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Tetto stipendi Ars, il questore Assenza propone di nuovo limite a 240 mila euro
di Raffaella Pessina

Ieri l’incontro con i rappresentanti delle sette sigle sindacali per riformulare la norma scaduta lo scorso 31 dicembre. Previste restrizioni non solo per i dirigenti, ma anche per stenografi, segretari e assistenti

Tags: Stipendio, Sicilia, Ars



PALERMO - Il presidente del Collegio dei questori dell’Assemblea regionale siciliana Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) si è incontrato ieri con i rappresentanti delle sette sigle sindacali del personale. Al centro dell’incontro i tetti degli stipendi per i dirigenti e i “sottotetti” per le altre carriere all’interno dell’Ars previsti dalla norma scaduta lo scorso 31 dicembre.
 
Assenza ha avanzato la proposta elaborata dall’Ufficio di presidenza presieduto da Gianfranco Micciché: applicare tagli e tetti agli stipendi per il prossimo triennio 2018/2020.
 
Inoltre nella proposta sono previste retribuzioni più basse per i nuovi assunti con i concorsi che saranno banditi in questa legislatura. Assenza in precedenza aveva rilevato la necessità di assumere personale all’Ars: “Su un organico di 251 dipendenti, attualmente quelli in servizio sono 179 – ha detto Assenza - Non abbiamo fissato date sui nuovi concorsi, ma prevediamo di fare una settantina di assunzioni”. Una necessità che si potrebbe forse rinviare, in attesa di mettere al sicuro i conti della Sicilia.
 
L’accordo scaduto a dicembre stabiliva la soglia massima di 240 mila euro lordi per i dirigenti; 204 mila euro per gli stenografi, 193 mila euro per i segretari; 148 mila euro per i coadiutori; 133.200 euro per i tecnici e 122.500 euro per gli assistenti parlamentari. La proposta dell’amministrazione prevede 240 mila euro lordi per i dirigenti, 172 mila euro per gli stenografi, 166 mila per i segretari, 115 mila per i coadiutori e 99 mila per gli assistenti parlamentari. Soddisfatto dell’incontro Assenza: “In caso di adozione da parte del Senato di nuovi limiti al trattamento economico dei dipendenti, abbiamo anche previsto di adeguare i tetti del personale dell’Ars a quelli del Senato - ha spiegato Assenza - C’è stato un clima sereno e cordiale. Il prossimo incontro è previsto per il 30 gennaio, quando i sindacati presenteranno le loro proposte”.
 
La proposta è maturata dopo un ripensamento alle prime dichiarazioni del presidente dell’Ars Micciché che voleva in prima battuta togliere il tetto agli stipendi dei dirigenti. Dichiarazioni che avevano provocato forti polemiche dentro e fuori dal Palazzo dei Normanni. “Dal primo gennaio i tetti agli stipendi dei dipendenti dell’Ars saranno eliminati – disse a suo tempo Micciché - perché lo stesso accade al Senato e non si può fare altro”. Immediata fu la risposta dell’ex presidente Ars Giovanni Ardizzone: “Non c’è nessun aggancio al Senato obbligatorio, noi abbiamo messo il tetto a 240 mila euro legandoci al decreto Renzi, quindi a una norma statale, prima di Palazzo Madama. Non è vero che dobbiamo fare per forza quello che fa il Senato: abbiamo ridotto gli stipendi dei deputati in piena autonomia e tornare al passato sui dipendenti sarebbe vergognoso” .

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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