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Regione siciliana, da Roma sconto di 300 mln
di Raffaella Pessina

L’Intesa del 2016 è stata modificata dalla Legge di Bilancio 2018 ma Armao annuncia: “Non finisce qui”. Tanto valgono, per ogni anno, le voci scomputate dai previsti tagli alla spesa corrente

Tags: Regione Siciliana, Rosario Crocetta, Intesa Stato-regione, Gaetano Armao



Gli accordi contenuti nell’Intesa Stato- Regione firmata dall’allora Presidente della Regione, Rosario Crocetta, nel giugno del 2016 potrebbero subire delle modifiche sostanziali. Parola di Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, che con soddisfazione ha raccontato al QdS i dettagli di quelli che sembrano gli effetti di un rinnovato dialogo con lo Stato.
Armao ha spiegato che alcune modifiche al documento in questione sono state introdotte dall’articolo 1, comma 459 e 459-bis della legge di Bilancio 2018, fresca fresca di approvazione nella Guri (29 dicembre, ndr).
Ma a breve il Governo regionale preparerà una bozza contenente una serie di modifiche aggiuntive all’accordo e che saranno sottoposte al nuovo governo nazionale, dunque successivamente alle elezioni del prossimo 4 marzo.
“Di certo non andremo con il cappello in mano”, ha sottolineato.
 

 
 
Intesa Stato-Regione, Gaetano Armao al QdS: “Non andremo a Roma con il cappello in mano”
  
Gli accordi contenuti nell’Intesa Stato-Regione firmata dall’allora Presidente della Regione, Rosario Crocetta, nel giugno del 2016 potrebbero subire delle modifiche sostanziali. Parola di Gaetano Armao, assessore regionale all’Economia, che con soddisfazione ha raccontato al QdS i dettagli di quella che sembra a tutti gli effetti un rinnovato dialogo con lo Stato.
 
Armao ha riferito che alcune modifiche al documento in questione sono state introdotte grazie all’articolo 1, comma 459 e 459-bis della legge di Bilancio 2018, fresca fresca di approvazione nella Guri (29 dicembre, ndr). Ma a breve il Governo regionale preparerà una bozza contenente una serie di modifiche aggiuntive all’accordo e che saranno sottoposte al nuovo governo nazionale, che verrà eletto il prossimo 4 marzo.
 
“Di certo non andremo con il cappello in mano”, ha sottolineato Armao, “andremo invece con lo Statuto in mano per mostrare le nostre ragioni”. L’assessore all’Economia ha comunque rilevato la disponibilità del governo della legislatura che si è appena conclusa, un’apertura inaspettata nei confronti delle richieste della Sicilia: “Sono state accolte nella legge di Bilancio statale le richieste del Governo siciliano di modifica dei vincoli sui prossimi esercizi causati dagli accordi conclusi dal precedente governo regionale, come la proroga per l’approvazione del bilancio consolidato, con sospensione delle sanzioni meritate da chi ci ha preceduto. È l’effetto di un rinnovato dialogo che si è aperto tra Palermo e Roma, basato sulle ragioni della Sicilia e che ci consentirà di riaprire il negoziato in materia finanziaria”.
 
Oltre al ritiro del Defr (Documento di economia e finanza regionale) 2017/19 dell’ex assessore Alessandro Baccei, il governo ha portato a casa un risultato molto importante con un valore stimato in circa 300 milioni di “ossigeno” per ogni anno di bilancio.
Ci spiega Armao: “Sono state accolte dal governo nazionale le richieste di modifica dei vincoli sui prossimi esercizi finanziari scaturenti dagli accordi conclusi dal precedente governo regionale, che ci aveva lasciato in eredità vincoli gravosi frutto di scelte non sempre lungimiranti. In particolare sono esclusi dal computo della riduzione della spesa corrente del 3% annuo gli oneri, a carico del bilancio della Regione destinati ai liberi consorzi del relativo territorio di almeno 70 milioni di euro annui aggiuntivi rispetto al consuntivo 2016, previsti nell’accordo fra Governo e la Regione. Inoltre sono state scomputate le spese sostenute dalla Regione per l’assistenza ai disabili gravi e gravissimi e in generale non autosufficienti, ad integrazione delle risorse erogate per tale finalità dallo Stato. Escluse le maggiori spese per il servizio del debito sostenute nel 2017 rispetto all’anno 2016 derivanti dalla rimodulazione dei mutui effettuata nel 2015, nonché le spese per le quote interessi delle anticipazioni di liquidità”.
 
Armao ha inoltre spiegato che è stato ottenuto un altro risultato importante: “Nell'ipotesi dell'insediamento del governo regionale successivamente alla scadenza del 30 settembre 2017 prevista per l'approvazione del bilancio consolidato 2016, il termine per l’approvazione dei documenti contabili e l’applicazione delle relative sanzioni è rinviato al 31 marzo 2018”.
Tolto questo vincolo dunque “la Regione potrà firmare i contratti a tempo determinato. Un via libera che permetterà di regolarizzare qualsiasi altro tipo di rapporto, compreso quello con forestali e precari dell’amministrazione regionale”.
 
In questo modo l’esercizio provvisorio di tre mesi potrà essere meno restrittivo. E a proposito del ddl relativo a questo argomento e appena approvato dall’Ars sempre Armao è riuscito ad inserire una norma che prevede l’alleggerimento della procedura dei pareri sui bandi comunitari, visto anche il richiamo della Commissione europea che lamentava ritardi fino a 7 mesi.
“Si torna al vecchio regime: l’Ars – ha concluso Armao - darà gli indirizzi, ma l’attività tecnica sarà svolta dall’amministrazione regionale”.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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