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Palermo - Da Palazzo delle Aquile via libera alla rateizzazione dei tributi
di Gaspare Ingargiola

Ok del Consiglio comunale al regolamento che va incontro ai cittadini destinatari degli avvisi di accertamento. I debiti da 300 a 5.000 euro possono essere estinti in dodici mesi

Tags: Palermo, Tributi, Tasse



PALERMO - Il bastone e la carota. Per contrastare l’evasione fiscale il Comune di Palermo prova a usare la fermezza con i furbetti che non vogliono pagare le tasse e il dialogo con i morosi che stentano a pagarle perché hanno difficoltà economiche. E così, dopo l’intesa con Riscossione Sicilia per procedere con i pignoramenti ai danni dei grandi evasori della Tari, nell’arco di poche settimane il Consiglio comunale ha approvato, su indicazione della giunta Orlando, due regolamenti che vanno incontro ai cittadini che intendono regolarizzare la propria posizione fiscale: il ravvedimento operoso e la rateizzazione degli avvisi di accertamento.
 
Il ravvedimento operoso permette di sanare le violazioni per omesso o parziale versamento del tributo, oltre alle violazioni per omessa o infedele dichiarazione, prima che arrivi a casa l’avviso di accertamento. Una possibilità concessa fino alla scadenza dei termini previsti, e cioè entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento avrebbero dovuto essere eseguiti. Come detto, però, per poterne usufruire è fondamentale che non siano stati già notificati atti di liquidazione e di accertamento dal Comune. “I cittadini che non hanno pagato i tributi comunali - spiegano da Palazzo delle Aquile - possono regolarizzare la propria posizione tributaria beneficiando di sanzioni ridotte grazie al pagamento spontaneo del tributo dovuto; oppure degli interessi calcolati al tasso legale annuo dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene eseguito; oppure ancora della sanzione in misura ridotta, graduata in proporzione alla tempestività dell’autocorrezione”.
 
In parole povere il regolamento concede uno sconto sulla sanzione in base all’importo del debito, agli interessi e ai tempi del “pentimento”. L’altra norma riguarda invece chi ha già ricevuto un avviso di accertamento ma si trova in una temporanea situazione di difficoltà economica: in questo caso può chiedere all’ufficio tributi di rateizzare il proprio debito. “La domanda - precisa l’amministrazione - deve essere presentata entro il termine per la proposizione del ricorso ed esclusivamente attraverso il cassetto tributi, sul portale comunale dei servizi online”.
 
I debiti possono essere estinti in 12 mesi se ammontano da 300 a 5.000 euro - inizialmente la giunta aveva previsto come soglia minima 1.000 euro ma un emendamento dell’aula ha abbassato la quota a 300 euro per includere una platea di altri 100mila debitori -, in 24 mesi se ammontano da 5.000 a 15.000 euro e in 36 mesi se sono superiori a 15.000 euro. La rata mensile non può essere inferiore a 100 euro. Sugli importi rateizzati si applicano gli interessi di tre punti percentuali rispetto al tasso di interesse legale.
 
La concessione o il diniego della rateizzazione viene comunicato al contribuente sempre attraverso il cassetto tributi, insieme all’eventuale piano di rateazione con le relative scadenze, il tasso di interesse e le modalità di pagamento. In caso di mancato versamento di due rate consecutive il debitore decade automaticamente dal beneficio. “Siamo molto soddisfatti del lavoro del Consiglio comunale e dell’apporto di tutti i consiglieri e di tutti i gruppi - hanno detto l’assessore al Bilancio Antonino Gentile e il sindaco Leoluca Orlando -. Siamo certi che chi non ha pagato saprà cogliere l’occasione di mettersi in regola, anche perché solo pagando tutti sarà possibile migliorare i servizi e diminuire la pressione fiscale. Un primo segnale si è registrato con il pagamento del saldo Tari 2017 che ad oggi è aumentato di oltre 4 milioni di euro rispetto al saldo Tari 2016. Il nostro ringraziamento va in primo luogo ai cittadini che a volte con sacrificio hanno adempiuto regolarmente ai propri obblighi fiscali, permettendo alla città di avere servizi per tutti”.
 
Un altro emendamento ha eliminato la polizza fidejussoria “perché onerosa e difficile da ottenere, che avrebbe precluso a molti l’accesso alla rateizzazione. Sotto questo aspetto, in particolare, ci siamo rifatti al regolamento del Comune di Bologna - ha affermato Marcello Susinno di Sinistra Comune -. Con questo regolamento ci rivolgiamo a quel 67 per cento delle aziende e al 34 per cento di cittadini che non pagano la Tari. Adesso hanno un’occasione per mettersi in regola: non avranno più alibi per non pagare”.

Articolo pubblicato il 14 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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