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Export di agrumi, la Cina apre le porte ai prodotti siciliani
di Michele Giuliano

La Regione chiamata ai controlli: per poter esportare richiesto ai produttori il “trattamento a freddo”. A gennaio 2018 tecnici cinesi nell’Isola per accertamenti sulle aziende interessate

Tags: Cina, Agrumi, Export



PALERMO - Un mercato dalle potenzialità infinite, che può aprire nuovi orizzonti per i produttori di agrumi siciliani. La Cina apre le sue porte ai produttori isolani, ma questi dovranno adeguare le proprie attrezzature per il trattamento a freddo degli agrumi in magazzino, condizione necessaria, prevista dal protocollo fitosanitario italo-cinese, per l’esportazione via aerea in questo Paese. Le autorità dei due Stati, italiano e cinese, hanno infatti stilato una serie di prescrizioni tecniche dettate dalla necessità di trasportare in piena sicurezza i prodotti, sicurezza sia per i successivi consumatori finali, sia per evitare il trasporto di parassiti che, giunti a destinazione, andrebbero ad intaccare un ecosistema completamente diverso.
 
L’assessorato regionale all’Agricoltura siciliano ha comunicato che i tecnici cinesi saranno nell’Isola a gennaio, al fine di organizzare le opportune visite tecniche e supervisionare le attrezzature preposte per il trattamento a freddo, che permette il trasporto sicuro dei prodotti senza intaccarne le qualità organolettiche. Le ditte che intendono sottoporsi a tale verifica dovranno manifestare il proprio interesse inviando la richiesta di verifica tecnica al Servizio Fitosanitario Regionale entro il 15 dicembre prossimo, utilizzando l’indirizzo di posta certificata dedicata. Per la campagna commerciale in corso potranno esportare solo le ditte che hanno aderito al programma 2017/18, cioè quelle che hanno già sottoposto le proprie aziende di produzione ai controlli fitosanitari ufficiali previsti dal protocollo dalla fase di fioritura alla raccolta; le altre ditte potranno eventualmente aderire al prossimo programma di esportazione 2018/19, il cui avviso sarà pubblicato sul sito web dell’assessorato entro il 31 marzo 2018.
 
L’Italia, e in particolare la Sicilia, esporta in Cina agrumi freschi, tra cui la varietà dell’arancia rossa conosciuta come Tarocco, la Sanguinella, il cosiddetto Moro, e il limone. Le esportazioni di agrumi verso la Cina devono essere conformi agli standard sanitari e di sicurezza e ai regolamenti di legge cinesi in materia fitosanitaria. Per quanto riguarda i limoni, si deve effettuare il monitoraggio dei parassiti tutto l’anno; per le arance rosse si deve effettuare il monitoraggio dei parassiti a partire dalla differenziazione delle gemme a fiore fino al periodo della raccolta dei frutti. Nell’effettuare i controlli a campione sugli alberi da frutto secondo una proporzione del 2%, il campionamento di alberi da frutto per ettaro di frutteto non deve essere inferiore a 20 alberi e la frequenza di una volta ogni due settimane. Un controllo esatto e puntuale che permette di supervisionare il prodotto nel corso del tempo, in modo che giunga a maturazione con le caratteristiche che lo rendono idoneo all’esportazione. Per quanto riguarda i diversi parassiti, bisogna focalizzarsi sull’esame di foglie, steli, fiori, frutti e non appena rilevato un organismo nocivo indicato dalla parte cinese, adottare immediatamente i trattamenti preventivi di produzione integrata.
 
Oltre all’ispezione visiva ad occhio nudo (o con lente d’ingrandimento), per effettuare i monitoraggi e la cattura dei parassiti vanno utilizzati anche vari metodi fisico-chimici: trappole a feromoni nel caso in cui all’interno del frutteto fossero rinvenute la mosca mediterranea della frutta o la tignola dei fiori di agrumi, mentre, per effettuare il monitoraggio fisico si utilizzano piatti trappola adesivi di colore giallo.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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