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In Sicilia ogni famiglia spende 1.876 euro al mese, oltre mille in meno della Lombardia
di Serena Giovanna Grasso

Istat: il 60,8% dei conterranei è insoddisfatto della propria situazione economica, il 51,4% reputa le risorse finanziarie insufficienti. Ai minimi le uscite per cultura e servizi sanitari

Tags: Economia, Sicilia, Istat, Spesa



PALERMO – Continua a rimanere elevato il livello di insoddisfazione dei siciliani verso la propria situazione economica. Secondo i dati contenuti all’interno dell’annuario statistico Istat, nel 60,8%% dei casi i siciliani reputano le proprie condizioni economiche poco o per niente soddisfacenti (rispettivamente nel 42,1% e 18,7% dei casi). Solo il 36,7% dei siciliani ha reputato la propria situazione economica relativa al 2016 molto o abbastanza soddisfacente (rispettivamente il 2,1% e 34,6%).
 
Un livello di insoddisfazione superiore si osserva solo in Calabria, con il 62,2% (47,2% poco soddisfatti e 15,4% per niente soddisfatti). Livelli diametralmente opposti si rilevano nelle province autonome di Trento e Bolzano (rispettivamente i livelli di insoddisfazione si attestano al 23,6% e 28,8%). In generale, le regioni settentrionali non superano mai i 45 punti percentuali di insoddisfazione (la punta massima si rileva in Toscana con il 45,9%), al contrario, nelle regioni meridionali si osservano i valori maggiormente elevati.
 
Il 43,9% dei siciliani ritiene che la propria situazione economica sia peggiorata nel corso dell’ultimo anno (il 30,7% un po’ peggiorata, mentre il 13,2% molto peggiorata). Solo il 4,7% dei siciliani rileva dei miglioramenti, mentre per oltre la metà degli intervistati nell’Isola la situazione è rimasta invariata (50,9%). Proprio nella nostra regione si osserva il peggioramento maggiormente sostenuto su scala nazionale, seguono a pari merito Calabria e Umbria con valori complessivamente ammontanti al 40,4%.
 
Oltre la metà dei siciliani ritiene di essere in possesso di risorse economiche scarse o insufficienti (rispettivamente il 42,7% e l’8,7%). Solo nell’1,2% dei casi si ritiene di essere in possesso di ottime risorse economiche. In tutta Italia, solo la Calabria supera la scarsità di risorse percepita in Sicilia: infatti, si parla complessivamente del 55,2% (composto dal 46,9% di scarse risorse economiche e l’8,3% insufficienti disponibilità).
 
Ogni famiglia siciliana spende in media complessivamente 1.876,21 euro al mese per consumi alimentari e non. Sebbene si tratti di un valore in lieve ripresa rispetto ai 1.824,31 del 2015, ci troviamo ancora una volta in fondo alla classifica: infatti, peggio fa solo la Calabria con una spesa media complessivamente ammontante a 1.701,04 euro ed insieme alla Basilicata (1.981,19 euro), siamo le uniche tre regioni con una spesa inferiore ai 2.000 euro mensili. Oltre mille euro in meno rispetto ai 3.040,38 euro spesi in media al mese dalle famiglie lombarde.
 
Quasi un quarto della spesa è destinato ai consumi alimentari (precisamente si parla del 22,7%, ammontante a 426,66 euro). La Sicilia spende di più di Liguria ed Emilia Romagna (rispettivamente 421,03 e 419,95 euro) e quasi tanto quanto Veneto e Friuli Venezia Giulia (rispettivamente 432,83 e 433,79 euro).
 
Relativamente ai consumi di carattere non alimentare, un terzo della spesa complessiva viene investito mensilmente per l’abitazione, acqua, elettricità e gas (642,92 euro). Proprio in quest’ambito è possibile osservare lo stacco più consistente rispetto alla media nazionale ammontante a 902,72 euro. Una porzione altrettanto importante di spesa viene investita nei trasporti e comunicazioni e nei servizi ricettivi e di ristorazione, bevande alcoliche e tabacchi (rispettivamente 233,37 e 208,76 euro).
 
Al contrario, risultano ai minimi le spese per i servizi ricreativi, spettacoli, cultura ed istruzione e per i servizi sanitari e più in generale spesa per la salute (rispettivamente75,46 e 86,19 euro).

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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