è stato così assegnato ad una colonia di lavoro. Il giudice Arata ha accolto le tesi della Procura, che aveva proposto di sostituire la sorveglianza speciale con una misura più grave e che comporta maggiori limitazioni per il figlio del capo di Cosa Nostra, deceduto due settimane fa a 83 anni nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma.
 

Articolo pubblicato il 28 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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