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Quotidiano di Sicilia

Istat rivede al ribasso il Pil della Sicilia
di Raffaella Pessina

La ricchezza prodotta nel 2015 scende così da 82,8 a 81,9 miliardi. Crocetta parlava di crescita ma dal 2013 al 2016 perso l’1,7%

Tags: Pil, Sicilia, Economia, Istat, Rosario Crocetta



PALERMO - È allarme conti per la Regione siciliana. Il dipartimento Economia della Regione sta valutando l’impatto sul bilancio dell’ultimo bollettino Istat di fine dicembre con i dati definitivi del Pil per il 2015 e 2016 in netto ribasso rispetto alle stime che erano state fatte e sulle quali i centri studi, compreso quello della Regione, avevano basato le proprie previsioni. Oggi si scopre, che due anni fa la Sicilia è caduta in recessione con il Pil a -0,1% a fronte della stima ottimistica dello +0,2% diffusa; in calo anche il Pil del 2016, che passa da +2,1% a +0,9%.
 
Secondo alcuni esperti, il forte ribasso del Pil, rispetto alle stime iniziali dell’Istat, sarebbe la conseguenza della scarsa incidenza che avrebbe avuto l’incremento dell’occupazione sul valore aggiunto dell’Isola. All’aumento di posti di lavoro non sarebbe corrisposto un rialzo del reddito e dei consumi finali delle famiglie. In particolare, fanno notare alcuni osservatori, ad aumentare è stato il lavoro precario o a termine agganciato al progetto Garanzia giovani e alle misure del Jobs act.
 
Sempre nel bollettino di fine dicembre viene spiegato come il Pil nel periodo dal 2011 fino al 2016 abbia un saldo negativo al -1,3%, molto più alto del dato di tutto il Sud che nello stesso periodo si è attestato ad un saldo negativo dello 0,6%. Dati in contrasto con le dichiarazioni troppo ottimistiche rilasciate in passato dall’allora Presidente Crocetta che alla fine del 2016 aveva diffuso una nota nella quale “per amore di verità”, al fine di una rappresentazione puntuale dell’andamento dell’occupazione in Sicilia, comunicava i dati di incremento del Pil e dell’occupazione, senza però citare alcuna fonte ufficiale.
 
Crocetta parlava di un incremento del Pil del +1,1% nel 2015, secondo l’ufficio statistica regionale e, a giugno del 2016, di un incremento dello +0,6%.“è un dato di fatto che la Sicilia stia crescendo. è finita la fase calante dell’economia e, nei prossimi anni i processi di crescita saranno ancora più forti”. Questo quanto dichiarato in passato da Crocetta, e ancora una volta Crocetta viene smentito.
 
Su questo argomento il Quotidiano di Sicilia aveva realizzato alcune inchieste basandosi anche sui dati diffusi da Bankitalia, mettendo in guardia dai facili ottimismi e cercando di informare puntualmente sulla reale situazione economica della Sicilia.
 
Ieri è giunto anche il commento critico del senatore di Forza Italia, Renato Schifani, per il quale: “La leggera ripresa di questi anni è stata una ripresa monca che riguarda solo metà del Paese (il Nord): l’altra, il Sud, invece continua a perdere terreno e competitività”.
Dal rapporto Istat emerge inoltre che la Sicilia si piazza, nel 2016, al penultimo posto nel Paese per quanto riguarda il Pil per abitante, pari a 17,1 mila euro; fa peggio solo la Calabria a 16,6 mila euro, mentre la media del Mezzogiorno è pari a 18,2 mila euro.
 
Inoltre, la Sicilia ha il reddito disponibile più basso del Paese, primato negativo che condivide con la Campania e la Calabria, compreso tra 12,4 e 13,4 mila euro, la metà rispetto al massimo, tra 21,2 e 24,8 mila euro.
 
Per l’ex assessore all’Economia, Alessandro Baccei, invece non c’è alcun allarme per il bilancio della Regione derivante dalle rettifiche dell’Istat sul Pil in Sicilia negli anni 2015 e 2016. “È ovviamente ridicolo - dice Baccei - Il bilancio riporta dati consuntivi e quindi certi. Nel 2015 e nel 2016 le entrate effettive sono state maggiori delle spese effettive e quindi si è avuto un risultato di competenza positivo”. Per l’ex assessore del Governo Crocetta: “Nessuna previsione potrà essere più vera di un dato consuntivo: ancora una volta una fake news sui dati di bilancio”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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