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Abbandono scolastico ridotto all'Ettore Majorana di Gela
di Redazione

Grazie ad Eni è stata introdotta una nuova modalità didattica che prevede l’uso di iPad. L’istituto ha anche beneficiato dell’assegnazione di aule interattive con lavagne multimediali

Tags: Eni, Scuola, Eniscuola, Gela



GELA (CL) – Il digitale sta invadendo ogni campo della nostra vita. Da qualche anno a questa parte ha fatto il proprio ingresso anche a scuola. Proprio i dispositivi digitali possono essere usati come strumento per attirare l’attenzione dei più piccoli verso la conoscenze e l’apprendimento, combattendo al contempo l’abbandono scolastico.
 
Il progetto di Eni, volto a contrastare la dispersione scolastica, punta proprio sulla digitalizzazione del sistema. Infatti, lo scorso anno l’Eni ha donato nuovi iPad ad ottanta studenti delle prime classi dell’istituto Majorana di Gela, che insieme alle aule interattive allestite con lavagne multimediali, connessione Wi-Fi e computer, costituiscono le dotazioni per l’introduzione di una nuova modalità di didattica.
 
L’Eni interviene in questi termini per combattere l’abbandono scolastico che secondo i dati Istat in Sicilia tocca il 25,8% (ovvero, più di un ragazzo su quattro ha abbandonato prematuramente i banchi scolastici).
 
In questo nuovo metodo di insegnamento, il classico ambiente scolastico con lavagna e cattedra è affiancato dalle moderne tecnologie, la tipologia e la disposizione degli arredi cambia per favorire il lavoro di gruppo e l’interazione tra alunni e insegnanti. I docenti sono specificamente formati per gestire un nuovo modo di fare didattica e di interagire con la classe. L’Istituto Majorana, quindi, grazie al progetto Eni, ha dato il via ad una “didattica 2.0”, meno trasmissiva e più collaborativa che costituisce occasione di arricchimento culturale per gli alunni e per i docenti, che guardano con interesse al nuovo modo di insegnare e sono stati adeguatamente formati.
 
L’obiettivo è costruire un percorso fatto di linguaggi moderni e innovativi, che consenta di ottenere un ambiente formativo più stimolante e coinvolgente, dove gli alunni si sentano protagonisti attivi del percorso di studi. Così, gli studenti vengono educati verso un’attività di tipo collaborativo e partecipativo. La nuova conoscenza si attua attraverso attività individuali o collaborative di studio, di risoluzione di problemi, di sviluppo di documenti, sia on-line (attraverso le varie piattaforme di e-learning) che in aula.
 
Si tratta di una nuova strategia educativa dove l’ansia da prestazione, l’interrogazione alla cattedra e tutti quegli elementi che determinano stress sono ridotti al minimo. In questo modo, “ingaggiando” i vari soggetti in attività diverse, possibilmente orientate alla valorizzazione delle singole abilità, si ottiene una notevole responsabilizzazione che è motore di un nuovo rapporto con la scuola. Così, cresce l’interesse dello studente per le discipline e diminuisce la disaffezione e di conseguenza anche la tendenza ad interrompere il percorso formativo.
 
Il progetto Eni si fonda sulla convinzione che la scuola debba essere inclusiva, motivante e gratificante, tesa a valorizzare le potenzialità dei cosiddetti ultimi. Per questo ha incoraggiato i docenti alla formazione e alla ricerca, per trovare le strategie più adatte per affrontare il disagio e i bisogni speciali. Ha potenziato le risorse tecnologiche della scuola.
Inoltre, il progetto avviato da Eni risponde perfettamente alla Legge 107/2015, mirato all’innovazione del sistema scolastico e allo sviluppo dell’educazione digitale.
 
Un’iniziativa fruttuosa a dir poco. Infatti, ad anno scolastico concluso, le classi del Majorana che hanno ricevuto tutta la dotazione tecnologica hanno hanno di molto ridotto la dispersione scolastica. Ma non è tutto: in queste stesse classi è migliorato anche il profitto degli studenti.
 
Forti del risultato conseguito lo scorso anno, Eni ha deciso di rinnovare il progetto anche per l’anno scolastico 2017-2018. Questa volta ad essere coinvolte sono state le cinque classi del primo anno, che hanno ricevuto 100 iPad; inoltre sono state allestite ulteriori cinque classi multimediali (che diventano nove con quelle già attivate lo scorso anno).
 
Incrementato di conseguenza il numero degli studenti coinvolti, sempre più a loro agio con una didattica più vicina al loro mondo che ha la capacità di interessarli e prepararli al meglio al mondo del lavoro.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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