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Apprendistato in crescita, ma non in Sicilia
di Rosario Battiato

Le ultime misure previste dalla legge di Bilancio: fino al 100% di sgravi per le aziende che assumono giovani under 30. Tra il 2016 e il 2017 registrati aumenti (in media +21,3%) in tutte le aree geografiche

Tags: Sicilia, Apprendistato



PALERMO – Lo scorso anno i contratti di apprendistato sono cresciuti e potrebbero aumentare ancora in seguito agli ultimi incentivi stabiliti con la legge di Bilancio. Un’opportunità anche per una Sicilia che non ha registrato, nei confronti di questo modello contrattuale, un grande risultato.
 
Apprendistato: contratti in crescita, non in Sicilia
Nell’ultimo anno i contratti di apprendistato hanno fatto registrare una crescita del 21,3% rispetto al 2016. La comunicazione è stata fornita nei giorni scorsi da Luigi Bobba, sottosegretario del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso dell’incontro “Il sistema duale – Risultati e prospettive di sviluppo per i giovani, le imprese e l’occupazione” organizzato da Forma, l’associazione nazionale che raduna Enti di formazione professionale. Crescono tutti ma non la Sicilia: al Nord si è passati dai 153.337 contratti del 2016 ai 189.458 del 2017 (+23,5%), nel centro da 62.941 a 75.653 (+20,2%), nel sud da 52.443 a 60.940 (+16,2%).
Complessivamente i contratti avviati nel 2017 con l’apprendistato hanno fatto registrare una crescita, dopo il deciso calo del 2015, e si mantengono in un range tra il 12 e il 15% di tutte le forme contrattuali della fascia di età inclusa tra i 15 e i 29 anni.
 
Legge di bilancio: nuoveregole e incentivi
Previsti complessivamente 125 milioni di euro per il finanziamento dei percorsi formativi relativi ai contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e legati all’alternanza scuola-lavoro, altri 15 milioni per le attività di formazione relative all’apprendistato professionalizzante. Nell’ambito del piano dedicato al lavoro da parte del governo nell’ultima legge di bilancio si prevede la stabilizzazione a tempo indeterminato con incentivo annuale per giovani, fino a 30 anni, che hanno compiuto l’apprendistato (50% dello sgravio contributivo Inps fino a un massimo di 3 mila euro). Un incentivo che si spinge fino al 100% per tre anni nel caso di studenti impegnati presso l’azienda in periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale o periodo di apprendistato in alta formazione.
 
L’apprendistato: cos’è 
L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione giovanile. L’ultimo aggiornamento in materia, per quello che è uno dei capisaldi del sistema duale italiano (modello di formazione professionale alternata tra scuola e lavoro affiancato da istituzioni formative e datori di lavoro), è arrivato col Jobs Act (decreto legislativo n.81/2015). Ce ne sono di tre tipologie differenti, così come illustrato dal focus del ministero del Lavoro e delle politiche sociali: l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore che riguarda i giovani dai 15 ai 25 anni compiuti ed è finalizzato a conseguire uno delle predette qualificazioni in ambiente di lavoro; l’apprendistato professionalizzante, che riguarda i giovani dai 18 e i 29 anni compiuti, ed è finalizzato ad apprendere un mestiere o a conseguire una qualifica professionale; l’apprendistato di alta formazione e ricerca, per i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni, finalizzato al “conseguimento di titoli di studio universitari e dell’alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori, per attività di ricerca nonché per il praticantato per l’accesso alle professioni ordinistiche”.
 
Contratto di apprendistato: dove si applica 
L’Inps chiarisce che l’apprendistato si “applica a tutti i settori di attività, compreso quello agricolo, le associazioni dei datori di lavoro e le organizzazioni sindacali”. Ci sono dei limiti nel numero complessivo di apprendisti assunti che vanno rapportati alla quantità di personale qualificato e specializzato che è già in servizio presso il datore di lavoro. I limiti variano da settore a settore.
 
Modalità di funzionamento
Il contratto di apprendistato deve essere redatto in forma scritta e indicare la prestazione dell’apprendista, il suo piano formativo e la qualifica che gli verrà riconosciuta al termine del rapporto di lavoro. “Il compenso dell’apprendista – si legge sul sito dell’Inps – non può essere stabilito in base a tariffe di cottimo e il suo inquadramento non può essere inferiore per più di 2 livelli rispetto a quello previsto dal contratto aziendale per i lavoratori che svolgono la stessa mansione o funzione”.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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