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Quotidiano di Sicilia

L'Università continua a crescere ma preoccupa la fuga dei laureati
di Gaspare Ingargiola

La situazione dell’Ateneo palermitano illustrata in occasione dell’apertura dell’Anno accademico. Il rettore Micari: “Emorragia di conoscenza, economia e professionalità”

Tags: Università, Palermo, Unipa, Fabrizio Micari



PALERMO - Segnali di crescita per l’Università dalla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2017/2018, ma restano drammatici i dati sulla fuga dei laureati verso il Centro-Nord o l’estero, in cerca di lavoro. Nella relazione d’apertura il rettore Fabrizio Micari ha parlato di un’autentica “emorragia della conoscenza, dell’economia e della professionalità”, che ogni anno spinge 36 mila giovani lontano dalla Sicilia. In compenso l’Ateneo del capoluogo ha passato a pieni voti l’esame della Commissione di Esperti della valutazione dell’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Tra i motivi per sorridere le nuove assunzioni previste per il 2018, i conti in ordine anche grazie all’aumento dei finanziamenti statali, il calo delle tasse e una sostanziosa crescita delle immatricolazioni. Alla cerimonia, nell’Aula Magna dell’Edificio 7 del campus di viale delle Scienze, hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla, il rettore dell’Università della Calabria Gino Mirocle Crisci e l’ambasciatore svedese in Italia Robert Rydberg.
 
“Nel 2017 – ha detto Micari - si è finalmente arrestato il declino del Fondo del finanziamento ordinario che l’Ateneo riceve dal Ministero. Le risorse assegnate, di poco superiori ai 194 milioni di euro, sono sostanzialmente uguali a quelle del 2016 e anche il peso a livello nazionale (di poco inferiore al 3%) è rimasto invariato. Si è interrotto il trend negativo che dal 2008 al 2016 aveva visto una riduzione di oltre 5 milioni di euro all’anno. Tutto ciò grazie all’incremento delle risorse a valere sulla quota premiale (+4,5 milioni) e alle scelte dell’Ateneo in merito agli indicatori relativi alla quota sull’autonomia responsabile”.
 
Come evidenziato dal rettore, “è anche grazie alla stabilità del finanziamento nazionale, insieme alla complessiva stabilità del bilancio, quest’ultima confermata dall’utile registrato in sede di approvazione del bilancio consuntivo 2016, che è stato possibile, approvare un’importante Programmazione triennale delle risorse, con la previsione di ben 98 punti organico in tre anni per l’assunzione di nuove unità di personale docente e tecnico-amministrativo-bibliotecario e per assicurare le meritate progressioni di carriera”.
 
A settembre l’Ateneo ha iniziato un’annata con 125 corsi di studio di cui 60 lauree triennali, 56 lauree magistrali e 9 lauree magistrali a ciclo unico: “Siamo una comunità – ha spiegato Micari - di 42 mila studenti, poco meno di 1.500 docenti e quasi 2.000 unità di personale tecnico-amministrativo. L’aumento degli immatricolati dello scorso anno, quasi 8.500 iscritti al primo anno dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico, avvenuto dopo un trend negativo durato dieci anni, è già stato superato nell’anno accademico in corso”.
 
Sul fronte delle tasse, il rettore ha spiegato come esse siano state ridotte operando “una più equilibrata redistribuzione dei contributi. Oltre 18 mila studenti, circa il 40% del totale, hanno visto diminuite o azzerate le tasse, con una riduzione media pro capite di oltre 300 euro. Per la rimanente popolazione studentesca è stata effettuata una rimodulazione, in funzione del reddito e della tipologia dei corsi di studio, che mediamente comporta un incremento inferiore a 100 euro per studente”.
 
La nota stonata, come detto, è l’emigrazione intellettuale: “Una situazione – ha sottolineato Micari - intollerabile. È come se la città di Augusta, in provincia di Siracusa, si fosse spopolata. È una migrazione diversa rispetto al passato: a trasferirsi sono maggiormente i giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo di studio elevato. Tra i ragazzi il 35,5% è laureato, percentuale che sale al 41% tra le donne”.
 
La cerimonia si è conclusa all’esterno dell’Edificio 7, con l’inaugurazione dell’impianto a concentrazione solare “Dish stirling” nel Dipartimento dell’Ingegneria dell'Informazione e Modelli matematici (Deim), basato sullo sfruttamento della radiazione solare concentrata (Csp Concentrating Solar Power) che impiega l'energia rinnovabile del sole per convertire la luce in energia elettrica e calore in modo simile a un pannello fotovoltaico o un collettore solare. Il tutto senza generare combustioni, produrre polveri o fumi e senza trasmettere o ricevere radiofrequenze e inquinare l'aria, l'acqua o il suolo. Il dispositivo, come evidenziato da UniPa, “è unico in Europa e sarà il primo nel mondo a essere connesso alla rete elettrica”.

Articolo pubblicato il 15 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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