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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia poche ospedalizzazioni. Inadeguata la rete di assistenza
di Serena Giovanna Grasso

Rapporto Oasi 2017: l’Isola è penultima in Italia per ricoveri tra gli over 65 (280 ogni mille cittadini contro i 400 di Bolzano). La situazione si ribalta per le degenze multiple, un sintomo di inefficienza dell’assistenza formale (residenze) e informale (badanti e assistenti familiari). Spesso non si tratta di casi emergenziali o acuti

Tags: Sanità, Regione Siciilana



PALERMO – Le regioni con i più alti tassi di ospedalizzazione tra gli over 65, corrispondono a quelle dove è maggiormente sviluppata una rete di lungo assistenza formale (tramite residenze sanitarie assistenziali, le cosiddette Rsa) o informale (tramite ricorso ad assistenti familiari e badanti). Questo è quanto emerso dal rapporto Oasi 2017 (Osservatorio sulle aziende e sul sistema sanitario italiano), presentato lunedì all’università Bocconi di Milano dal Centro di ricerche sulla gestione dell’assistenza sanitaria e sociale (Cergas).
 
In tale contesto, la Sicilia si presenta come la penultima regione in Italia per ospedalizzazione tra gli over 65: in particolare, si parla di un’incidenza pari a 280 ricoveri ospedalieri ogni mille cittadini over 65. A livello nazionale, si osserva un’incidenza inferiore solo in Calabria (240 ospedalizzazioni ogni mille cittadini over 65). Dunque, secondo le assunzioni prodotte dai ricercatori del Cergas, sono proprio Sicilia e Calabria le due regioni con il minor tasso di ospedalizzazione tra gli over 65 e di conseguenza sono anche le aree territoriali in cui la cosiddetta assistenza “formale” ed “informale” risulta maggiormente inefficiente.
 
Al contrario, nella Provincia autonoma di Bolzano e in Valle d’Aosta è possibile osservare i tassi di ospedalizzazione maggiormente elevati (si sfiora rispettivamente quota 400 e 370 ricoveri ospedalieri ogni mille abitanti over 65). Questo modello emergente di ricorso ai servizi, dove chi più accede a uno dei possibili nodi del sistema accede con più frequenza anche al sistema ospedaliero, è stato interpretato dal Cergas seguendo l’ipotesi classica in sanità “dell’offerta che genera domanda”.
 
Nell’elaborazione del dossier sono state adottate delle ipotesi e delle restrizioni alle analisi: infatti, sono stati considerati solo i ricoveri ordinari, non includendo nello studio i day hospital in quanto non espressivi del fenomeno di ricerca di setting alternativi.
Nel panorama dei ricoveri ospedalieri in Italia, quelli che riguardano cittadini over 65 costituiscono circa il 46% del totale. Nel 2016 infatti, su 6.827.050 ricoveri ordinari (di cui 6.398.034 per acuti e i restanti in riabilitazione o lungodegenza) ben 3.169.254 hanno riguardato cittadini over 65.
 
Guardando al numero di ricoveri nell’anno 2016 emerge che il 68% degli anziani ha svolto solo un ricovero per un totale di 1.421.712 ricoveri per pazienti anziani. Nello stesso anno, 680.731 ulteriori (pari al 32% del totale) anziani hanno svolto invece più di un ricovero ordinario (almeno due), aggiungendo quindi al totale altri 1.747.542 ricoveri per una media di 2,6 ricoveri a testa. Dunque, tra gli anziani che hanno effettuato almeno un ricovero ordinario in un periodo di 12 mesi, uno ogni tre ha svolto ricoveri multipli.
 
In particolare, in Sicilia è possibile osservare una proporzione ribaltata: infatti, nell’ultimo anno due anziani su tre hanno effettuato almeno due ricoveri, dunque hanno fatto ricorso ai cosiddetti ricoveri multipli. Secondo il rapporto Oasi, “queste situazioni vengono ricollegate a bisogni sanitari e assistenziali non necessariamente caratterizzati da acuzia o emergenza, ma piuttosto derivanti da condizioni di cronicità o non autosufficienza. Definiscono quindi un bacino di prestazioni sanitarie ospedaliere che potenzialmente vanno a colmare un’assenza di alternative sociosanitarie o di cure intermedie, spostando nel perimetro degli interventi sanitari casi che teoricamente non dovrebbero trovare in questo setting una risposta in termini di presa in carico”.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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