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Quotidiano di Sicilia

La burocrazia "lumaca" nemica dello ripresa economica in Sicilia
di Giovanna Naccari

Ricerca di Sicindustria sull’inefficienza della macchina amministrativa: 1.744 giorni per una autorizzazione. Esaminati 100 decreti pubblicati nei siti dei dipartimenti Energia e Acque e rifiuti

Tags: Burocrazia, Siciindustria



PALERMO - Le risorse e il personale specializzato di cui dispone la Sicilia sono una ricchezza, ma la regione non ha sviluppo a causa della burocrazia lumaca.
 
A lanciare l’allarme è Sicindustria, che ieri ha presentato una ricerca sull’inefficienza della macchina amministrativa nella sede regionale dell’associazione.
 
Per raccontare alla platea il percorso a ostacoli di chi vuole investire e creare occupazione, è stato presentato uno studio, condotto dall’Associazione, sui tempi delle autorizzazioni rilasciate alle aziende. Tante anche le testimonianze di imprenditori presenti ai lavori.
 
Lo studio ha preso in esame oltre 100 decreti pubblicati in particolare nei siti dei dipartimenti regionali Energia, e Acque e Rifiuti, portale Si-Vvi. Sotto i riflettori i dati riferiti a circa 85 provvedimenti, dalla data di presentazione dell’istanza alla concessione di Autorizzazione unica, Valutazione di impatto ambientale (Via) e autorizzazione integrata ambientale (Aia).
 
Tra gli esempi, per ottenere un’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili il tempo medio del dipartimento Energia nel 2016-2017 è stato di 1.744 giorni. Soltanto il 9% delle autorizzazioni è avvenuto nei termini previsti (considerando massimo 180 giorni). Per il rilascio della ‘Via’, considerando un tempo massimo di 120 giorni, il tempo medio riferito al 2016-2017 è stato di 1.211 giorni. E per quanto riguarda l’’Aia’ (competenze del Dipartimento Ambiente e, in parte, di Acque e Rifiuti) nello stesso periodo il tempo medio di rilascio è stato di 919 giorni. Solo il 3,4% di casi esaminati ha ottenuto il disco verde nei tempi previsti.
 
“Le imprese chiedono di produrre senza essere ostacolate, chiedono che le leggi trovino applicazione e che le conferenze di servizi si facciano entro e non oltre i termini previsti dalla legge - ha detto Giuseppe Catanzaro, presidente di Sicindustria - Non fare questo vuol dire continuare ad alimentare povertà”. E ha continuato: “Noi oggi rilanciamo l’alleanza con le famiglie, ovvero con i figli delle famiglie che troveranno una nuova opportunità lavorando e alimentando così l’inversione culturale nel rapporto tra mondo dell’impresa, istituzioni e benessere. Produrre vuol dire avere un contesto nel quale chi ha delle responsabilità come Governo, Parlamento e apparato burocratico guardino all’impresa come contenitore per creare benessere”.
 
Uno dei tanti casi illustrati riguarda la ‘New Energy Srl’ che nel 2006 ha richiesto l'autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto di energia elettrica da biomasse a Modica in provincia di Ragusa. L’impresa avrebbe potuto usufruire di un finanziamento europeo, ma l'autorizzazione è arrivata dopo 4 anni. New Energy ha perso il finanziamento e la sentenza 1368/10 del Cga della Regione siciliana ha riconosciuto alla società un risarcimento del danno per circa 20 milioni di euro.
 
La ricerca di Sicindustria prende in esame anche i tempi delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia autonoma di Bolzano, dove l’Aia viene concessa entro 12 mesi dall’istanza e l’87 per cento delle Via in un anno.
 
Gli industriali siciliani si rivolgono alla nuova giunta regionale. “Le richieste che noi formuliamo al governo - ha aggiunto Catanzaro - sono quelle di evitare che gli imprenditori facciano la questua in giro per uffici, di usare tecnologie che consentano di evitare alterazioni e di assicurare agli imprenditori un contesto di vicinanza e non in alcuni casi di aggressione mirata contro l'impresa”.
Velocizzare i tempi della burocrazia è “uno dei punti del nostro programma”, ha detto l'assessore regionale all'Economia e vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, intervenendo al convegno degli industriali siciliani.

Articolo pubblicato il 06 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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da sinistra: Silvia Paparo, Giuseppe Catanzaro, Nino Amadore, Guido Corso, Gaetano Armao e Bernadette Grasso
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