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Quotidiano di Sicilia

L'acqua, dove tutto ha avuto origine: una risorsa fondamentale per l'economia
L’importanza del mare per lo sviluppo delle civiltà oggi anche fonte energetica rinnovabile che trae la sua forza dalle onde, dalle correnti e dalle maree



GELA (CL) - Il pianeta Terra è costituito per il 70% dal mare nei cui abissi la vita ha avuto origine con le prime forme di organismi unicellulari, i quali si sono evoluti in esseri viventi marini e terrestri.
 
Sin dall’inizio dei tempi, gli uomini hanno compreso l’importanza dell’acqua come fonte di vita e hanno fondato le prime civiltà vicino al mare, in quanto fonte di sostentamento e di collegamento tra i vari popoli.
 
Le risorse ittiche hanno da sempre fornito nutrimento agli uomini i quali si sono specializzati prima nella pratica della pesca e poi del commercio. Per fare ciò, hanno costruito imbarcazioni capaci di solcare i mari più tempestosi, attraverso i quali hanno raggiunto diverse aree della Terra in cerca di ricchezza, sostentamento e di terre da conquistare.
 
Particolare rilevanza assume nella storia della civiltà occidentale il bacino del Mediterraneo che, con appena l’1% della superficie acquea globale, ha avuto un ruolo fondamentale nel passato e ancora oggi è attraversato dal 20% del traffico marittimo mondiale. Meta privilegiata di questi traffici è la Sicilia che riveste nel commercio un ruolo importante sia per le condizioni climatiche favorevoli sia per la posizione strategica, punto di collegamento con l’Africa a Sud e con la penisola balcanica a Nord. Non a caso uno dei più grandi porti del Mediterraneo per volume di traffico merci e passeggeri è il porto di Messina, ma ricordiamo anche i porti di Catania, Palermo, Licata e Milazzo. Il mare risulta quindi essere fonte di ricchezza economica non solo per il commercio ma anche per il crescente turismo derivante dalle bellezze paesaggistiche dell’Isola.
 
Sono molte le celebrità italiane (e non) che continuano a scegliere le coste della nostra isola per le loro vacanze come Antonello Venditti, Beyonce, Roberto Cavalli, Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, Rihanna, George Clooney. Questi sono solo alcuni dei nomi delle celebrità che da anni con i loro yacht solcano i mari del Mediterraneo, al fine di poter ammirare la bellezza delle coste, delle spiagge di sabbia dorata e poter gustare le prelibatezze culinarie della tradizione siciliana.
 
Ma il mare è anche un’importante fonte energetica, e può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica “pulita”. L’energia, infatti, la si può trarre dalle onde, dalle correnti, dalle maree e persino dal gradiente di temperatura. Tuttavia non è così semplice ricavare e trasformare l’energia da queste fonti, in quanto i processi sono complessi e dispendiosi. Oggi più che mai però, in un mondo che deve ridurre l’inquinamento ambientale, non si può fare a meno delle energie rinnovabili. Una soluzione può essere trovata nella scoperta nella applicazione della elettrodialisi inversa.
 
Nel 2016 un gruppo di professori e di ricercatori del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo ha prodotto il primo prototipo sperimentale per la produzione di energia elettrica da acque di salina e acqua di mare con la tecnologia di elettrodialisi inversa. Il prototipo messo a punto è il primo al mondo a generare energia elettrica da salamoie di salina e acqua salmastra, riuscendo a sviluppare una potenza di quasi 1kW senza produrre alcun tipo di emissioni inquinanti nell’ambiente. Lo sfruttamento di questa fonte di energia “pulita” potrebbe fornire una quantità di energia elettrica pari a quella prodotta da 100 centrali termoelettriche e con risultati più sostenibili.
 
Parrebbe ovvio dunque che il mare rappresenti un’inimitabile opportunità di conoscenza e di sviluppo per gli uomini, ma questa distesa blu colma di mistero che ha da sempre attirato a sé gli uomini conquistandoli e ammaliandoli richiede una cura particolare nel serbare le sue ricchezze e nel valorizzare questa immensa fonte di vita.
 
Boncini Alessia, Gallenti Elisa, Pirillo Giorgia, Presti Andrea, Schillaci Antonio, Schillaci Domenico, Verderame Chiara
classe 5 A S Liceo scientifico Elio Vittorini di Gela
 

Articolo pubblicato il 20 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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