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Formazione professionale, si riesuma la legge regionale 24
di Michele Giuliano

L’intenzione del governo sarebbe quella di fare un riordino di questa norma accantonata. In V Commissione all’Ars presentata una relazione tecnica dall’assessore Lagalla

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia, Roberto Lagalla



PALERMO - All’Ars si continua a parlare di formazione professionale. Il colosso della Regione a rischio bancarotta, che ormai da due anni si è arenato su un bando, l’Avviso 8, che non ha ancora visto la luce dopo 2 anni e mezzo, ha bisogno di una ristrutturazione totale. “Occorrerà ripensare il modello della formazione professionale, approntando un sistema che guardi al mondo del lavoro e che sia ad esso funzionale, un progetto di riordino organico a cui la Commissione Cultura Formazione e Lavoro all’Ars sta già lavorando” ha commentato il presidente della V Commissione Luca Sammartino rispondendo alle parole dell’assessore regionale all’Istruzione e Formazione professionale Roberto Lagalla, che ha presentato in Commissione una relazione tecnica sulla programmazione regionale in materia di Istruzione e Formazione. Si vuole ripartire dalle basi: la legge 24 del 1976, che negli anni è stata stravolta e ha perso valore, fino a lasciare allo sbando migliaia di lavoratori che in questa trovavano garanzia lavorativa e continuità.
 
“Il riordino della legge 24/76 sulla formazione professionale appare quanto mai urgente – ha continuato Sammartino – ma è indispensabile non dimenticare il bacino dei precari anche attraverso l’attuazione di un piano di fuoriuscita per cui già sono stati accantonati 30 milioni. Le parole rassicuranti dell’assessore Lagalla hanno evidenziato la volontà del governo di avviare entro il più breve tempo possibile tutte le procedure che consentano al settore di svolgere il ruolo fondamentale di formazione rivolto ai giovani ed alle imprese piuttosto che ai formatori, che ha perso negli ultimi anni”. E il governo sembra concordare in pieno con le parole del parlamentare del Partito Democratico: “Non sfugge la difficoltà del raccordo tra mondo del lavoro, dell’istruzione e della formazione professionale - spiega Lagalla – ma abbiamo assoluto bisogno di avvicinare questi mondi. Questa è una prima iniziativa che guarda alla possibilità di analizzare i problemi e porre soluzioni sostenibili, grazie al contributo e all’impegno di tutti gli attori del sistema. Il governo ha infatti intenzione di declinare in termini di cooperazione le sue scelte strategiche”.
 
I temi da affrontare sono tanti: dalla dispersione scolastica, alla riorganizzazione dell’università e della ricerca, fino agli interventi di edilizia scolastica, quanto mai urgenti in tema di sicurezza.
 
“In Sicilia la formazione professionale ha spesso confuso l’obiettivo con la premessa - aggiunge Lagalla - diventando sempre di più autoreferenziale e sempre meno utile alle crescenti e diversificate esigenze del mondo del lavoro. Pertanto, con la nuova programmazione, intendiamo guardare al traguardo dell’occupazione immaginando, con la prossima imminente rimodulazione del fondo sociale europeo, di proporre una misura conformata sulle esigenze delle imprese e delle professioni”.
 
La V Commissione all’Ars, intanto, sta lavorando ad un testo di legge sul Diritto allo studio che risolva le grosse inefficienze del sistema, raccordando il mondo della scuola e dell’università con quello del lavoro, che tenga conto delle nuove esigenze dell’innovazione tecnologica e del mercato globale senza dimenticare i servizi agli studenti, dalle borse di studio fino al trasporto ed alle possibilità di alloggio per i fuori sede.
 
“Un impegno che chiederemo al Governo regionale già dall’approvazione della prossima legge di bilancio, all’interno della quale, – ha concluso Sammartino – sarà necessario inserire le somme che potranno garantire il diritto allo studio a tutti i giovani siciliani”.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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