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Quotidiano di Sicilia

Migranti, nel 2017 spese per 152 mln
di Serena Giovanna Grasso

Ministero dell’Interno: lo scorso anno ospitate 14 mila persone all’interno delle strutture operative in Sicilia. Costi enormi anche a causa di tempi di permanenza ben oltre i 35 giorni di legge

Tags: Migranti, Permesso Di Soggiorno, Richiedente Asilo



PALERMO – Guerre, miseria e povertà spingono giorno dopo giorno centinaia di migliaia di migranti ad abbandonare la propria terra natia per cercare fortuna e protezione altrove, sfidando il tutto per tutto in viaggi della speranza in cui viene messa in gioco la stessa vita. Tanto i caldi mesi estivi, quanto i gelidi inverni, conducono questi poveri disperati ad avventurarsi nel mare alla ricerca di un futuro migliore.
 
Sono numerosissimi i migranti che giungono in Italia, dove devono fare i conti con il lungo e tortuoso processo che conduce gli stranieri all’ottenimento del permesso di soggiorno. Un processo che prevede una permanenza obbligata all’interno delle strutture di accoglienza. Se da una parte, con riferimento al migrante, si tratta di un tempo di costrizione estremamente e inutilmente lungo, d’altra parte, con riferimento alle casse pubbliche, si tratta di un incredibile spreco di risorse, un vero e proprio salasso.
 
Contrariamente a quanto prevede la legge, infatti, la permanenza media all’interno delle strutture di accoglienza è pari a un anno. Specifichiamo che si tratta di un dato medio: infatti, assai numerosi sono i casi in cui si superano i quindici mesi. Dunque, tempi assai lontani rispetto al periodo massimo di trentacinque giorni prescritto dall’articolo 20 al comma 3 del Decreto legislativo 25/2008: “Il richiedente è ospitato nel centro per il tempo strettamente necessario all’esame della domanda innanzi alla Commissione territoriale e, in ogni caso, per un periodo non superiore a trentacinque giorni. Allo scadere del periodo di accoglienza al richiedente è rilasciato un permesso di soggiorno temporaneo valido tre mesi, rinnovabile fino alla decisione della domanda”.
 
Nostro malgrado, ancora oggi i tempi continuano a essere estremamente lunghi, nonostante le prescrizioni contenute all’interno della Legge n.146/2014 che ha previsto l’innalzamento da quota dieci a venti del numero delle Commissioni territoriali preposte a esaminare le domande pervenute dai richiedenti asilo.
 
Nella stessa legge 146/2014, per contribuire ad accelerare i tempi di trattazione delle istanze di asilo, è stata prevista la semplificazione del procedimento di esame delle domande attraverso l’introduzione di nuove modalità di svolgimento del colloquio, invertendo il criterio sino a qualche anno fa seguito in base al quale esso si svolgeva sempre davanti alla Commissione e soltanto su richiesta dell’interessato davanti a un solo componente, senza incidere sulla decisione finale che rimane assunta collegialmente dalla Commissione. Il colloquio si svolge infatti di norma alla presenza di uno solo dei componenti della Commissione, con specifica formazione e, ove possibile, dello stesso sesso del richiedente.
 
Provvedimenti che purtroppo hanno lasciato invariati i tempi di attesa, con grande sofferenza dei migranti e anche dello stato di salute delle casse pubbliche. Secondo i dati del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, al 31 dicembre 2017 erano 13.870 i migranti ospitati nelle strutture siciliane (costituenti l’8% dei richiedenti asilo ospitati all’interno dei centri italiani, ovvero il quarto valore più alto in Italia dopo Lombardia, Campania e Lazio).
 
Tenendo presente che ogni migrante costa al ministero dell’Interno tra i 28 e i 35 euro al giorno, eseguiamo un calcolo forfettario della spesa impiegata per la gestione dei centri di accoglienza pari a 30 euro. Se moltiplichiamo questi 30 euro per i 13.870 migranti presenti a fine dello scorso anno nell’Isola, viene fuori una cifra pari a 416.100 euro al giorno. Se ancora moltiplichiamo questo importo per una media di permanenza pari a 365 giorni (molto spesso, come detto, anche superiore), otteniamo un costo di accoglienza pari a 151.876.500 euro, oltre dieci volte superiore rispetto ai 14.563.500 euro che si spenderebbero se ogni migrante rimanesse all’interno della struttura di accoglienza per 35 giorni, rispettando i tempi previsti dalla legge. Se dunque, le pratiche venissero evase entro i termini si riuscirebbero a risparmiare ben 137.313.000 euro.
 
In ogni caso, rispetto all’anno precedente, nel 2017 le strutture d’accoglienza siciliane hanno ospitato circa duecento migranti in meno: infatti, al 31 dicembre 2016 si contavano 14.076 persone (esattamente 206 in più). Dunque, calcolando per via ipotetica il costo dell’accoglienza nel 2016 basato sulla permanenza nelle strutture per 365 giorni, si parla di una spesa pari a 154.132.200 euro, superiore rispetto a quella affrontata nel 2017 per oltre due milioni di euro.
 
In generale, la tendenza osservata a livello nazionale è opposta. Infatti, nel 2017 è significativamente aumentato il numero di migranti ospitati nelle strutture di accoglienza: se ne contano complessivamente 183.681, ovvero 7.127 in più rispetto ai 176.554 ospitati nel corso dell’anno precedente. Gli incrementi maggiormente significativi si osservano in Lombardia (+3.473), Campania (+2.365), Lazio (+1.561) ed Emilia Romagna (+1.370).
 
I dati sembrano destinati a crescere per questo 2018, soprattutto guardando l’andamento osservato in questo primo mese: sono 2.749 i migranti sbarcati sulle coste italiane dal primo gennaio a giorno 23, erano 2.393 nello stesso periodo del 2017 e 1.631 nel 2016.

Articolo pubblicato il 25 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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