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Ambiente, depuratori, Rsu reti dell'acqua e dissesto
di Carlo Alberto Tregua

Urgente aprire i cantieri



Sono stati appaltati i primi 37 km dell’alta velocità su ferro fra Catenanuova e Bicocca con una spesa deliberata di 220 mln. Sulla stessa potranno correre i treni ad alta velocità light cioè con un massimo di 200 km/h.
È un primo inizio cui deve essere dato seguito con l’appalto urgente di tutta la linea tra Palermo e Catania. Nella città etnea, contestualmente, dovranno essere aperti i cantieri per interrare la stazione centrale e le linee che dividono la città dal suo mare.
La Regione dovrà aiutare il consorzio di imprese appaltatore rilasciando con grande rapidità tutte le autorizzazioni relative. Lo stesso dovranno fare i Comuni sui cui territori passerà la nuova linea ferrata, Tav.
La Regione, altresì, dovrà stare col fiato sul collo di Cipe e Rete ferroviaria italiana per fare aprire i cantieri restanti.
Fin da ora è necessario procedere all’apertura di tutti i cantieri delle opere pubbliche bloccate da anni per l’insipienza e l’incapacità della giunta Crocetta. Ovviamente, perché ciò avvenga, è necessario che la Regione appronti il cofinanziamento, senza del quale l’attivazione non è possibile.
 
Ma siccome la Regione non ha i denari per gli investimenti, in quanto le sue risorse sono destinate alla spesa corrente, appannaggio dei privilegiati, dovrà esserci un coraggioso atto politico col quale la giunta Musumeci stornerà dalla spesa corrente a quella per gli investimenti le risorse necessarie, in modo che i cantieri possano essere aperti al più presto, con ciò attivando il processo di occupazione conseguente.
Lo sblocco dei fondi per la Catania-Ragusa deve essere accompagnato dagli altri fondi per completare l’anello autostradale meridionale in modo da congiungere Rosolini a Castelvetrano.
E poi, altre risorse indispensabili per completare la Nord-Sud dal Tirreno al Mediterraneo in esercizio ancora per appena 71 km (da Santo Stefano di Camastra a Leonforte).
Per le strade vi è il problema delle provinciali abbandonate dagli enti intermedi, i quali però continuano a costare centinaia di milioni l’anno per pagare stipendi e spesa corrente.
La più grave situazione è ad Enna, di fatto isolata per il crollo del cavalcavia e l’inagibilità delle strade di accesso.
 
L’ambiente va tutelato con la moltiplicazione degli impianti energetici da fonte rinnovabile. A riguardo ci sembra provocatoria, e non potrebbe che essere così, data la natura del personaggio, la dichiarazione del neoassessore ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, il quale ha dichiarato che il suo primo atto sarà quello di abbattere le pale eoliche.
Non comprendiamo la competenza dell’assessorato in materia. Riteniamo che la nomina di questo personaggio, che non ha alcuna qualifica per gestire un assessorato così importante, non possa portare beneficio ai beni culturali. Non si discute la competenza settoriale ma la competenza organizzativa e gestionale, che è la base per fare funzionare i beni culturali come attrazione turistica a livello mondiale.
Vi sono da mettere in pieno esercizio i depuratori, metà dei quali non funzionano. Ripetiamo ancora, per l’ennesima volta, l’urgenza di mettere a bando gli 11 impianti energetici che hanno come carburante i Rifiuti solidi urbani, uno per ogni provincia.
 
E poi bisogna mettere mano alla ristrutturazione delle reti che portano acqua dai bacini ai rubinetti di abitazioni e imprese. Non è più tollerabile che metà del prezioso liquido si disperda. Lamentarsi e attribuire all’eventuale siccità estiva la mancanza di acqua nei rubinetti è una falsità, come non è accettabile che la Girgenti acque distribuisca il prezioso liquido in moltissimi comuni delle province di Cl e Ag due o tre volte alla settimana: come se fossimo in Africa, con rispetto parlando.
Vi è poi la questione dei 400 e rotti siti ad alto rischio idrogeologico, ben conosciuti dalla Regione, per i quali occorrono opportuni finanziamenti statali e l’utilizzazione di quelli europei.
Il quadro che delineamo e che, ci scusino i lettori, ripeteremo noiosamente finché i problemi non verranno risolti, devono indurre la Giunta regionale a prendere decisioni drastiche ma opportune. Con le stesse, non solo la Regione da buia diventerà luminosa, ma centinaia di migliaia di siciliani avranno un lavoro sicuro e duraturo.

Articolo pubblicato il 08 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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