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Quotidiano di Sicilia

Infrastrutture, dal Cipe arrivano 1,8 miliardi
di Rosario Battiato

Approvato il Programma operativo per la Regione siciliana 2014-2020: fondi per strade, rifiuti, depurazione e crisi produttive. 250 mln destinati al completamento dei progetti già inseriti nella programmazione 2007-2013

Tags: Infrastrutture, Sicilia, Cipe



PALERMO – Si attendeva solo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale che è arrivata nei giorni scorsi (Gu Serie Generale n.273 del 22-11-2017). La delibera Cipe numero 52 dello scorso 10 luglio, che approva il Programma operativo complementare per la Regione siciliana 2014-2020, libera risorse per 1,8 miliardi. Adesso è tempo di investire in progettazione per trasformare questi fondi in cantieri.
 
I quasi 2 miliardi sbloccati dal Cipe toccano tutti punti sensibili della disastrata realtà siciliana: strade, depurazione, dissesto, promozione sociale e rifiuti. Senza dimenticare che poco meno di 250 milioni dell’intera somma saranno destinati al completamento dei progetti già inseriti nella programmazione dei fondi strutturali 2007-2013.
 
Procedendo per macro capitoli, ci sono 240 milioni di euro destinati allo sviluppo produttivo isolano, circa 200 milioni di euro per la riduzione dei rischi ambientali, più di 300 milioni di euro a testa per il servizio idrico integrato e il rafforzamento delle strade, 15 milioni di euro per la gestione dei rifiuti, più di 100 milioni di euro a capitolo per la promozione dell’occupazione e inclusione sociale e per il rafforzamento del capitale umano e miglioramento della qualità e dell’efficacia dei sistemi formativi.
 
Andando più nel dettaglio, si scoprono le buone notizie per le arterie viarie isolane che finalmente potranno ambire alla chiusura di progetti che sono in attesa da svariati anni. Ci sono 217,7 milioni di euro per l’adeguamento della SS 514 Chiaramonte e SS 194 Ragusana (svincolo con SS 115 e SS 114), altri 87,9 milioni di euro per l’itinerario SS 117 Nord-Sud Santo Stefano di Camastra-Gela. Previsto anche il finanziamento per il raddoppio della Ragusa-Catania, lungo circa 67 chilometri e che proprio alla fine dello scorso ottobre aveva visto l’impegno e l’interesse di Gianni Armani, presidente dell’Anas, in occasione di una sua visita nell’Isola assieme al ministro Graziano Delrio.
 
Si muove anche il capitolo della depurazione. A disposizione del commissario nazionale per la depurazione, figura definita all’inizio del 2017 dopo le difficoltà delle regioni meridionali nella spesa dei fondi, ci saranno 334,6 milioni di euro per interventi individuati nell’Accordo di programma Quadro sulla depurazione delle acque reflue, così come registrato nella delibera Cipe n.60/2012 che aveva complessivamente previsto per l’Isola risorse pari a 1,1 miliardi. A distanza di cinque anni, soltanto una minima parte di quella somma si è tramutata in cantieri e adesso ci sarà da muoversi anche perché la Commissione Ue, in questo lasso di tempo, non è stata in paziente attesa.
 
L’Isola è infatti coinvolta in tre diverse procedure di infrazione. La 2009_2034 è già in sentenza di condanna (causa C-85/13) e la 2004_2034 (causa C-565/10) in decisione ricorso (dati eurinfra.politichecomunitarie.it) in seguito a condanna. Numericamente l’Isola è molto coinvolta: 5 agglomerati su 35 nella prima e 51 agglomerati su 80 nella seconda. La terza procedura ha ricevuto un ulteriore impulso la scorsa estate, quando la Commissione Ue ha inviato all’Italia un “parere motivato”, ultimo avvertimento prima che si passi al deferimento alla Corte Ue, per non aver assicurato l’adeguato trattamento e la raccolta delle acque reflue in ben 758 agglomerazioni urbane (175 siciliane) con più di 2.000 abitanti per 18 regioni coinvolte.
 
Adesso si attendono i progetti. Per gli enti locali la buona notizia risiede nella conferma di quanto dichiarato dall’ex assessore regionale Luigi Bosco in seguito alla firma sul decreto assessoriale n.70, in esecuzione della deliberazione della Giunta di Governo n. 493 del 30 ottobre, che definisce la procedura di avvio del Fondo di rotazione per la progettazione in favore degli enti locali. Nell’occasione aveva confermato di aver liberato una prima tranche di finanziamenti pari a 3,5 milioni di euro, e che la pubblicazione in Guri della delibera Cipe 52/17 avrebbe permesso, così come poi è avvenuto, un ulteriore implementazione di 10 milioni di euro, in attesa di arrivare ai 23 milioni di euro complessivi previsti. Per i comuni che hanno programmato opere pubbliche nei piani triennali, è l’occasione per farsi finanziare le progettazioni necessarie per accedere alle risorse della programmazione europea.

Articolo pubblicato il 29 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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