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Investire sulle nuove generazioni difendendo la cultura della Pace
di Redazione in collaborazione con Istituto De Felice-Olivetti

Manifestazione per la Rete scolastica Polo Interculturale



La mia terra, la tua terra, la nostra terra è il tema della manifestazione organizzata dall’Istituto superiore De Felice Giuffrida-Olivetti in collaborazione con l’associazione Bandiera della Pace. All’evento, che si è tenuto martedì 19 dicembre, hanno preso parte gli istituti che costituiscono la Rete scolastica Polo Interculturale (a cui appartiene anche l’Istituto organizzatore, guidato dal dirigente Francesco Ficicchia): Battisti, Dante Alighieri, Diaz-Manzoni, Fontanarossa, Mangano, San Giovanni Bosco, Mary Poppins, Verga di Viagrande, De Amicis di Tremestieri Etneo.
 
In un contesto sociale in cui l’impegno educativo è destinato a un numero sempre crescente di giovani, che si formano alla luce di nuovi valori culturali, la scuola è chiamata a promuovere la Cultura come elemento essenziale di pacificazione e a intrattenere relazioni con associazioni nazionali e internazionali. Tra queste, l’associazione Bandiera della Pace che si occupa di diffondere il pensiero e le opere di Nicholas Roerich, l’artista russo che considerava la Cultura come fondamento della Pace. Nella prima metà del secolo scorso Egli, attraverso il simbolo della Bandiera della Pace, veicolava il pensiero Dove c’è Pace c’è Cultura e dove c’è Cultura c’è Pace.
 
Il legame tra Cultura e Pace è ancor più evidente nella complessità della contemporaneità, in cui si fa pressante l’istanza di relazioni mondiali pacifiche, tanto che l’Onu, tra i 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, fondata sulla Dichiarazione universale dei Diritti umani e sui Trattati internazionali sui Diritti umani, inserisce la Pace come valore imprescindibile per lo sviluppo delle persone, delle Nazioni e del Pianeta: “Siamo determinati a promuovere società pacifiche, giuste e inclusive che siano libere dalla paura e dalla violenza. Non ci può essere sviluppo sostenibile senza pace, né la pace senza sviluppo sostenibile”.
 
Impegnarsi per favorire i processi di Pace significa diffondere i principi di una nuova cultura dove si rispettano la differenze etniche e le diversità culturali e dove vi sono pari opportunità per il completo sviluppo delle potenzialità umane.
 
Per raggiungere questo obiettivo occorre investire sulle nuove generazioni, affinché possano costruire un mondo giusto, tollerante, in cui vengano inclusi gli individui e i Paesi più vulnerabili. È possibile superare la visione utopica se si riconosce che tutti i campi dell’attività umana possono orientare, in particolare i giovani, verso la scelta della Vita etica, guidata da valori come la Solidarietà, la Cooperazione e quindi la Pace.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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