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Amianto, ok a oltre 300 progetti per rimuoverlo da edifici pubblici
di Rosario Battiato

Pubblicato l’elenco delle richieste di finanziamento considerate ammissibili dal ministero dell’Ambiente. Più di venti comuni siciliani in graduatoria. Aperto il bando per l’anno successivo

Tags: Amianto, Sicilia, Ambiente, Inquinamento



PALERMO – Sono oltre 300 le richieste di finanziamento considerate ammissibili dal ministero dell’Ambiente per coprire, integralmente o parzialmente, i costi di progettazione preliminare e definitiva degli interventi, anche mediante copertura dei corrispettivi da porre a base di gara per l’affidamento dei servizi, fino a un massimo di circa 15 mila euro per l’annualità 2016. Ammonta a venti la quota siciliana all’interno del quadro nazionale. Complessivamente a disposizione della misura, delineata col decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 21 settembre 2016, ci sono 17 milioni di euro per l’intero triennio da distribuire tra 2016 (5,5 milioni), 2017 e 2018 (circa 6 milioni per anno).
 
Ad approvare l’elenco, con le richieste presentate nel periodo compreso tra il 30 gennaio e il 30 aprile dello scorso anno, è stato il decreto ministeriale del 27 novembre. Tra gli oltre 300 progetti ammessi, se ne rintracciano diversi siciliani. Gli enti che hanno visto il via libera ministeriale per vedere finanziato almeno un intervento di progettazione di rimozione dell’amianto sono stati i comuni di Catania, Licata, Bolognetta, Patti, Pietraperzia, Barcellona Pozzo di Gotto, Sciacca, Vizzini, Sant’Agata Li Battiati, San Giovanni La Punta, Alì Terme, Rodì Milici, Floresta, Palma di Montechiaro, Mussomeli, Modica, Sant’Agata di Militello, Gela, Enna, Rosolini e Ragusa.
 
Tutti pronti per il prossimo anno. Col decreto del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 562/2017 del 14 dicembre 2017 è stato emanato il Bando per l’annualità 2017 per la progettazione degli interventi di rimozione dell’amianto dagli edifici pubblici, con priorità agli edifici scolastici e alle situazioni di particolare rischio (amianto friabile).
 
Il finanziamento per la copertura della progettazione preliminare e definitiva può essere richiesto da ogni singola amministrazione fino a un massimo di cinque interventi relativi “ad unità locali comprese nel territorio di competenza, che verranno valutati singolarmente ai fini dell’attribuzione dei punteggi”.
 
Andando in dettaglio, i lavori di rimozione dell’amianto comprendono gli interventi su edifici e strutture pubbliche e successivo smaltimento, anche previo trattamento, in impianti autorizzati, effettuati nel rispetto della normativa ambientale, edilizia e di sicurezza nei luoghi di lavoro.
 
Le domande di finanziamento possono essere presentate già dallo scorso 20 dicembre e soltanto tramite “l’applicativo presente sul portale telematico disponibile presso il sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare all’indirizzo www.amiantopa.minambiente.ancitel.it”.
 
La documentazione tecnica, che dovrà corredare la richiesta di finanziamento, potrà essere integrata a partire dal 30 gennaio e fino al 30 aprile del prossimo anno. Così come avvenuto per l’elenco pubblicato nei mesi scorsi, le domande saranno inserite in una specifica graduatoria che sarà strutturata sulla base dei punteggi ottenuti da progetti. Priorità massima per gli interventi relativi agli edifici pubblici collocati entro un raggio non superiore a 100 metri da asili, scuole, parchi gioco, strutture di accoglienza socio-assistenziali, ospedali, impianti sportivi.

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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