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Palermo - Personale, partecipate, dirigenti. Ecco i rilievi del Mef al Comune
di Gaspare Ingargiola

Le note degli ispettori riguardano anche provvedimenti adottati durante la sindacatura Cammarata. Opposizioni all’attacco. Oggi in sindaco relazionerà in Consiglio comunale

Tags: Palermo, Mef, Leoluca Orlando



PALERMO - Partecipate, dirigenti, personale, incarichi fiduciari. È ampia e dettagliata la relazione di 254 pagine stilata dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato Maria Rita Longo, Cesare Carassai ed Ermanno Piteo dopo la visita ispettiva a Palermo tra il 12 dicembre 2016 e il 27 gennaio 2017. I funzionari del Ministero dell’Economia hanno passato a setaccio registri e bilanci di Palazzo delle Aquile, stilando un rapporto a tratti duro sulla gestione di aziende e dipendenti dal 2009 in poi. Anche se alcune contestazioni riguardano l’epoca dell’ex primo cittadino Diego Cammarata, a finire nell’occhio del ciclone è stato il sindaco Leoluca Orlando, in carica dal 2012 e confermato quest’anno.
 
Oggi il primo cittadino si presenterà in Consiglio comunale, d’accordo con il presidente Totò Orlando, “per rispondere punto per punto relativamente alle argomentazioni contenute nella relazione e alle presunte contestazioni in essa sollevate”, che in una nota di lunedì definiva non prive di “palesi anomalie” frutto di “incongruenze”, “giudizi politici”, “riferimenti giurisprudenziali non applicabili” e “documenti non più validi”.
 
Le opposizioni, però, sono già sul piede di guerra e ieri il Movimento 5 Stelle, Forza Italia, I Coraggiosi, Per Palermo con Fabrizio e Fratelli D'Italia hanno annunciato, in una nota congiunta, l’intenzione di incontrare i Revisori dei conti, la Ragioneria generale, il capo di Gabinetto e il dirigente dell’ufficio Personale. I pentastellati hanno già chiesto le dimissioni di Orlando, mentre Pd e Sinistra Comune lo difendono a spada tratta. Dal rapporto dei tecnici emerge comunque un quadro di decine e decine di presunte irregolarità e in alcuni passaggi si arriva a ipotizzare perfino il danno erariale. Anche se - come buona notizia - si certifica che il Comune non è in deficit strutturale.
 
PERSONALE - Nel 2008 la Giunta comunale ha elaborato un Piano triennale del fabbisogno di personale e avvia la stabilizzazione di 2.900 Lsu precari (ex Asu) accrescendo il numero dei dipendenti da 6.676 a 9.556 unità, poi diventati 9.594 con altri precari stabilizzati. Provvedimenti che non sarebbero stati sufficientemente motivati se non con “argomentazioni del tutto generiche”. “L’incremento di dotazione organica” appare pertanto “immotivato” rispetto “alle procedure di stabilizzazione della quale non si comprende né la motivazione, posto che le stabilizzazioni andrebbero fatte sui posti vacanti in dotazione organica, né si considera adeguata la dimensione stessa di tale incremento […]. Si può, a ben ragione ritenere sovradimensionata l’attuale dotazione organica dell’ente tanto che, rapportata agli attuali abitanti del Comune, i dipendenti in dotazione organica diventano 1 ogni 70,7 abitanti”, mentre un decreto del 2014 del Ministero dell’Interno, “nel fissare i rapporti medi dipendenti/popolazione […], per la classe di popolazione” del Comune di Palermo “fissa, per il triennio 2014/2016, un rapporto dipendenti/popolazione di 1/75”. La spesa per il personale si è comunque ridotta in questi anni dai 310 milioni del 2010 ai 254 milioni del 2016.
 
COIME - Gli ispettori hanno avuto da obiettare sul fatto che gli 856 ex dipendenti del Coordinamento interventi manutenzione edile abbiano un contratto da edili e non quello da dipendenti di un Ente locale, considerando che la storia del Coime inizia a Palermo nell’ormai lontano 1986 per rispondere a un’emergenza occupazionale ed economica in anni in cui diverse ditte edili erano colluse con la mafia.
 
DIRIGENTI - Tra i tanti episodi contestati dai funzionari la nomina dei 14 dirigenti tecnici: secondo Longo, Carassai e Piteo è stato sbagliato affidarla solo “all’insindacabile giudizio del sindaco Orlando” senza “la previsione di una commissione e di criteri di valutazione comparativa per l’assegnazione di un punteggio ai curricula presentati dai candidati, al fine di delimitare la discrezionalità del sindaco nella scelta dei dirigenti e garantire una selezione oggettiva rispondente agli interessi pubblici perseguiti” perché “il conferimento degli incarichi dirigenziali non ha carattere fiduciario di tipo personale ma richiede l’utilizzazione di procedure comparative ad evidenza pubblica”. Numerose le altre presunte anomalie su indennità, proroghe, incarichi fiduciari, ruoli dirigenziali e, per quanto riguarda le partecipate, fondi stanziati, contratti di servizio, mansioni, mobilità del personale o, nel caso della Gesap, perfino la partecipazione azionaria.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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