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È incompetente chi li definisce inceneritori
di Carlo Alberto Tregua

Rsu, urgono gli Energimpianti

Tags: Rifiuti, Energia, Inceneritore, Discarica



Non si tratta di una questione lessicale, quella di denominare gli impianti di trattamento dei Rifiuti solidi urbani (Rsu) termovalorizzatori o inceneritori piuttosto che Energimpianti, bensì di una questione sostanziale.
Il concetto è semplice: non si tratta di trasformare la spazzatura in cenere, perché non deve essere questo l’obiettivo, bensì di utilizzarla come carburante al fine di produrre energia elettrica, biogas, biocherosene, biodiesel, materiale per sottasfalti e via enumerando.
La questione è dunque ribaltata perché questa enorme massa di energia potenziale, equivalente al petrolio o al gas, che si trova nelle viscere della Terra, continua ad essere accatastata in modo inerte con danni enormi sia per il sottosuolo che per l’atmosfera.
Potremmo definire questo un comportamento socialmente criminale e politicamente idiota che è comune al Sud Italia, per la profonda ignoranza della materia, mai approfondita.
 
Quanto scriviamo non suoni offesa per alcuno, in quanto è dimostrato che le popolazioni e gli amministratori più avanzati, cioè quelli del Nord Italia, dell’Europa all’avanguardia, del Nord America, dell’Australia, hanno da tempo adottato gli Energimpianti. In Svizzera, poi, sin dal 2000, le discariche sono state trasformate in parchi verdi e sono diventate delle vere e proprie oasi ecologiche.
La domanda che sorge è: cosa hanno di meno i meridionali, e i siciliani in particolare, per non copiare strumenti e procedure che funzionano bene? Cosa manca ai meridionali e ai siciliani per mettere in atto sistemi avanzati di ultima generazione quali gli Energimpianti per risolvere definitivamente il problema dei Rifiuti solidi urbani?
Forse si tratta di ignoranza, forse di malafede, forse di tutelare interessi innominabili. Il risultato di questi comportamenti è che il Sud Italia, con l’eccezione del termo-impianto di Acerra, e la Sicilia sono sommersi di spazzatura e, peggio ancora, non utilizzano questo carburante per ottenere i prodotti prima elencati.
È un comportamento inqualificabile perché non possiamo pensare che presidenti e assessori regionali siano stupidi: forse ignoranti, ma non stupidi.
 
In tutto il Nord Italia il problema non esiste: i prodotti indicati escono regolarmente dalle linee industriali, vi sono migliaia di addetti nei relativi stabilimenti, nessuno sente parlare del problema dei Rifiuti solidi urbani, verdi e ambientalisti non proferiscono neanche una sillaba.
Lo stesso Federico Pizzarotti, sindaco di Parma ed ex cinquestelle, ha dovuto far attivare il relativo impianto, prima controvoglia, ma ora perfettamente convinto della sua validità.
Nel Forum pubblicato il 20 settembre 2014, con il compianto Willer Bordon - titolare di una società di ultima generazione, che ha costruito un impianto sulle foci del Tamigi, denominato Green Sky, che produce energia e biocherosene - è stato illustrato il procedimento di selezione preliminare delle materie prime incorporate nella spazzatura e quello successivo per ottenerne i prodotti.
Mi disse, il povero Bordon, che la questione della differenziata è un falso problema perché è del tutto inutile, in quanto il processo industriale consente di estrarre tutte le materie prime avanti quella parte che produce energia.
 
Una società italiana costruisce uno stabilimento industriale in Gran Bretagna, mentre in Sicilia, ancora, si balbetta sulla questione degli Energimpianti che, ripetiamo, politici o burocrati, ignoranti o in malafede, continuano a chiamare termovalorizzatori o inceneritori.
Noi non demordiamo e continuiamo a portare all’opinione pubblica nazionale e siciliana la questione. Quando poi i lombardi ci dicono che siamo terroni perché non riusciamo a stare al passo con il progresso, non ci dobbiamo lamentare. Ma una parte di noi meridionali e siciliani si indigna di fronte all’insipienza della propria classe politica che non fa il proprio dovere.
Perfino se fosse incompetente, basterebbe che essa copiasse i modelli che funzionano. è possibile che l’idiozia arrivi al punto di impedire la copiatura?
No, crediamo che sotto ci sia qualcosa di peggio, che peraltro più volte abbiamo portato alla luce, perché i panni sporchi si lavano in piazza.

Articolo pubblicato il 19 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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