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Rifiuti, il dibattito si infiamma, M5s contro Musumeci e Galletti
di Redazione

Giampiero Trizzino: “Inutile che il presidente accusi i Comuni, vanno aperti nuovi impianti”. Leoluca Orlando invece apre una linea di credito al Governo regionale

Tags: M5s, Rifiuti, Nello Musumeci, Gianluca Galletti, Giampiero Trizzino



PALERMO - Dopo la conferenza di Nello Musumeci, che ha invocato lo stato di emergenza in Sicilia per il caos sulla gestione dei rifiuti, e la risposta “indiretta” del ministro Galletti, che ha chiesto alle Regioni in difficoltà “soluzioni strutturali” e non palliativi come quello di inviare la spazzatura all’estero, il dibattito sull’argomento continua a infiammare gli animi.
 
Bordate al neo governatore arrivano dal Movimento cinque stelle, che per la verità non le manda a dire nemmeno a Galletti. “Il ministro - esordisce Giampiero Trizzino, deputato pentastellato ormai esperto di cose ambientali in virtù della precedente esperienza come presidente di commissione all’Ars - bacchetta Musumeci sulla proposta di spedire i rifiuti all’estero, quando fu lui stesso a stabilirlo appena un anno e mezzo fa con una ordinanza del 2016. Musumeci, invece, si informi meglio sugli obblighi della Regione, prima di scaricare le responsabilità sui Comuni. Morale, sono l’uno peggio dell’altro”.
 
“La legge - continua Trizzino - impone alla Regione di dotarsi di un piano regionale dei rifiuti che garantisca un numero di impianti sufficienti a coprire il fabbisogno di materiali recuperati dalla differenziata. Molti comuni hanno difficoltà a trovare disponibilità al conferimento presso gli attuali impianti per il trattamento dell’umido e dunque sono impossibilitati a fare la raccolta differenziata. È inutile - aggiunge il parlamentare M5s - che Musumeci punti il dito su di loro, se la Regione non li mette nelle condizioni di conferire le frazioni differenziate. L’organico rappresenta il 40% dei rifiuti. All’attivo sono presenti solo 8 impianti per una capacità di 210 tonnellate l’anno. Se la Sicilia vuole raggiungere il 65% di raccolta deve triplicare questi valori e per farlo, la Regione deve aprire nuovi impianti”.
 
Mano tesa al neo governatore, invece, dal sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: “Confermo al presidente la condivisione delle censure rispetto alla gestione dei rifiuti negli ultimi 20 anni, al sovraccarico di costi per i Comuni e di disservizi per i cittadini, alle presenze anomale di imprenditori privati che si trovano spesso a svolgere la loro attività in condizioni oligopoliste e soprattutto alla mancanza di un’impiantistica”.
 
“Dal 2014 come Anci continuiamo a ripetere - dichiara Orlando - che occorre realizzare stazioni di compostaggio e di trasferenza. Serve un intervento regionale per uscire fuori dalla logica dell’emergenza. La discarica di Bellolampo si e’ resa disponibile per fronteggiare la crisi siciliana”.
 
Rispetto all’ipotesi di esportare all’estero i rifiuti, definita “inammissibile” dal ministro dell’Ambiente, Orlando apre una linea di credito al Governo: “Noi ci aspettiamo che Musumeci indichi un’uscita dell’emergenza che tenga conto del progetto. Siamo stanchi di 15 anni di emergenza che ha prodotto altra emergenza”.

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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