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Quella volta che il ministro Matteoli present├▓ a Messina il Ponte sullo Stretto
di Redazione

 Nel giorno in cui si piange la scomparsa del senatore, lo ricordiamo anche per quella speranza che riaccese in molti siciliani: “Niente e nessuno bloccherà la realizzazione del Ponte”

Tags: Altero Matteoli, Ponte, Stretto, Incidente, Roma, Messina



PALERMO - In un giorno triste, in cui si piange per l’improvvisa perdita del senatore Altero Matteoli, vittima di un incidente stradale a Roma, molti siciliani lo ricorderanno probabilmente anche per le parole decise che pronunciò quando era ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e venne a Messina a presentare l’opera delle opere: il progetto del Ponte sullo Stretto, di cui l’esecutivo romano guidato da Berlusconi aveva ripreso tutto l’iter facendo le scelte operative perché si arrivasse alla fase esecutiva.
 
Così, quel 13 febbraio 2010, in un Palacultura nuovo di zecca, che vedeva aprirsi per la prima volta le porte per quell’importante evento, Matteoli fu categorico: “Il Ponte sullo Stretto sarà pronto nel 2017, niente e nessuno ne bloccherà la realizzazione”. Ponte sì, ponte no, una cosa fu certa: quella determinazione non la si era mai vista in nessuno, era un fatto raro in mezzo a tanta indecisione. Stavolta però c’era un ministro, che si esprimeva a nome di tutto il Governo ed era fermo, decisissimo, rispondeva ai giornalisti con dovizia di particolari, assistito dall’allora presidente della società Stretto di Messina e presidente Anas, Pietro Ciucci, e affiancato dagli uomini più importanti di quel momento storico e politico: Raffaele Lombardo alla Presidenza della Regione, Nanni Ricevuto al vertice della Provincia e Giuseppe Buzzanca sindaco di Messina. Erano tutti lì accanto a lui nel presentare quel progetto e l’organizzazione dei lavori per la sua realizzazione.
 
Un giorno solenne finalizzato a ribadire un messaggio che emerse appunto e soprattutto dalle parole conclusive del ministro Matteoli, il quale mise a tacere anche gli immancabili contestatori presenti in sala, ripetendo con estrema convinzione che “il Ponte non creerà problemi, anzi si realizzeranno opere che serviranno a tutta la provincia di Messina. I soldi ci sono tutti, anche quelli per i lavori propedeutici. Il Ponte non costerà allo Stato ma sarà il mercato che lo pagherà”, e sottolineando più volte che lui era “il ministro delle Infrastrutture, e il ministro delle Infrastrutture deve fare le infrastrutture per il Paese”.
 
Almeno quel giorno, non ci furono discussioni. La storia politica successiva non riuscì però a suffragare questa volontà, e quell’annuncio dell’anno, il 2017, in cui il Ponte sarebbe stato completato fu smentito dai fatti e dai governi di segno contrario.
Quel 2017 si è rivelato addirittura anno nefasto e sventurato, purtroppo, per quel ministro, che almeno allora fu però capace di riaccendere una prospettiva per molti siciliani che in questa infrastruttura - e nelle altre, complementari e necessarie al Ponte, non vi è dubbio - vedevano una ritrovata speranza di crescita e di sviluppo.

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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