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Bonus a Pmi, esclusa una su tre
di Rosario Battiato

Esaminate dalla Regione le prime 115 istanze relative agli interventi di sostegno per le nuove imprese. Non ammesse 33 aziende, tra le motivazioni la mancata copertura finanziaria

Tags: Pmi, Impresa



PALERMO – Sono 115 le prime istanze esaminate dalla Regione per l’aiuto relativo agli “interventi di supporto alla nascita di nuove imprese sia attraverso incentivi diretti, sia attraverso l’offerta di servizi, sia attraverso interventi di micro-finanza” che si è chiuso lo scorso 5 ottobre. La non ammissione ha riguardato 33 imprese che hanno perso l’occasione di ottenere l’esenzione per varie ragioni: ritardo nella trasmissioni di documentazione richiesta, capacità finanziaria insufficiente, non presentazione dei bilanci, documentazione economica non valida.
 
Alla fine di dicembre il dipartimento regionale delle Attività produttive ha approvato l’elenco delle istanze ammissibili, non ricevibili o non ammissibili ed escluse con evidenza delle cause di esclusione, in relazione all’avviso pubblico in esenzione con procedure pubblica a sportello sulla linea di azione 3.5.1_01. La misura ha una disponibilità complessiva di circa 30 milioni di euro.
 
Le beneficiarie sono piccole imprese in fase di avviamento che prevedono una soglia di investimento non inferiore a 250 mila euro. In particolare, si tratta di pmi, già costituite alla presentazione della domanda e non quotate fino a 5 anni dall’ iscrizione al Registro delle imprese. Inoltre, non devono aver distribuito utili né essere state costituite a seguito di fusione.
 
L’avviso è stato aperto anche alle associazioni, fondazioni, istituzioni di carattere privato ed ai professionisti.
Le spese ammissibili riguardano impianti, macchinari, attrezzature e servizi di consulenza che non siano continuativi o periodici. L’aiuto previsto è in esenzione e “l’intensità massima di aiuto è pari all’80% dell’importo della spesa considerata ammissibile” con un importo massimo concedibile pari a 800 mila euro. L’azione punta a creare “nuove imprese prevalentemente nelle aree identificate – si legge nell’avviso regionale – dalla Strategia Regionale dell’innovazione per la specializzazione intelligente, tenendo conto sempre dei valori e delle potenzialità espresse dal territorio di riferimento”. Inoltre, si sostiene anche l’avvio di “nuove imprese nei settori manifatturieri e nei settori emergenti collegati alle sfide europee, quali quelli della creazione e della cultura, delle nuove forme di turismo, dei servizi innovativi che riflettono le nuove esigenze sociali o i prodotti e i servizi collegati all’invecchiamento della popolazione, alle cure sanitarie, all’ecoinnovazione, all’economia a bassa intensità di carbonio (incluso il riciclaggio dei rifiuti)”.
 
Andando nel dettaglio, restano esclusi dall’azione il settore della pesca e dell’acquacoltura, della produzione primaria di prodotti agricoli e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. Disponibilità per tutti gli altri: sevizi, qualità e assistenza sociale, noleggio, attività professionali, scientifiche e tecniche, informazione e comunicazione, alloggio e ristorazione, trasporto e magazzinaggio, commercio all’ingrosso e al dettaglio, costruzioni, fornitura di acqua, reti fognarie, gestione dei rifiuti, risanamento, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, attività manifatturiere, estrazione di minerali da cave e miniere.
 
L’erogazione del contributo prevede un’anticipazione sino al 40% del totale, dietro presentazione di apposita fideiussione, e poi un’erogazione a stato di avanzamento lavori, sino ad un massimo del 90% del contributo. In ogni caso “l’erogazione del contributo – si legge sul testo dell’avviso – può anche avvenire esclusivamente in base alla realizzazione del progetto, senza la necessità dell’ anticipazione e della fideiussione”.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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