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Quotidiano di Sicilia

Piano sale cinematografiche, dal Mibact 30 milioni di euro
di Francesco Torre

In attuazione di quanto previsto dalla nuova Legge Cinema, previsto un potenziamento degli schermi. Il fondo complessivo è di 120 mln di euro, i quali verrano ripartiti fino al 2021

Tags: Mibact, Cinema



PALERMO - In attuazione di quanto previsto dalla Nuova Legge Cinema, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha recentemente emanato il primo decreto riguardante il Piano straordinario per il potenziamento delle sale cinematografiche. Una misura che punta ad aumentare il numero di schermi presenti sul territorio nazionale, a dotare di sale i comuni con meno di 15.000 abitanti e di mettere a norma anche dal punto di vista dell’accessibilità e della fruizione per i disabili i cinema già esistenti. Tale “Piano” ha un fondo complessivo di 120 mln di euro, somma che verrà ripartita annualmente fino al 2021. In questo primo avviso viene già prevista l’erogazione di 30 mln di euro, per progetti da svolgere nel 2018 ma aventi l’origine nel 2017.
 
Il contributo è così ripartito: 50% del fondo per la riattivazione di sale chiuse o dismesse; 25% per la realizzazione di nuove sale, anche mediante acquisto di locali e per i servizi connessi; 15% per l’aumento del numero degli schermi nelle sale e nelle multisale già esistenti; 10% per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche esistenti e per l’installazione o il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi complementari alle sale.
 
Poiché si prevede una partecipazione massiccia, grazie anche alla promozione dell’avviso effettuata dagli organi di categoria come Anec-Agis, in caso di incapienza delle risorse è stato predisposto il seguente ordine di priorità: prima di tutti verranno finanziati i progetti per sale ubicate in territori colpiti dal terremoto; poi verranno premiate le sale cinematografiche storiche, in seguito le sale ubicate in comuni con meno di 15.000 abitanti sprovvisti di sale attive e infine le sale ubicate in comuni con meno di 15.000 abitanti in cui vi siano altre sale attive o le sale ubicate in comuni con più di 15.000 abitanti ma in aree periferiche. Ulteriore occhio di riguardo avranno poi quei cinema che riescano a dimostrare di realizzare attività di valore socio-culturale anche in collaborazione con enti pubblici.
 
Il finanziamento massimo previsto per ogni singolo progetto andrà dal 50% all’80% del valore complessivo in relazione all’identità della sala e alla dimensione dell’impresa. Per quanto invece riguarda i massimali di costo eleggibile, essi andranno da 650 mila a 6 mln di euro in relazione agli interventi previsti e al numero degli schermi coinvolti.
 
Potranno partecipare all’avviso pubblico tutte quelle imprese di esercizio cinematografico italiano che gestiscano sale cinematografiche o spazi polivalenti che: a) rispettino i requisiti di accessibilità dei soggetti portatori di handicap motorio o prevedano di mettersi in regola sfruttando lo stesso bando; b) consentano la fruizione cinematografica da parte delle persone con disabilità, o che vengano adeguate a tal fine sfruttando lo stesso bando; c) che si impegnino a svolgere l’attività di proiezione cinematografica per cinque anni a partire dalla data in cui si chiede il contributo per le sale esistenti, o dalla data di attivazione per le sale da realizzare; d) che si impegnino a proiettare per i tre anni successivi alla concessione del contributo una percentuale minima del 35% di film italiani (25% per monosale e bisale).

Le istanze potranno essere presentate dal 1° febbraio al 30 aprile di ciascun anno, e obbligatoriamente si dovranno allegare preventivo dettagliato dei lavori da realizzare effettuato da un tecnico abilitato e piano finanziario preventivo. I lavori dovranno iniziare entro 12 mesi dalla concessione del contributo e dovranno concludersi entro 24 mesi. Una consistente novità nella logica ministeriale della concessione dei fondi è che all’atto della concessione è qui previsto automaticamente il versamento di un anticipo del 30%.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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