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Quotidiano di Sicilia

La sanità siciliana cambia pelle, in cinque anni -34% di ricoveri
di Serena Giovanna Grasso

Secondo il rapporto del centro studi Crea, nel quinquennio compreso tra il 2010 e il 2015 la Sicilia è la regione con il tasso di riduzione più sostenuto, dall’altra parte della classifica troviamo l’Emilia Romagna (-9,3%). Nell’Isola però crescono degenza media (+27,5%) e ospedalizzazioni in regime di riabilitazione (+19,1%)

Tags: Sanità, Sicilia



PALERMO – Nel quinquennio compreso tra il 2010 e il 2015 il numero complessivo dei ricoveri in Sicilia è diminuito del 34,4%, in misura maggiore rispetto a alla media nazionale (-17,8%) e al quinquennio precedente (-25,8%). Il processo per i ricoveri in acuzie è ancora più netto: è infatti pari al -35,5% (si attestava al -26,3% nel quinquennio precedente), risultato dovuto ad una riduzione del 19,5% dei ricoveri ordinari e del 63,8% di quelli diurni.
 
Questi sono solo alcuni dei dati contenuti all’interno del rapporto “Il cambiamento della sanità in Italia fra transizione e deriva del sistema”, recentemente pubblicato da Crea (Consorzio universitario per la ricerca economica applicata in sanità). Al contrario, nel quinquennio in causa aumenta il numero di ricoveri in riabilitazione del 19,1%, principalmente a causa dell’incremento pari al 44,4% della riabilitazione ordinaria. Come scrive il centro di ricerca Crea, “l’aumento dei ricoveri ordinari in riabilitazione può essere effetto della riduzione di casi che precedentemente rimanevano impropriamente in acuzie, o di un incremento delle possibilità di accesso al regime da parte dei pazienti dimessi. Probabilmente parte della drastica riduzione che ha riguardato le dimissioni degli acuti è attribuibile ad uno spostamento verso la riabilitazione”.
 
Mentre si riduce leggermente il totale di ricoveri in lungodegenza (-3%). “La riduzione sembra essere foriera di una maggiore appropriatezza nell’uso del ricorso allo specifico tipo di attività”. La Sicilia è la regione in cui è possibile osservare la riduzione complessiva maggiormente sostenuta, mentre l’Emilia Romagna è la regione che riduce meno (-9,3%). In controtendenza solo il dato della Valle d’Aosta (+15,7%).
 
A fronte della riduzione nei ricoveri, che implica una maggiore appropriatezza, la degenza media in Sicilia è aumentata del 27,5%, praticamente raddoppiata rispetto al quinquennio precedente (+13,6%) e pari quasi a cinque volte tanto l’incremento osservato a livello nazionale (+6,1%). L’incremento è determinato dall’aumento della degenza in ogni regime ospedaliero: infatti, si osserva il +21,8% nel regime di acuzie, +14,2% nella riabilitazione ed addirittura del +34,3% nella lungodegenza.
 
A livello regionale riescono a ridurre la degenza complessiva la Toscana (-6,2%), il Molise (-6,3%), la Puglia (-4,8%), la Provincia autonoma di Trento (-4,4%), il Lazio (-3,3%) e marginalmente l’Emilia Romagna (-0,1%). La Toscana, il Molise e il Lazio registrano contrazioni di degenza in tutti i regimi. La Puglia in tutti tranne per la lungodegenza, dove la permanenza aumenta del 6,8%. La Provincia autonoma di Trento invece riduce del 4% la degenza media in acuzie, aumentando sia quella in riabilitazione (+6,4%), che quella in lungodegenza (+14,6%).
 
Infine, relativamente al tasso di ospedalizzazioni, nel quinquennio in questione al livello nazionale si è complessivamente ridotto del 18,5% (33,3 ricoveri per 1.000 abitanti.) Quello in acuzie registra una riduzione del 19,2%, seguito da quello della riabilitazione con una riduzione del 2,8% e della lungodegenza con una riduzione del 2,6%.
 
A livello regionale si osserva una evidente riduzione dei tassi di ospedalizzazione in tutte le Regioni: la riduzione massima si riscontra in Sicilia pari al 35,1% (-26,3% nel quinquennio precedente), quella minima nella Provincia autonoma di Trento, che segna un -10,3% (-1,6% nel quinquennio precedente).

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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