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Prende il via il progetto triennale dedicato al rilancio di Gela
di Redazione

L’obiettivo dell’iniziativa Eni è mirato alla valorizzazione del patrimonio culturale della città. Prevista la collaborazione con gli enti del territorio che si concretizzerà in iniziative artistiche



GELA (CL) – Lo scorso 20 novembre è stato presentato il progetto “Gela, le radici del futuro”. L’iniziativa, promossa da Eni, è coordinata e gestita da Jacopo Fo e Bruno Patierno. Il progetto “Gela, le radici del futuro” si colloca nell’ambito delle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale della città.
 
Reperti archeologici, beni storici di grandissima bellezza, un grande patrimonio naturale, produzioni originali agricole e artigianali: tutto ciò ha contraddistinto Gela nei suoi 2.700 anni di vita. Tuttavia, è una realtà ancora poco conosciuta in Italia e nel mondo. Oggi è possibile pensare ad un intervento, assieme alla attiva comunità locale, di rilancio di Gela attraverso iniziative artistiche e culturali in senso ampio che favoriscano la diffusione di un’immagine positiva della città.

Il progetto “Gela, le radici del futuro” si propone di dare un fattivo e tangibile contributo in questa direzione e per questo rappresenta un esempio importante per Eni di collaborazione culturale sul territorio. In particolare, è previsto un percorso di lungo periodo che si articolerà da oggi fino alla fine del 2020, con la collaborazione degli Enti del territorio, le scuole, le associazioni e che si concretizzerà, anno per anno, nella selezione e realizzazione di iniziative artistiche e culturali in senso lato da parte delle realtà di Gela.

Jacopo Fo, uno dei due coordinatori dell’iniziativa ha dichiarato nel corso della presentazione: “Gela ha delle grandissime potenzialità relativamente a cultura, turismo, artigianato ed eccellenze agricole. Ma si tratta di possibilità che in questo momento non sono sfruttate. Il lavoro avviato da Eni è innanzitutto consistito in un’attività di dialogo con l’amministrazione pubblica, l’opposizione in consiglio comunale, le associazioni, i parroci, le scuole, con l’intento di individuare le idee da sviluppare per rilanciare la città. Metteremo su un gruppo di persone che si occuperà di creare un albergo diffuso in città, quindi avere più posti letto. In questo momento, Gela ha 150 posti letto, una cosa quasi ridicola per una città di 65 mila abitanti”.
 
“Cercheremo di far conoscere Gela non per storie di crimini, ma per la ricchezza che possiede – ha continuato Fo -. Per questa ragione, è necessario avviare un’attività su internet. Bisogna creare una serie di pacchetti per i turisti in tutte le lingue, consistenti di video e foto. Intendiamo coinvolgere i ragazzi, proponendo loro di creare blog individuali sui temi che vogliono far conoscere. Successivamente vorremmo collegare tutti i blog individuali creati, così da creare un sistema, ovvero una rete internet di gelesi che andrà a riempire il web di informazioni positive sulla città, che saranno collegate ad un portale di Gela in tutte le lingue. Così, quando si entra in rete, alla ricerca di Gela non verranno fuori unicamente le notizie negative, ma anche quelle positive”.
 
Infine, ha concluso il coordinatore Fo: “La scelta di Gela non è stata una scelta casuale. È giunta successivamente allo sviluppo di un progetto in Mozambico, consistente nell’informazione sanitaria prestata alle donne in gravidanza e nell’assistenza al raggiungimento dei siti preposti al servizio di ecografia. Il progetto ‘Gela, le redici del futuro’ durerà tre anni e dunque finirà alla fine del 2020. L’idea è quella di creare delle professionalità, attraverso la formazione di un gruppo di persone su vari temi specifici. Questa formazione porterà alla creazione di posti di lavoro, cosicché le persone continueranno a gestire tutti i servizi per aumentare la visibilità e migliorare l’economia per il futuro della città”.

“Gela, le radici del futuro” è anche il titolo dello spettacolo andato in scena il 2 dicembre 2016 presso il teatro Eschilo. Un racconto che, partendo dalla tradizione greca del territorio aveva l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale della città e fornire uno stimolo per la comunità di Gela, per i giovani e per le associazioni. La narrazione prendeva spunto dal ritrovamento del reperto della nave greca, recuperata anche con il contributo di Eni, che ha recentemente provveduto alla realizzazione di una struttura per accogliere e conservare i reperti presso il Museo Archeologico di Gela. Il racconto era affidato a Jacopo Fo che ne curava la realizzazione, la sceneggiatura e l’interpretazione.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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