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Quotidiano di Sicilia

Ars, Giuseppe Lupo capogruppo del Pd
di Raffaella Pessina

Seduta d’Aula rinviata a stamattina per mancanza d’accordi tra i poli politici. Caos tra i dem, Cracolici: “Patto tra ‘traditori’ e ‘traditi’”

Tags: Ars, Giuseppe Lupo, Giuseppe Lupo



PALERMO - Comincia nel peggiore dei modi questa diciassettesima legislatura all’Assemblea Regionale Siciliana. L’Aula, che era stata fissata per ieri pomeriggio per completare la assegnazione delle cariche interne a Palazzo dei Normanni, è stata rinviata a questa mattina alle 10. E così l’obbiettivo di eleggere il resto del Consiglio di presidenza è andato a vuoto.
 
Il motivo è la mancanza di accordi tra i poli politici presenti all’Ars. Infatti la maggioranza si trova ad avere 36 voti su 70, quindi una maggioranza assolutamente risicata, poi ci sono i Cinquestelle, che rispetto alla precedente legislatura hanno visto aumentare il proprio gruppo di sei unità, da 14 a 20, diventando di fatto il primo partito all’Ars. Per questo motivo ai grillini è stata assegnata una delle due vicepresidenze, con Giancarlo Cancelleri. Poi c’è la Sinistra con soli 14 seggi, ma comunque in grado di creare difficoltà in caso di necessità per approvare una legge in Parlamento. Una Sinistra che si trova a dover risolvere conflitti interni, soprattutto a seguito della elezione del capogruppo del Pd all’Ars avvenuta ieri. A ricoprire quella carica sarà Giuseppe Lupo, 51 anni, alla sua terza legislatura. Lupo è stato eletto con sei voti, al voto infatti non hanno partecipato cinque deputati (non hanno votato Antonello Cracolici, Giuseppe Arancio, Giovanni Cafeo, Luisa Lantieri, Anthony Barbagallo) e del gruppo fanno parte 11 parlamentari regionali. Alla riunione di gruppo hanno assistito anche il segretario regionale del Pd Fausto Raciti ed il Presidente dell’Assemblea regionale del partito Giuseppe Bruno.
 
“Lavorerò per l’unità del gruppo parlamentare e del Partito Democratico all’Ars – ha detto Lupo - è questa la principale richiesta degli elettori del Pd, alla quale tutti abbiamo il dovere di dare risposta positiva sin dall'inizio di questa nuova ed impegnativa legislatura”. Dura la reazione del deputato Antonello Cracolici: “Dopo la grave spaccatura sull’elezione del Presidente dell’Ars, il gruppo Pd sceglie il capogruppo con sei votanti su 11 – ha detto Cracolici - Lupo, che qualche giorno fa aveva denunciato di tradimento i ‘franchi tiratori’ (che avevano votato il presidente dell’Ars, ndr) viene adesso votato da coloro che tutti gli indizi hanno evidenziato essere stati tali. Un patto tra ‘traditori’ e ‘traditi’ senza che alcuna spiegazione sia stata data. Adesso lo dico io: vergogna. Il Pd si appresta a vivere una fase difficilissima”.
 
Il rischio è adesso che ricominci il valzer del cambio di casacca per accordi non raggiunti e diversità di vedute politiche. Parla di una precisa strategia Antonio Ferrante, vice coordinatore di Laburisti Pd Sicilia, in merito all’elezione di Giuseppe Lupo. “L’elezione del capogruppo ottenuta con soli sei voti tutti di chiara origine, conferma che quanto accaduto sabato, con i quattro voti per Miccichè, non rappresenta un incidente di percorso ma rientra in una precisa strategia romana che vuole portare il Pd su più miti consigli all’Ars in prospettiva di possibili accordi dopo le politiche”. “Alla luce di quanto accaduto oggi si spiega la richiesta dell’On Cardinale di mostrarsi a chi, da Roma, sta gestendo le vicende dell’Ars senza il minimo scrupolo nei confronti di tanti militanti ancora sconcertati da quanto accaduto sabato, richiesta altrimenti incomprensibile da parte del leader di un altro partito che ha già dimostrato di essere stampella del Centrodestra”.
 
Forte della vittoria ottenuta in Sicilia, il Centrodestra si sta organizzando per le elezioni nazionali, ormai vicinissime. E per Berlusconi sarebbe proprio la Sicilia a fare la parte del leone della prossima legislatura nazionale. “In Sicilia non funziona nulla – ha detto nel corso di una intervista - ci sono autostrade che sono state progettate da anni ma ancora non ci sono appalti, manca il contatto con l’Ue e con l’Italia. Manca il ponte sullo Stretto, il mio governo l’aveva progettato ma poi è arrivata la Sinistra e ha pensato che siccome avrebbe potuto portare il mio nome non possiamo farlo. Io ho promesso che per quando saremo al governo faremo un grande piano Marshall da 3 a 5 miliardi per la Sicilia per farla risorgere”.
 
Intanto il cronoprogramma dell’Ars prevede oltre alla seduta di domani, anche l’incontro, nel corso della stessa mattinata, del Presidente Miccichè con la stampa parlamentare per i consueti auguri di Natale. Primo atto dell’Assemblea regionale, dopo il completamento dell’Ufficio di Presidenza, sarà l’approvazione del testo predisposto dal governo Musumeci sull’esercizio provvisorio del bilancio. Sulle assegnazioni restanti dell’Ufficio di presidenza si sono tenuti ieri dei confronti tra i partiti e le previsioni vedono in pole position Giorgio Assenza (#Diventerà Bellissima) e Giovanni Bulla (Udc) come questori per il Centrodestra, ma si fanno anche i nomi di Giusy Savarino (della stessa formazione di Nello Musumeci) e Alfio Papale (FI). “L’orientamento della maggioranza - ha precisato il capogruppo di Fi Giuseppe Milazzo - è quello di voler garantire una rappresentanza di tutti i partiti nell’ufficio di presidenza”.

Articolo pubblicato il 21 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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