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Corte dei conti: Ars, a giudizio ex deputati per consulenze
di Raffaella Pessina

Secondo i giudici contabili non risulterebbero verificabili né le ragioni né l’oggetto dell’incarico. Danno erariale contestato a Salvatore Oddo e Paolo Ruggirello

Tags: Corte Dei Conti, Ars, Consulenze



PALERMO - Le consulenze dell’Ars sotto la lente di ingrandimento della Corte dei conti.
La Procura regionale della Corte dei conti ha infatti citato in giudizio per danno all’Erario gli ex deputati regionali Salvatore Antonino Oddo e Paolo Ruggirello, che hanno ricoperto entrambi la carica di questori dell'Assemblea regionale siciliana nella passata legislatura.
 
Ai presunti responsabili viene contestato di aver conferito incarichi di consulenza nel periodo che va dal 2014 al 2016. Di tali consulenze, secondo quanto accertato dalla Procura erariale, non risulterebbero verificabili né le ragioni dell'incarico, né l'oggetto dello stesso, né, infine, il rapporto di necessaria inerenza tra la professionalità dell'incaricato e l'incarico conferito, finendo così per risultare incarichi assolutamente generici ed in contrasto con il principio di economicità e buon andamento della pubblica amministrazione.
 
In particolare, a Oddo vengono contestati 25 incarichi di consulenza per un importo complessivo di danno presunto pari a 102.938,54 euro, mentre a Ruggirello vengono contestati 20 incarichi di consulenza per un importo complessivo di danno presunto pari ad 91.679,26.
L'udienza innanzi alla Sezione Giurisdizionale di primo grado è stata fissata per il 30 maggio prossimo.
 
Quella che doveva essere la legislatura della “spending review”, si sta dimostrando il contrario: è di pochi giorni fa la notizia che all’Ars nell’ultimo anno gli incarichi per le consulenze sono aumentati del 30% rispetto al 2016.
 
E che dire della vicenda delle spese pazze all’Ars? Una inchiesta che si è praticamente conclusa l’anno scorso, coinvolgendo tutti i gruppi parlamentari alla produzione dei giustificativi di spesa e che ha visto coinvolti molti deputati, con proscioglimenti e richieste di risarcimento. Una vicenda che dimostra come vi sia la necessità di una maggiore trasparenza nelle spese della politica, per recuperare la disaffezione da parte dell’elettore. Alle ultime regionali, meno della metà degli aventi diritto si è recato al voto, segno inequivocabile della mancanza di interesse dei cittadini ad essere rappresentati da un parlamento che fino ad oggi ha prodotto ben poche leggi e da un governo che ha amministrato, nella passata legislatura senza riuscire ad affrontare, se non risolvere, le mille emergenze della Sicilia.

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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