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Non solo ecobonus e sismabonus, agevolata la micro-cogenerazione
di Rosario Battiato

Nella legge di Bilancio nuova opportunità per il risparmio energetico con detrazione fino a 100 mila euro. Si tratta di impianti che producono simultaneamente energia elettrica e termica

Tags: Ecobonus, Sismabonus



PALERMO – C'è una nuova misura che andrà ad ampliare le opportunità offerte dagli ecobonus per la casa che sono stati prorogati anche nel 2018. Dal primo gennaio, infatti, è detraibile dall'Iperf il 65% delle spese sostenute per la microcogenerazione, impianti che permettono la produzione simultanea di energia elettrica ed energia termica, garantendo, a differenza della produzione separata, un consistente risparmio di energia primaria e di emissioni di CO2.
 
A fornire i dettagli della misura è stata la legge di Bilancio che prevede “per l'acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute dal 1º gennaio 2018 al 31 dicembre 2018, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro”. Per poter beneficiare della detrazione gli interventi devono condurre a “un risparmio di energia primaria (PES), come definito all'allegato III del decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 agosto 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 19 settembre 2011, pari almeno al 20 per cento”.
 
Ma di cosa si tratta? A introdurre la microcogenerazione è stato il decreto legislativo 8 febbraio 2007 n.20 che la definiva come “la generazione simultanea in unico processo di energia termica ed elettrica o di energia termica e meccanica o di energia termica, elettrica e meccanica”.
 
Il tema era già stato oggetto di uno studio accurato da parte di Alhesys che aveva analizzato i benefici della diffusione della microcogenerazione in Italia, ipotizzandone uno scenario con l'inserimento tra gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici che possono godere dei bonus. Uno scenario che si è concretizzato con l'ultima legge di Bilancio.
 
Gli esperti del gruppo hanno effettuato una stima basata sull'installazione di circa 1.400 micro-cogeneratori da 20 kW elettrici nel periodo 2017-2020, ragionando sui benefici economici e ambientali che ne sarebbero derivati.
 
Lo studio offre tutti dettagli tecnici dell'analisi, considerando i diversi elementi che concorrono a determinare il bilancio costi-benefici della detrazione fiscale, e, riassumendo, stima un ritorno di “1,8 euro per ogni euro di minor gettito fiscale e un beneficio netto di 78,9 milioni di euro”. Un risparmio che è anche energetico. Nello studio Althesys è riportato che “le elaborazioni assumono una diminuzione del consumo di energia primaria grazie alla micro-cogenerazione pari al 34% (calcolato secondo i criteri definiti all’articolo 4 del DM 05/09/2011) rispetto alle alternative esistenti. Tale stima è il risultato del confronto tra l’energia richiesta da un micro-cogeneratore e quella necessaria per la produzione dei medesimi quantitativi di energia elettrica con l’attuale mix di generazione nazionale e di energia termica tramite caldaie a metano”.
 
Il calcolo sui risparmi per i condomini l'ha fatto Il Sole 24 Ore: il costo per uno stabile medio si aggira intorno ai 30/40 mila euro con un risparmio energetico annuo che oscilla tra 5 e 6 mila euro.

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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