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Una legge per dare nuovo slancio al cinema
di Elio Sofia

Riforma attesa da oltre cinquant’anni e ben preparata nei lavori della commissione Cultura al Senato. Ora in Gazzetta ufficiale

Tags: Cinema



CATANIA – Sono stati finalmente pubblicati in Gazzetta Ufficiale n.301 del 27 dicembre gli ultimi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri contenenti tra l’altro le disposizioni applicative del Piano straordinario per la digitalizzazione del patrimonio cinematografico e audiovisivo, in applicazione della Legge Cinema (l. 220 del 2016).
 
Il provvedimento stabilisce requisiti e modalità per il riconoscimento e per la concessione di contributi a fondo perduto per la digitalizzazione delle opere audiovisive e cinematografiche a valere sulla sezione del Fondo per il cinema e l’audiovisivo.
 
La dotazione annua per gli anni 2017, 2018 e 2019 del Fondo è di 10 milioni di euro. Questo è l’ultimo dei numerosi decreti attuativi che hanno accompagnato nella sua piena attuazione la nuova Legge sul cinema; infatti è passato poco più di un anno da quando il Parlamento ha approvato il 14 novembre del 2016 la nuova Legge sul cinema; riforma tanto attesa dalle molte parti in causa che nelle intenzioni del legislatore e sicuramente nella sostanza, rivoluzionerà l’industria cinematografica italiana, la quale attendeva un restyling normativo da 40 anni.
 
Una nuova legge di sistema tanto innovativa quanto ambiziosa e strategica. La nuova legge 220/2016 è quindi il nuovo punto di partenza per l’intera filiera cinematografica italiana; la quale partendo dagli articoli 9, 21 e 33 della Costituzione e dalla Dichiarazione Unesco del 2011 sulla difesa della diversità culturale, ripensa completamente il settore della produzione audiovisiva del nostro Paese. Nelle intenzioni del ministro Franceschini, “padre” di questa riforma tanto voluta anche dal Parlamento in modo bipartisan quanto da tutte le parti in causa, è fondante l’approccio industriale e sistemico dell’intero comparto, dalla produzione alla distribuzione del prodotto cinematografico e audiovisivo. Per molti dei suoi elementi, anticipa tendenze e nuova normative europee e internazionali, in uno scenario attuale totalmente fluido e in continua evoluzione.
 
Cercando di inquadrare le sue peculiarità e novità possiamo elencare gli elementi cardine sulle quali questa riforma si fonda:
Promuove e agevola con diversi strumenti concreti gli investimenti nelle produzioni cinematografiche e audiovisive, nella distribuzione e nella promozione delle opere;
Potenzia l’investimento pubblico da parte dello Stato del 60% vincolando ad un minimo di 400milioni di euro le risorse a disposizione;
• Destina specifici incentivi per le start-up e i nuovi talenti.
• Definisce una serie di interventi mirati a correggere debolezze strutturali del settore obbligando i broadcaster a programmare la visione di opere italiane;
• Stimola a intraprendere sempre maggiori co-produzioni e avvia l’allungamento della stagione cinematografica, l’aumento delle sale, la penetrazione nei mercati esteri;
• Crea strumenti di facilitazione per l’accesso al credito;
• Individua specifici strumenti di sostegno per la formazione e la crescita culturale del pubblico;
• Elabora un piano straordinario per la digitalizzazione di tutto il patrimonio audiovisivo esistente;
• Definisce contributi selettivi (per tutte le fasi di produzione) e contributi automatici concessi secondo criteri più complessi e con l’obbligo di reinvestimento produttivo;
• Amplia lo strumento del Tax Credit con un bouquet di possibilità diversificato per tipo di operatore e di intervento;
Abolisce la censura ma crea nuovi strumenti in particolare a tutela dei minori, con la responsabilizzazione degli operatori sui contenuti distribuiti;
Istituisce il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, quale organo consultivo del MIBACT composto da esperti operatori del settore e da rappresentanti delle associazioni di categoria.
 
Per comprendere se il nuovo assetto normativo su cinema e audiovisivo sarà effettivamente efficace per raggiungere i tanti obiettivi ambiziosi che ci si è prefissati, ci vorrà del tempo. Ci sarà da attendere almeno il nuovo anno per completare ulteriori passaggi esecutivi, come ad esempio l’individuazione e la nomina delle Commissioni chiamate a vagliare e assegnare i contributi. La crisi che da anni percorre il nostro cinema, vede l’Italia sempre in maggior affanno rispetto ad altri Paesi, con un andamento altalenante: il 2016 si era chiuso con un dato di crescita del 6% di spettatori e quasi il 4% in più di incassi, nel comparto cinema, il 2017 non è stato un anno positivo. D’altra parte sembra invece in crescita costante l’accesso al web e alle nuove modalità di fruizione di contenuti, come i canali streaming. Altro settore in cui i colossi, tra cui Amazon e ancor prima Netflix, stanno investendo e progettando nuove fusioni e a breve si attende la “discesa in campo” di Facebook.

Articolo pubblicato il 05 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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