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Palermo - Il porto verso il futuro, bando per i nuovi terminal
di Redazione

L’Autorità competente ha indetto un concorso di idee per rigenerare il waterfront urbano-portuale. Il 20 aprile scadrà il termine per gli elaborati. Il costo delle opere sarà di 70 mln
 

Tags: Palermo, Porto, Pasqualino Monti, Waterfront



PALERMO - L’Autorità di sistema portuale del mare della Sicilia Occidentale ha bandito un “Concorso internazionale di idee per la progettazione dei nuovi terminal crociere e terminal passeggeri e ro-ro e delle relative aree di interfaccia città-porto, nell’ambito delle previsioni del Piano regolatore portuale del porto di Palermo”, ancora in corso di approvazione.
 
Il bando è stato già inoltrato alla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e il 20 aprile 2018 scadrà il termine ultimo per ricevere gli elaborati. Il vincitore del concorso riceverà un premio di 77 mila euro, mentre al concorrente risultato secondo sarà riconosciuto un rimborso spese di 21 mila euro.
 
L’Autorità portuale riserva la facoltà di affidare al vincitore le successive fasi di progettazione, per un presunto importo complessivo di 3.274.825,22 euro. Il costo complessivo delle opere ammonta a circa 70 milioni.
 
Il bando di concorso è stato coadiuvato da uno studio sulla rigenerazione del waterfront urbano-portuale curato da Maurizio Carta, professore all’Università di Palermo. “L’elemento più connotante il futuro del porto di Palermo – ha dichiarato Carta - è quello di offrire una nuova relazione tra la città e il suo mare, ribaltando la logica della barriera per proporre gli stessi nuovi terminal come la continuazione contemporanea degli assi urbani che connettono i monti al mare, lunghe dita che si protendono per stringere di nuovo il patto con l’acqua, diventando le nuove componenti del paesaggio della Palermo del futuro”.
 
L’area interessata dal concorso si estende per circa 140 mila mq, dal Molo Sammuzzo al varco Santa Lucia. Il Molo Sammuzzo è destinato a ospitare il nuovo terminal crociere necessario per potenziare la vocazione turistica del porto e accogliere navi di grandi dimensioni con l’obiettivo di candidare lo scalo palermitano a diventare un “cruise home port” (porto crociere capolinea). Sarà uno spazio multiuso, flessibile, integrato nel paesaggio e connesso tramite un varco pedonale all’area accessibile da via Patti, agevolando così l’uscita dei crocieristi verso il centro storico.
 
Il nuovo terminal crociere si configurerà come un Landmark urbano, luogo simbolo dell’apertura del porto alla città e della crescente importanza che esso riveste per l’economia e la qualità del luogo. Il terminal è concepito come un elemento capace di generare un nuovo paesaggio urbano, sia artificiale che vegetale, e di fungere anche da spazio pubblico per una città che torna a guardare al mare.
 
Il Molo Piave accoglierà il nuovo terminal ro-ro, passeggeri e un’area di interfaccia su via Crispi. Sarà un “filtro” del sistema di flussi pedonali e carrabili da e verso il porto e, in parte, strumento di innesto tra porto e città, anche per l’importante presenza della futura stazione della metropolitana.
 
Il terminal ro-ro, da un lato, si rapporterà alle nuove esigenze funzionali, infrastrutturali e rappresentative di un moderno porto in crescita in termini di flussi e di dotazioni e, al contempo, rappresenterà l’opportunità di colmare il gap funzionale e simbolico che ha determinato la netta separazione e assenza di relazioni tra funzioni portuali e urbane. L’obiettivo principale del nuovo edificio sarà quello di fungere da filtro tra funzioni prettamente portuali e funzioni miste.
 
Il progetto ambisce, dunque, a generare nuovi spazi pubblici urbani in stretta relazione con il porto, aree pedonali, giardini da connettere con il fronte urbano, nuove piazze e aree commerciali, generando una interfaccia in grado di assicurare l’innesto tra funzioni e spazi urbani e portuali.
 
“La futura offerta portuale – ha dichiarato Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale - nasce da quattro fasi: la pianificazione, la programmazione, la progettazione e la realizzazione. Concluso il suo iter il progetto accederà al reperimento dei fondi europei destinati all’infrastrutturazione dei porti. La pubblicazione del bando costituisce il primo tassello dell’operazione ‘Palermo torna a guardare il suo mare’”.
 
“La città - ha aggiunto Monti - mantiene con l’acqua una relazione importante. Il rapporto fra architettura, comunità e il waterfront ha funzionato come un ‘magnete’ per riqualificare e rinnovare zone degradate e abbandonate di Palermo. I nuovi interventi vogliono ripristinare questi paesaggi che includano anche il mare, restituendolo ai palermitani. La forma e la forza dell’acqua servirà a sottolineare la versatilità del linguaggio espresso da questo elemento naturale in una dimensione strategica di sviluppo urbano”.

Articolo pubblicato il 17 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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