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Quotidiano di Sicilia

Regione, tagliare la spesa a favore degli investimenti
di Raffaella Pessina

Nello Musumeci studia come risollevare Pil e occupazione in Sicilia. Oggi, l’Ars riapre i battenti: dannoso lo stallo legislativo

Tags: Ars, Nello Musumeci



PALERMO - La Regione comincia e programmare quanto ci vorrà per risollevare le sorti della Sicilia. Nei giorni scorsi il presidente della Regione Nello Musumeci ha rassicurato i siciliani: “Abbiamo avviato una manovra anticiclica che rimetta in circolazione, prestissimo, almeno un miliardo di euro - ha dichiarato - per ridare fiato alle piccole e medie imprese, dall’edilizia all’agricoltura, dall’artigianato alla pesca, dall’innovazione tecnologica al turismo. Una cura ricostituente per riportare in carreggiata la nostra Isola e avviare una seria inclusione socio-lavorativa”. La dichiarazione arriva a commento del report sulla povertà nell’Isola diffuso dal Cevas. è stata anche l’occasione per denunciare quanto non fatto dalla precedente giunta.
 
“I dati allarmanti resi noti - continua - confermano le nostre denunce sulla incapacità della Regione a gestire, nel passato, una serie politica degli investimenti e a perseguire un chiaro modello di sviluppo”. Musumeci si ripromette di chiedere a Roma i soldi e le agevolazioni per mettere in atto il suo piano di risanamento e in questo la parte del leone la faranno le prossime elezioni del mese di marzo, quando si saprà da quale compagine politica verrà governata l’Italia. Nel caso di una alleanza di centrodestra, Musumeci avrebbe le carte in regola per ottenere quanto chiede. “Al nuovo governo nazionale chiederemo una sorta di ‘Piano Marshall’ per le aree interne dell’Isola, travagliate da un profondo degrado e da una desertificazione di risorse umane che, se non arrestate in tempo, potrebbero pregiudicare ogni futura possibile crescita”.
 
Le intenzioni del Presidente dovranno scontrarsi con i termini della famosa intesa firmata dal precedente presidente della Regione Rosario Crocetta nel giugno del 2016 con il governo nazionale, intesa che ha messo nero su bianco una serie di impegni da parte della Sicilia, come il totale recepimento della legge Madia, pena la cancellazione dei trasferimenti alla Regione.
 
Appena insediato, l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao, ha dichiarato che il Governo regionale dovrà sottoporre una nuova bozza di accordo con Roma, dove si presenterà non con il cappello in mano, ma chiedendo ragionevolmente l’applicazione dello Statuto siciliano, anche in termini economico finanziari. Intanto, si fanno i conti cercando di recuperare il maggior numero di risorse. Torneranno nelle casse regionali i soldi non spesi dai comuni per la cosiddetta “democrazia partecipata”.
 
Oggi, intanto, si riaprono i battenti di Sala D’Ercole per una nuova seduta dell’Assemblea regionale siciliana, e questa settimana è previsto un incontro tra i sindacati interni e gli uffici dell’Ars per risolvere la questione degli stipendi d’oro che a Palazzo dei Normanni sono stati ripristinati a partire dal gennaio 2018. Fino a quando la vertenza non si risolverà stabilendo i tetti per le retribuzioni, gli stipendi resteranno quelli di prima che si applicasse la spending review.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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