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Il popolo di Internet vota come chi sa
di Carlo Alberto Tregua

Urgono nuove regole per le fake news

Tags: Social Network, Fake News



La diffusione dei social network ha creato miliardi di internauti, persone che hanno trovato nell’immenso etere un luogo senza limiti e confini per potere dialogare di tutto e del suo contrario, con persone sconosciute, non tutte perbene. La conseguenza è che tanti internauti vengono abbindolati, presi in giro e fregati.
Con il passare degli anni il numero dei malfattori è aumentato esponenzialmente, mentre le difese degli ingenui non sono cresciute in proporzione. Con la conseguenza che gli imbrogli sono aumentati a dismisura.
I furbi ci sono sempre stati e ci saranno sempre. Altrettanto dicasi degli ingenui. Dal confronto fra i primi e i secondi, scaturisce il risultato che alcuni vincono e altri perdono. Sembra banale, ma spesso la realtà è banale. Quella realtà che consente a chiunque di infilarsi in un mondo nuovo senza avere l’opportuna attrezzatura mentale per capire e valutare.
 
In questo quadro, sono arrivate le notizie false, le fake news. Fino a quando esse erano frutto di ingenuità o incompetenza, non facevano troppo male. Ma da un po’ di tempo a questa parte sono diventate strumento quasi scientifico di chi su di esse costruisce campagne denigratorie, per attaccare la reputazione di personaggi della politica, dell’imprenditoria, della Pubblica amministrazione, delle professioni e di altre categorie.
Il guaio è che queste notizie più sono curiose e più diventano stimolanti, perché trovano un pubblico che ha voglia di credervi, anziché internauti colti che capiscono al volo la natura delle informazioni che leggono.
C’è un vecchio proverbio che recita: Se vuoi trovare un pesce, hai bisogno di un’esca. Le fake news sono proprio delle esche. Per pescare quale pesce? Ottenere dei risultati che normalmente non si potrebbero ottenere. Distruggere personalità o esaltarne altre, far passare per persone perbene quelle per male e viceversa. Insomma, l’esca è una simil verità per ribaltare o deformare i fatti, cui però milioni di persone possono credere.
I comportamenti descritti, si trovano nel mondo degli affari, ove le azioni scorrette possono avere risultati devastanti, ma anche in quello delle professioni e soprattutto nel mondo politico, che condensa gli interessi di una popolazione.
 
Una fake news, come riferito dal segretario del Pd, Matteo Renzi, ha raccontato che egli, con la propria Lamborghini, si sarebbe recato a Monaco: una falsità da 7 milioni di like. Valla a smontare, nell’opinione di questi 7 milioni di internauti.
Il mondo del web è stato ben utilizzato da quel geniaccio che è stato Gianroberto Casaleggio, il quale, “ingaggiato” il comico Beppe Grillo, ha trasformato la propria iniziativa nel Movimento 5 stelle, che oggi è uno dei tre poli politici alla pari, circa, degli altri due: Pd e Centrodestra.
La piattaforma Rousseau è diventata lo strumento principale per la raccolta del consenso e per quelle selezioni in rete che però, via via, diminuisce il numero dei presenti.
Affidare alla rete il consenso politico è un rischio per la democrazia, perché non vi è alcun controllo sulla validità e sulla veridicità della stessa. Ma intanto non vi è alcuna iniziativa legislativa per attivare un minimo di verifiche in tal senso.
 
Le grandi società che agiscono in Internet hanno scoperto un business enorme, e anche il modo di evadere le imposte. Finalmente l’Europa si è accorta di questa evasione e sta facendo i primi passi per tassare quei redditi che si domiciliano dove le imposte non si pagano.
Nessuna iniziativa concreta, invece, è ancora stata presa per contrastare le fake news, le quali possono provocare danni notevoli alla Comunità, perché consentono di persuadere cittadini-elettori senza che abbiano alcuna competenza né opportuna cultura minima per valutare correttamente quello che accade nel proprio Paese ed esprimere altrettanto correttamente la propria volontà.
Un popolo dovrebbe agire come una squadra, come un insieme che abbia interessi medi che lo uniscono. Purtroppo, i privilegiati, le corporazioni e le consorterie rompono questo equilibrio. Internet potrebbe aiutare molto a diminuire il gap fra gli ignoranti e i colti, invece va nella direzione opposta, che è quella di fare aumentare l’ignoranza. Anche verso chi aveva una cultura, cioè l’ignoranza di ritorno.
Occorrono nuove regole per controllare le fake news. Le si attendono con urgenza.

Articolo pubblicato il 07 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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