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Quotidiano di Sicilia

Il lavoro tra le prime emergenze del neo-eletto governo siciliano
di Michele Giuliano

Disoccupazione e sommerso preoccupano i sindacati che chiedono un confronto con Nello Musumeci. L’edilizia il settore più in difficoltà: troppi licenziamenti e puzza di illegalità

Tags: Lavoro, Nello Musumeci, Uil Sicilia, Claudio Barone



PALERMO - Le elezioni sono appena passate, ma la condizione di crisi e sfascio del mondo del lavoro non può attendere risposte. È questa la posizione dei sindacati, che richiedono un immediato confronto con le parti istituzionali per cominciare immediatamente a lavorare con la nuova compagine di governo. “Subito un confronto sulle principali emergenze ereditate dal governo Crocetta” è quello che chiede la Uil Sicilia, guidata da Claudio Barone, al nuovo presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci.

“Le riforme proposte negli ultimi anni sono tutte fallite – dichiara Barone -. Migliaia e migliaia di lavoratori oggi si ritrovano in mezzo alla strada, i fondi europei non sono stati spesi e le infrastrutture nell’Isola continuano a mancare”. Anche la Cisl scrive al nuovo presidente della Regione, ricordando che negli anni vi è stato un dialogo Regione-forze sociali che ha rasentato lo zero assoluto. Invece, muoversi in questa direzione “aiuterebbe a fissare le grandi linee di un comune disegno di sviluppo sostenibile e creazione di lavoro”, riferendosi anche all’incontro di un paio di settimane fa tra Musumeci e i vertici di Cgil, Cisl e Uil regionali. Alla base di quell’incontro, il documento in sei punti elaborato dai sindacati guidati da Mimmo Milazzo (Cisl), Michele Pagliaro (Cgil) e Claudio Barone (Uil), consegnato nell’occasione a Musumeci. I confederali puntavano i riflettori sui dati della povertà e della disabilità. Ed elencavano alcune priorità. Su lavoro e sviluppo, occupazione giovanile, fondi regionali ed extraregionali, reti di collegamento, disuguaglianze. E cultura e pratica della legalità. “Questi temi – dice Milazzo – vorremmo che fossero al centro di un patto sociale istituzioni-sindacati-imprese. Pensiamo a un accordo che fissi le grandi linee di un comune disegno di sviluppo sostenibile e creazione di lavoro”.

Un altro dei temi al centro delle preoccupazioni dei sindacati è il la pesante crisi dell’edilizia. Il segretario generale della Fillea di Messina, Enzo Cocivera, evidenzia l’allarmante dato del calo del 50,3% degli occupati che si è registrato nel territorio dal 2008 ad oggi nella sola provincia di Messina. “Il lavoro in edilizia in città e in provincia si è dimezzato e c’è tanto lavoro nero”, sottolinea Cocivera.

Il segretario regionale della Fillea, Franco Tarantino, ricorda come in Sicilia, dal 2008 al 2016, le imprese edili sono diminuite per numero e per dimensioni occupazionali. Sono cresciuti i disoccupati nel settore ma anche il sommerso. Le imprese edili sono passate dal 2008 al 2016 da 34 mila a 21 mila. I sindacati hanno avviato una forte iniziativa nei confronti del doverno siciliano per sbloccare le opere immediatamente cantierabili e per utilizzare in tempi brevi le risorse dei ‘Patti per lo sviluppo’. “Abbiamo già posto la questione della mancanza della progettazione esecutiva delle opere previste nei vari Patti di sviluppo sottoscritti nel 2016 – fa presente il segretario generale della Cgil di Messina, Mastroeni - tutto ciò produrrà il grave risultato di non vedere impiegati entro il 2017 i 180 milioni di euro destinati ai vari interventi per la provincia di Messina”.

Diverse e importanti le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali a tutela del lavoro in edilizia: aumenti salariali in linea con gli altri settori, difesa e riforma delle Casse Edili a tutela di tutti i lavoratori, più sicurezza sui posti di lavoro, e la creazione di un Fondo Sanitario Integrativo Nazionale per tutelare sempre di più il diritto alla salute e alla prevenzione.

Articolo pubblicato il 30 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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