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Quotidiano di Sicilia

Fluoro-edenite, a Biancavilla il minerale killer fa meno paura
di Rosario Battiato

L’Arpa ha monitorato il sito tra 2009 e 2017: minori dispersioni nell’aria, solo 33 sforamenti su 882 campioni. Risultati positivi dagli interventi di risanamento. E ora altri 18 mln per le bonifiche

Tags: Arpa Sicilia, Fluoro-edenite, Biancavilla, Ambiente, Inquinamento



PALERMO – Biancavilla è uno dei quattro siti di interesse nazionale (sin) siciliani, assieme a Gela, Milazzo e Priolo. A differenza di questi ultimi tre, il centro etneo non ha mai ospitato all’interno del proprio territorio degli insediamenti industriali del settore petrolchimico, e pertanto la sua istituzione deriva una serie di studi che hanno dimostrato la presenza di un minerale, successivamente denominato fluoro-edenite, con caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.
 
Nei giorni scorsi l’Arpa Sicilia, in particolare la Struttura territoriale di Catania, ha rilasciato un rapporto per diffondere i dati di un monitoraggio cominciato nel 2009 e concluso negli scorsi mesi.
 
Il lavoro dell’Arpa si è strutturato con il prelievo e l’analisi di oltre 860 campioni di particolato atmosferico per la ricerca di fibre di fluoro-edenite. “Il monitoraggio – si legge sul rapporto – ha riguardato in particolar modo le attività di Messa in Sicurezza di Emergenza del sito (Mise), di bonifica di strutture ed edifici a suo tempo realizzati con l’utilizzo di materiali contenenti fluoro- edenite, nonché la copertura con Spritz Beton della Cava di Monte Calvario dalla quale fino alla fine degli anni ‘90 venivano estratti granulati e materiali per l’edilizia caratterizzati dalla presenza della suddetta fibra”.
 
Tra il 2009 e il 2017, la struttura territoriale di Catania dell’Agenzia regionale ha prelevato ed analizzato 882 campioni, finalizzati alla “verifica del rispetto del valore indicato dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la qualità dell’aria in Europa (WHO, 2000) in ambiente urbano, pari ad 1 fibra/litro, che di fatto comporta un incremento di rischio cancerogeno compreso fra 1 e 100 casi/1.000.000 di esposti, relativamente ad una esposizione continuativa per l’intera vita della popolazione generale”. In generale, il superamento del valore limite, cioè 1 fibra/litro, è stato registrato in 33 degli 882 campioni prelevati, praticamente circa il 4% del totale.
 
Un passaggio interessante, sottolineato dai tecnici dell’Agenzia, riguarda anche la distribuzione temporale e geografica dei superamenti. Nel complesso è possibile attestare “un andamento di significativa riduzione delle concentrazioni di fibre aerodisperse, mentre i superamenti registrati appaiono generalmente osservarsi in concomitanza di specifici interventi quali attività di scavo/demolizione, o in determinate condizioni meteorologiche”.
 
Nel tempo la riduzione della concentrazione di fibre di fluoro-edenite è stata notevole, solo 1 superamento registrato nell’ultimo triennio, ed è “il risultato di tutte le attività poste in essere a Biancavilla da quando, nel 2001, l’intero agglomerato urbano è stato riconosciuto ‘Sito di interesse nazionale’ da bonificare”.
 
Sul sito, secondo quanto comunicato a novembre dal sindaco Pippo Glorioso, arriveranno 18 milioni di euro (12 già trasferiti, 6 nell’annualità 2018/2019) per finanziare interventi nel sito di Monte Calvario. In particolare, si prevede l’utilizzo dei 12 milioni di euro per realizzare il progetto elaborato dal Comune che prevede la trasformazione dell’ex cava in un grande parco verde, in piena sicurezza. Gli altri 6 milioni previsti per le annualità 2018/2019 saranno destinati ad altre opere di bonifica e agli interventi migliorativi della zona di Monte Calvario.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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