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Ferrovie, le "due facce" della Sicilia
di Rosario Battiato

Nel corso delle ultime settimane sono stati presentati i dati di Trenitalia e il rapporto Pendolaria di Legambiente. Bene puntualità e regolarità del servizio. Male il numero delle corse e la qualità del materiale rotabile

Tags: Trasporti, Sicilia, Ferrovia, Trenitalia, Legambiente



PALERMO – In attesa della firma sul contratto di servizio decennale con Trenitalia, dal valore di 1,2 miliardi di euro, i numeri delle prestazioni delle ferrovie isolane sembrano raccontare due storie diverse. Trenitalia reclama gli ottimi risultati raggiunti nel corso dell’ultimo anno, in termini di puntualità e regolarità delle corse, mentre Legambiente, nel rapporto Pendolaria, evidenzia il taglio dei servizi, l’aumento dei costi e la presenza di materiale rotabile mediamente più vecchio di quello presente nelle altre regioni. Anche sulle ferrovie l’Isola si muove senza direzione.
 
La prima versione della Sicilia ferroviaria è arrivata nei giorni scorsi con i numeri forniti dalle Ferrovie dello Stato sulle prestazioni delle corse regionali Trenitalia. Nel 2017 registrate una puntualità che ha sfiorato l’85% (entro 5 minuti dall’orario previsto) e una regolarità molto vicina al 100% (0,05% dei convogli è stato cancellato). Le rilevazioni dell’azienda raccontano risultati sorprendenti: più di 8 convogli regionali su 10 arrivano puntuali e cancellate soltanto lo 0,05% delle corse programmate per cause imputabili a Trenitalia. In generale risultano in crescita gli indici di gradimento del servizio (87,9% dei clienti è soddisfatto, +5,5% rispetto agli ultimi due anni). Numeri che complessivamente ammontano, in circa dodici mesi, a oltre 121 mila treni circolati e circa 10 milioni di viaggiatori.
 
Andando in dettaglio, è lievemente più bassa della media la puntualità delle corse del mattino (93,3%), nella fascia 6-9, sebbene anche questo dato sia in crescita rispetto al 2015 e al 2016. Inoltre, l’ultima indagine demoscopica ha evidenziato il gradimento maggiore a novembre, nel comfort (90,7%) e nella permanenza a bordo (88,6%), e, più in generale, i trend di maggiore crescita si registrano nella pulizia (+5,9%) nella puntualità (+5,5%) e nelle informazioni a bordo treno (+5,5%).
 
A svelare l’altra faccia della realtà ferroviaria isolana è il consueto rapporto annuale Pendolaria di Legambiente, rilasciato online una decina di giorni fa. L’associazione del Cigno ha registrato, tra il 2010 e il 2017, un 12,1% di taglio ai servizi e una crescita del 7,7% delle tariffe. Il numero giornaliero di corse (non solo Trenitalia) ammonta a 429, circa 300 in meno del Veneto e della Toscana, e la metà della Puglia e del Piemonte (entrambe vicine a quota 900), senza poi considerare i numeri di Lombardia (2.300), Lazio (1.526) e Campania (1.257).
 
Un quadro allarmante che si completa con l’analisi del parco rotabile siciliano che l’associazione del Cigno considera, senza appelli, tra il “più vecchio d’Italia”. L’età media, comunque in miglioramento, scende a 18,6 anni di media, anche se quasi il 59% dei 173 treni della flotta regionale ha più di 15 anni. Chiarissimi i numeri: “su un totale di 28 locomotive (tra diesel ed elettriche) sono 11 quelle con più di 15 anni di vita, 43 complessi diesel (su 67) e tutte le 77 carrozze in dotazione a questa regione”.
 
Una segnalazione anche per quanto riguarda la top ten delle tratte peggiori d’Italia per i pendolari nel 2017: l’Agrigento-Palermo, lunga 137 km ed elettrificata negli anni ‘90, ha visto, nel corso dell’ultimo anno, continue denunce di pendolari per ritardi, soppressioni e convogli sovraffollati.

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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