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Dop e Igp: cresce l'agroalimentare di qualità
di Redazione

Il report Istat sul settore rivela che l’Italia è il primo Paese per numero di riconoscimenti in Ue con un totale di 291. Il Mezzogiorno è la zona del Paese più attiva nel comparto. La Sicilia tra le regioni al Sud con maggior numero di eccellenze

Tags: Agroalimentare, Sicilia, Economia



ROMA - Nel 2016 si rafforza la tendenza crescente del settore dei prodotti agroalimentari di qualità nelle sue diverse dimensioni. Secondo i dati del report Istat sul settore, rispetto al 2015 il numero di produttori delle Dop, Igp e Stg aumenta del 4,4%, sintesi della lieve diminuzione registrata al Nord (-0,3%) e del consistente aumento rilevato nel Mezzogiorno (+12%) e nel Centro (+2,5%). Cresce anche il numero dei trasformatori (+4,6%), soprattutto nel Mezzogiorno (+16,2%) e in misura più lieve nel Nord (+0,3%), che compensano largamente la diminuzione osservata al Centro (-0,4%). Fra i principali settori sono in crescita i formaggi, gli ortofrutticoli e cereali e gli olii extravergine di oliva.
 
L’Italia si conferma il primo Paese per numero di riconoscimenti Dop, Igp e Stg conferiti dall’Unione europea. I prodotti agroalimentari di qualità riconosciuti al 31 dicembre 2016 sono 291 (13 in più sul 2015); tra questi, quelli attivi sono 279 (95,9% del totale). Il tasso di rinnovamento rimane sostenuto e più elevato rispetto all’anno precedente. Come nel 2015, nel corso del 2016 il numero di nuovi soggetti che entrano nel sistema di certificazione supera quello di coloro che ne escono: tra gli operatori i nuovi entrati sono 12.513 (11.794 produttori e 1.272 trasformatori) e compensano largamente gli 8.828 fuoriusciti (8.473 produttori e 941 trasformatori). Il comparto dei prodotti di qualità registra complessivamente un saldo positivo di 3.685 unità, tra operatori entrati e fuoriusciti dal sistema di certificazione, a fronte di un saldo positivo di appena 162 unità rilevato nel 2015.
 
Tra i produttori, le donne sono due su dieci (20,1%, la stessa percentuale del 2015) e ancora di meno nei principali settori zootecnici: 17,5% nel settore delle carni fresche, 12,3% in quello dei formaggi e 3,7% nel settore delle preparazioni di carni. La presenza femminile risulta più consistente nei settori vegetali, in particolare degli olii extravergine (33,6%) e degli ortofrutticoli e cereali (20,1%).
 
Pur presenti su tutto il territorio nazionale, i produttori risultano fortemente concentrati in alcune aree; oltre la metà (51,3%) è localizzata in tre regioni: Sardegna, Toscana e Trentino-Alto Adige, con un peso pari, rispettivamente, al 20,3%, al 16,3% e al 14,7% del totale nazionale. Tali concentrazioni sono la conseguenza dell’esistenza di produzioni regionali molto diffuse e attive da prima del conseguimento dei rispettivi riconoscimenti Dop e Igp. Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto comprendono il 18,6% dei produttori mentre il restante 30,1% è distribuito nelle rimanenti 14 regioni. In particolare, in Trentino-Alto Adige prevale nettamente il settore frutticolo, in Toscana l’olivicolo e in Sardegna il lattiero-caseario.
 
Le specialità Dop e Igp riconosciute dall’Ue sono ampiamente diffuse sul territorio. La ripartizione con più prodotti Dop e Igp è il Mezzogiorno che comprende 112 riconoscimenti, pari al 38,8% dei prodotti italiani riconosciuti dell’Ue. Alcune regioni sono particolarmente ricche di Dop e Igp ; in Emilia-Romagna e Veneto i prodotti riconosciuti sono rispettivamente 45 e 38. Nel Centro la maggiore consistenza di denominazioni si rileva in Toscana e Lazio, rispettivamente con 31 e 28 specialità. Nel Mezzogiorno le regioni con più riconoscimenti sono la Sicilia con 30 prodotti e la Campania con 23.

Articolo pubblicato il 16 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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