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Catania - Debiti, Comune chiede tempo con la legge di Bilancio
di Desirée Miranda

L’assessore Andò al QdS: “Un’opportunità per liberare risorse”. Ora il voto del Consiglio. Favorevole il presidente di Commissione

Tags: Catania, Enzo Bianco, Bilancio, Salvo Andò



CATANIA - Adesione al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale per usufruire delle ultime novità introdotte dalla Legge di bilancio. È questa la richiesta pervenuta al Consiglio comunale di Catania da parte dell'amministrazione. In sostanza, le modifiche legislative (introdotte dall'art. 1, comma 888, della Legge 27 dicembre 2017, n. 205) prevedono che il Piano di rientro - predisposto dall'amministrazione catanese, rimodulando a sua volta quello redatto dall'amministrazione precedente - possa essere rivisto ancora una volta, dilatando i tempi di pagamento dei debiti, senza però nessun cambio nell'importo del debito stesso.
 
Una nuova opportunità come quella già accolta dall'amministrazione l'estate scorsa quando, sempre grazie a una legge nazionale, si potè spalmare in 30 anni il disavanzo di 140 milioni di euro, derivante dal riaccertamento straordinario dei residui. Adesso si va oltre e, rispetto agli adempimenti nei confronti della Corte dei Conti per cui i fattori di squilibrio devono essere verificati semestralmente, la possibilità è di ripianare tutte le passività in un arco temporale superiore a quello attuale.
 
“La legge 205 di Bilancio, approvata dal governo nazionale – spiega l'assessore al bilancio del Comune di Catania, Salvatore Andò - prevede per i Comuni in pre-dissesto, la possibilità di rimodulare il piano di rientro fino a un massimo di 20 anni. Anni che variano in funzione del rapporto che c'è tra le passività e quanto previsto dal titolo 1 delle entrate”.
 
Una legge appena sfornata, approvata il 27 dicembre ed entrata in vigore il primo gennaio di quest'anno, che prevede un passaggio pre-autorizzativo da parte del Consiglio Comunale. Un voto che è come un atto di indirizzo per l'amministrazione perché predisponga il Piano di rientro rimodulato, ma in realtà non è vincolante.
 
“Oggettivamente è un'opportunità perché significa avere la possibilità di potere ripianare i conti in un lasso di tempo più ampio. Significa quindi la possibilità di liberare risorse che devono essere destinate agli equilibri di bilancio a favore di servizi e di altri compiti dell'ente e di rendere più facilmente raggiungibili gli obiettivi strategici e operativi. In generale, quindi, - dichiara ancora l'assessore Andò – una maggiore efficacia ed efficienza dell'azione amministrativa”.
 
Idea che a quanto pare è stata sposata dalla commissione bilancio del Comune che ha dato il suo parere favorevole a che si proceda con la rimodulazione.
 
“Da buon padre di famiglia, avendo già contratto il debito, avere più tempo per ripagarlo è meglio. Poi, se ho le opportunità e le risorse, posso provvedere all'estinzione anticipata del prestito. È un'opportunità, una norma fatta a posta per salvare quei Comuni, tra i quali anche Catania, in difficoltà”, dichiara il presidente della Commissione bilancio del Comune di Catania, Vincenzo Parisi.
Una volta approvata la delibera, ovvero una volta avuto il via libera da parte del Consiglio Comunale, entro 15 giorni dovrà essere trasferita alla Corte dei Conti per l’autorizzazione. Dalla data di esecutività della delibera poi, ci saranno ulteriori 45 giorni di tempo per presentare e approvare il Piano rimodulato ed essere definitivamente approvato o meno dal Consiglio Comunale.
 
“Credo – conclude Andò - che lo stesso governo nazionale si renda conto come il maggiore peso sul risanamento dei conti dello Stato e sulla crisi che ha attanagliato il Paese sia stato scaricato proprio sugli Enti locali con la riduzione dei trasferimenti, quindi questa legge è un riconoscimento degli sforzi fatti”.

Articolo pubblicato il 13 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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