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Imprese in crescita in Sicilia: nel 2017 registrate 462 mila
di Roberto Pelos

Dati Osservatorio Unioncamere Sicilia: 28 mila nuove aziende iscritte alle Camere di Commercio. Nell’ultimo anno registrate meno cessazioni che in Lombardia, Lazio e Campania

Tags: Imprese, Unioncamere, Sicilia



PALERMO – Sono complessivamente 462.625 le imprese iscritte presso le Camere di Commercio siciliane alla fine del 2017, secondo i dati rielaborati dall’Osservatorio di Unioncamere Sicilia. Numeri in crescita in tutte le province: in totale, 28.253 nuove aziende sono state iscritte alle Camere di Commercio isolane, 20.735 hanno chiuso i battenti, per un saldo di 7.518; lo stock di fine anno è di 462.625 e il tasso di crescita, sempre a fine 2017, è dell’1,65%, mentre a chiusura del 2016 si attestava allo 0,76%.
 
“C’è di più – commenta con soddisfazione il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro -. Se si guarda la graduatoria provinciale di Movimprese 2017 si scopre che la parte alta della classifica è dominata dalle siciliane. Prima in assoluto è Messina con un tasso di crescita del 2,22%, il più alto in Italia. Sul podio anche Catania con +2,05% e, a breve distanza, Agrigento con 1,97%, Trapani +1,90% e Siracusa +1,65%. Tutto ciò dimostra che i siciliani hanno voglia di mettersi in gioco e credono nell’imprenditorialità. Per questa ragione, - prosegue Santa Vaccaro - il sistema camerale è sempre in prima linea per favorire la cultura di impresa e promuovere l’innovazione tecnologica delle aziende”.
 
Relativamente alle iscrizioni, la nostra regione viene superata dalla Lombardia, dove se ne contano 56.034 e da realtà come il Lazio (40.575) e la Campania (37.515) ma va meglio, una volta tanto, rispetto al Veneto (26.448), all’Emilia-Romagna (25.327), al Piemonte (25.011), alla Toscana (24.483) e rispetto ad altre regioni medio-piccole.
 
Quanto alle cessazioni, nella nostra terra se ne registrano di meno che nella stessa Lombardia (50.290), nel Lazio (29.927), in Campania (28.043), in Piemonte (25.976), in Emilia-Romagna (25.963), in Veneto (25.595). Il tasso di crescita di fine 2017 nella nostra regione (che ribadiamo, si attesta all’1,65%) è più alto rispetto alle regioni centro-settentrionali tradizionalmente più industrializzate ed è pari a quello del Lazio.
 
Come già accennato, secondo i dati Unioncamere, Infocamere, Movimprese, il tasso di crescita più alto per le province, anche rispetto al resto del Paese, lo troviamo a Messina, dove alla fine dell’anno scorso si raggiungeva il 2,22%, seguita a livello regionale da Catania (2,05%), Agrigento (1,97%), Trapani (1,90%), Siracusa (1,65%), Enna (1,50%), Ragusa (1,35%), Caltanissetta (1,16%), Palermo (0,87). Catania è la provincia dove si registrano più iscrizioni (6.403), dopo troviamo Palermo con 5.720, Messina (3.710), Trapani (3.007), Agrigento (2.559), Siracusa (2.399), Ragusa (2.188), Caltanissetta (1.415), Enna con 852 imprese.
 
In testa al triste primato delle cessazioni troviamo Palermo (4.880), seguita da Catania (4.331), Messina (2.388), Trapani (2.133), Siracusa (1.775), Agrigento (1.772), Ragusa (1.700), Caltanissetta (1.124), Enna (632). Il saldo più alto si registra a Catania (2.072), subito dopo viene Messina (1.322), Trapani (874), Palermo (840), Agrigento (787), Siracusa (624), Ragusa (488), Caltanissetta (291), Enna (220).
 
Passi avanti importanti, dunque, per la nostra regione che acquista così slancio e fiducia per il futuro soprattutto a vantaggio delle nuove generazioni. Riguardo ai settori imprenditoriali, il Mezzogiorno in generale fa registrare le quote più alte nel turismo (sempre in testa tra le vocazioni imprenditoriali) e nell’agricoltura (+2.810). Bilanci più che positivi, sempre al Meridione, anche nel commercio (+1.970) e nelle costruzioni (+1.284).

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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