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Taglio aliquota Irpef, manca la copertura
di Raffaella Pessina

Promessi 414 mln ma nella legge di Stabilità 2018 nazionale non ci sono. Per l’anno di imposta 2017 confermata quella massima: 1,73%

Tags: Irpef, Gaetano Armao, Regione Siciliana



PALERMO - Taglio alle imposte regionali: strada tutta in salita in Sicilia. L’annuncio di una diminuzione era stato fatto dall’allora presidente della commissione legislativa Bilancio all’Ars, Vincenzo Vinciullo a maggio 2017.
 
“Dal primo gennaio 2018 - recitava un comunicato di maggio 2017 - è confermato, in Sicilia, l’azzeramento della maggiorazione dell’Irap, Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Sempre a decorrere dall’anno 2018, la maggiorazione dell’aliquota dell’addizionale Irpef è ridotta dallo 0,50% allo 0,27% - aveva dichiarato Vinciullo - Questa riduzione di imposta e di tasse è un risultato importante per le aziende e per la società, oltre che per tutti i cittadini, e viene incontro alle legittime attese dei siciliani”. Il provvedimento è contenuto nell’ultima finanziaria approvata dal Parlamento siciliano (XVI legislatura) ma nel frattempo lo scenario è decisamente cambiato e, al momento, l’ipotesi che la promessa possa essere mantenuta, appare assai remota.
 
A tal proposito, abbiamo intervistato l’attuale assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, chiedendogli come stanno realmente le cose. “L’addizionale Irpef la terremo solo se sarà indispensabile tenerla. Il governo precedente aveva annunciato il taglio delle imposte. A copertura di questo taglio portava risorse che lo Stato però non ci ha ancora riconosciuto. Come è noto uno egli obiettivi del programma economico del governo regionale – ha proseguito Armao - è quello di contenere il peso fiscale. Per far questo sono essenziali i 414 milioni che il precedente governo aveva lasciato scritto che avremmo avuto. Invece – dice sempre Armao - la legge di Stabilità 2018 approvata a Roma non li contempla. Ho già provveduto a chiedere al Mef se intendono considerare di trasferirci questa cifra (414 milioni di euro) o meno perché altrimenti significa che qualcuno ha detto che questi soldi sarebbero arrivati e invece non ci sono. Ad oggi lo Stato ce li nega”.
 
Quindi, almeno per ora, niente sconti sulle tasse e questo argomento si va ad aggiungere alla lista che i rappresentanti del governo regionale sottoporranno a Roma. Infatti, come già annunciato in precedenza il presidente Musumeci e l’assessore Armao hanno intenzione di riaprire i negoziati con lo Stato, che in parte erano stati definiti con accordi specifici dall’ ex governo Crocetta come per l’Irpef e l’Iva rinunciando però ai ricorsi davanti alla Consulta, per ottenere la piena attuazione delle norme dello statuto autonomistico in materia fiscale e finanziaria.
 
E già in precedenza Armao aveva detto che “Nella bozza per finanziare il taglio delle tasse e gli aumenti contrattuali sono previste coperture per circa 414 milioni di euro aleatorie, soldi che la Regione dovrebbe incassare dallo Stato ma che di fatto non ci sono. Se lo Stato ci darà questi fondi l’operazione si può fare - ha assicurato Armao - altrimenti è impossibile visto i conti che abbiamo trovato, resta comunque nostra intenzione non appena le condizioni finanziarie lo permetteranno di procedere sia al taglio delle addizionali Irpef e Irap sia agli aumenti contrattuali dei dipendenti”.
 
Intanto, come comunicato ieri proprio dall’assessorato regionale all’Economia, per il sesto anno consecutivo d’imposta, la Regione mantiene inalterata anche per il 2017 l’aliquota Irap sulle attività produttive e l’addizionale regionale Irpef per le persone fisiche: fissate rispettivamente al 4,82% (8,5% per le amministrazioni pubbliche) e all’1,73%.

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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