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Berlusconi: "Con M5s al governo, non si farà il Ponte sullo Stretto"
di Redazione

Dopo la vittoria in Sicilia, il leader di Fi punta a diventare l’alternativa ai grillini alle politiche. “Centrodestra supererà maggioranza assoluta e farà rivoluzione liberale”

Tags: Berlusconi, Ponte Sullo Stretto, M5s



MILANO - Il Centrodestra, dopo avere conquistato la Sicilia, si prepara per la conquista di Roma, ponendosi come alternativa al Movimento Cinquestelle. È questa la strategia del leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che in questi giorni ha rilasciato una serie di dichiarazioni in merito. “Se il Movimento Cinquestelle andasse al governo, farebbe il contrario dell’investimento in infrastrutture che è quello di cui l’Italia ha più bisogno, metterebbero fine ai progetti più importanti, come il Ponte sullo Stretto”.
 
“Voglio arrivare con Forza Italia al 30% - ha detto Berlusconi - il Centrodestra supererà la maggioranza assoluta e potrà fare la sua rivoluzione liberale”.
 
Il Silvio nazionale ha ribadito di essere l’unico leader in grado di governare l’Italia.
“Governare oggi un Paese come l’Italia non è possibile se non si è avuto una grande e profonda esperienza nel mondo del lavoro e dell’impresa ed io ritengo di essere l’unico oggi in Italia ad avere questa capacità”. Del resto, lo ha dimostrato in Sicilia poiché nel giro di pochi mesi ha ipotecato quello che sembrava potesse essere un risultato scontato, ovvero la vittoria dei Cinquestelle per la conquista della poltrona di Presidente della Regione. “Guardando agli altri leader ho ritenuto di essere l’unico con un’esperienza così forte da poter riordinare l’Italia in modo scientifico”, ha detto parlando anche dei punti del suo programma come la “flat tax”, una tassa che sarà inferiore a tutte le aliquote in corso adesso e prevedrà la progressività di modo che sotto i 10 o i 12 mila euro di reddito non ci sarà da pagare niente, mentre gli altri dovranno pagare il 35 %.
 
Il Centrodestra si sta preparando a stilare il programma ed ha spiegato di essere di nuovo sceso in campo come nel lontano 1994 per contrastare un pericolo, che oggi identifica nel Movimento Cinquestelle: “L’87% dei loro parlamentari non ha mai fatto una dichiarazione dei redditi – ha detto Berlusconi - sono i veri professionisti della politica perché vivono solo con l’emolumento e sono disposti a tutto per tenerselo”. “I Cinquestelle, ha aggiunto Berlusconi, “dipendono da un vecchio comico e da un misterioso professionista della comunicazione che non si sono mai candidati ma danno loro ordini che i grillini adottano irragionevolmente, non sono in grado di guidare un Paese”, “sono impreparati, incapaci, pauperisti e giustizialisti”.
 
Sostiene le tesi di Berlusconi il senatore palermitano di Forza Italia Renato Schifani: “Sentire un leader politico parlare consapevolmente e con delle proposte realizzabili di abbassamento delle tasse, di parità, di crescita economica, di pensioni, di ceto medio, fa tornare la speranza che la buona politica si possa ancora realizzare”.

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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