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Quotidiano di Sicilia

Rifiuti, l'altra faccia del caos: le discariche non autorizzate
di Rosario Battiato

I risultati dei controlli effettuati da Arpa nel 2016 sui siti abusivi, bombe ecologiche disseminate nell’Isola. Record a Palermo: ben 19 siti su 21 denunciati per assenza delle licenze

Tags: Rifiuti, Ambiente, Sicilia, Discarica, Nello Musumeci



PALERMO – Con una Regione in trincea, parola di Musumeci, e molteplici questioni da risolvere in tutti gli ambiti del sistema – dai poteri speciali per l’ampliamento di Bellolampo fino alla nomina del nuovo assessore passando per i costi in crescita dovuti allo spostamento dei flussi di conferimento – si affacciano anche i quotidiani problemi dell’abbandono rifiuti, delle discariche abusive e quindi del rischio contaminazione delle varie matrici ambientali. Le ultime rilevazioni sono state effettuate dall’Arpa Sicilia che nelle scorse settimana ha diffuso i dati relativi al 2016.
 
Secondo le ultime normative in materia, spetta alle ex Province (oggi Liberi Consorzi Comunali) la competenza, in linea generale, delle funzioni amministrative concernenti la programmazione ed organizzazione del recupero e smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, pertanto anche il controllo periodico su tutte le attività di gestione. In tal senso, i Liberi Consorzi, che proprio Musumeci vorrebbe responsabilizzare nel settore della gestione dei rifiuti, per esplicitare le proprie funzioni si possono servire dell’Arpa Sicilia che ha effettivamente riportato nell’annuario dei dati ambientali i numeri dei controlli effettuati.
 
In linea generale, spiegano dall’Arpa, in Sicilia, nell’ambito dei rifiuti, sono soggetti al controllo due categorie di strutture: gli impianti di recupero e/o smaltimento rifiuti Ippc dotati di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), quindi le discariche autorizzate, e gli altri impianti di gestione rifiuti e/o nel cui ciclo produttivo si generano rifiuti su richiesta, che riguardano da vicino le discariche non autorizzate e altre forme di gestione illecita di rifiuti.
 
In provincia di Agrigento sono state effettuate 66 ispezioni per 6 impianti Ippc, che comprendono 5 discariche di rifiuti non pericolosi e un impianto di trattamento dei rifiuti liquidi, e nessuna sanzione elevata né segnalazione effettuata. Discorso differente per gli impianti non Ippc, con diverse realtà catalogate come “abbandono di rifiuti”, tutte puntualmente segnalate all’Autorità giudiziaria. Nel complesso sono stati 37 i siti controllati, tra cui anche depositi di recupero e smaltimento, e 30 le segnalazioni all’Autorità giudiziaria.
 
Altra provincia a rischio è quella di Enna: sempre nel settore degli impianti non Ippc sono state registrate altre 7 discariche non autorizzate su 13 siti, complessivamente 8 sanzioni e altrettante segnalazioni all’Autorità giudiziaria. A Palermo ben 19 siti su 21 sono stati segnalati per assenza delle autorizzazioni per depositi di rifiuti.
 
A livello regionale, le matrici maggiormente coinvolte dalla non conformità dei controlli sono state il suolo (meno di 20 su 100 conformi) ma anche gli aspetti relativi alla documentazione e alla gestione.
 
Per il futuro Musumeci proverà a fare faticosamente un po’ di ordine. Il governatore si è dato tre anni di tempo per risolvere in maniera strutturale l’emergenza, ma intanto ha dato mandato ai tecnici del dipartimento di effettuare una ricognizione delle discariche del palermitano per evitare il nodo trasferimento in Sicilia orientale, come sta già accadendo, e il conseguente innalzamento dei costi.
Domani è previsto l’incontro col premier Gentiloni per chiedere i poteri speciali, così da accelerare i lavori per la settima vasca di Bellolampo, che dovrebbe così tirare avanti per un altro anno, e intanto sembra ormai fatta per il nuovo assessore alla guida dello strategico assessorato ai rifiuti, dopo le dimissioni di Figuccia. È Alberto Pierobon, in quota Udc, già sub commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, che si troverà di fronte a un’altra impresa impossibile.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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