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Regione: si è dimesso l'assessore all'Energia, Vincenzo Figuccia
di Redazione

A meno di due mesi dalle elezioni, il governo Musumeci perde un pezzo. Da ieri tensioni con il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché, sul tetto ai maxi-stipendi dei burocrati 

Tags: Regione, Ars, Figuccia, Musumeci, Governo, Micciché, Energia, Assessore



PALERMO - Dopo le polemiche e le tensioni con il presidente dell'Ars, Gianfranco Micciché, l'assessore siciliano all'Energia, Vincenzo Figuccia, ha lascia l'incarico.
 
"Oggi più che mai sento di essere un uomo libero e da tale condizione continuo a portare avanti le mie idee, rimanendo fedele al mandato degli elettori che mi hanno votato per tutelare la posizione dei cittadini, di chi soffre, di chi vive una condizione di difficoltà economica e di chi è lontano dai palazzi dorati - afferma Figuccia -. La mia maggioranza è la gente che ha creduto in un'azione di cambiamento e di discontinuità. Ci sono tante aspettative verso questo governo, che sono certo non verranno disattese, ma non posso non tenere conto degli accadimenti politici, consumatisi nelle ultime ventiquattro ore, che ledono la dignità dei cittadini siciliani, consegnano un'immagine inopportuna e distorta e che rendono impossibile la prosecuzione del mandato di Assessore all'energia e ai servizi di pubblica utilità, conferitomi dal Presidente Musumeci". 
 
"Si tratta di una decisione maturata dopo profonda e attenta riflessione, ponderata su aspetti di carattere politico e supportata da valutazioni di natura tecnica e personale - continua Figuccia -. Per queste ragioni ho deciso di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni, rimanendo garante e anello di congiunzione fra i cittadini e i luoghi deputati a legiferare per il cambiamento. Continuerò a lavorare per le reali priorità di questa terra, in linea con i percorsi concreti che il Presidente Musumeci sono certo sarà capace di creare con il conforto, il sostegno e la condivisione dei siciliani che meritano di sognare e, soprattutto, di avere un futuro migliore". 
 
 
Le polemiche delle ultime 24 ore: la ricostruzione

Nel giorno di Santo Stefano, Figuccia, che fino a pochi mesi fa era un autorevole esponente di Forza Italia e che prima delle regionali si è iscritto all'Udc, ha criticato Miccichè, che ha annunciato che dal primo gennaio torneranno i vecchi stipendi dei burocrati, con aumenti anche sostanziosi. E oggi rincara la dose: "E perché mai - ribadisce Figuccia - dovrei fare un passo indietro? Bisogna andare avanti difendendo con coraggio le proprie idee. Io sono un uomo libero e voglio continuare a esserlo". E aggiunge: "Mi interrogo, invece, sulla opportunità di uomini che dovrebbero avere un importante ruolo istituzionale e che avrebbero dovuto avere altri esordi. Tanto per essere chiari, mi riferisco a Gianfranco Miccichè".
  
I big della coalizione prendono le distanze
  
Un attacco tutto interno alla maggioranza che non viene visto bene neppure dagli stessi big della coalizione di centrodestra, a partire dal commissario regionale Udc Giuseppe Naro, che ha preso le distanze da Figuccia parlando di "dichiarazioni inopportune". "Eppure - dice Vincenzo Figuccia con un sorriso - ho ricevuto tantissime telefonate, soprattutto da esponenti del centrodestra, da amministratori locali e sindaci, che hanno detto che ho fatto bene. Magari preferiscono non dirlo pubblicamente... Ma si riconoscono in un centrodestra vicino alla gente".
 
 
“Questa maggioranza ha sbagliato a votare Micciché”
  
"Dal Presidente dell'Ars - prosegue Figuccia - io mi sarei aspettato che parlasse di come accelerare i processi legislativi che portano all'approvazione di una norma in aula. Mi sarei aspettato che venissero affrontate soprattutto le condizioni di marginalità sociale in cui vive tanta gente, non l'aumento di stipendi di chi già guadagna tanti soldi". E aggiunge: "Da uomo cattolico impegnato in politica, non posso che schierarmi dalla parte di chi soffre". Ieri come oggi Figuccia è convinto che "questa maggioranza ha sbagliato a votare Miccichè".
  
Il duello tra politici non sarebbe dovuto a questioni personali
 
Alla domanda se questa uscita sia dovuta ai rapporti non idilliaci tra i due uomini politici, Vincenzo Figuccia risponde: "Io non ho mai avuto condizioni preconcette nei confronti di alcuno, né quantomeno pregiudizi nei confronti del Presidente Gianfranco Miccichè, ma oggettivamente l'uscita che ha fatto sui tetti degli stipendi all'Ars si commenta da sola. Al di là dei miei rapporti personali - spiega ancora Vincenzo Figuccia - oggi va valutato non solo ciò che si dice ma le scelte che si fanno. E questo governo è stato scelto perché c'è tanta aspettativa. Una speranza che non va delusa, non credo che i cittadini abbiano accolto positivamente le cose dette da Miccichè in un periodo come questo, anzi, ribadisco che molti la pensano come me. Solo che tante volte la politica è l'arte del compromesso e non tutti possono dire ciò che pensano. Mi conoscete, io dico sempre ciò che penso".
 
Micciché ai cronisti: "Figuccia chi?"
 
 
"Figuccia chi?". Così il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Micciché, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni dell'assessore regionale all'Energia, Vincenzo Figuccia. L'esponente dell'esecutivo Musumeci ha duramente attaccato il numero uno di Sala d'Ercole su tema del tetto agli stipendi dei funzionari dell'Ars.

Articolo pubblicato il 27 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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