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Quotidiano di Sicilia

Lo street food siciliano pronto a volare in Cina
di Liliana Rosano

Enrico e Gaetano Bauso, imprenditori catanesi nel settore della ristorazione. Nel 2018 Etnacoffee aprirà 11 punti vendita tra Hainan e Changsha

Tags: Street Food



Dopo Londra, la tradizione culinaria etnea sta per sbarcare in Cina.
Sono passati appena tre anni da quando Enrico e Gaetano Bauso, due fratelli catanesi, il primo manager nella ristorazione, il secondo Account manager per la Vodafone, hanno lasciato alle spalle le rispettive carriere per volare a Londra.
 
Nella capitale inglese hanno aperto nel 2015, e poi nel 2017, in due punti diversi Etnacoffee - Sicilian street Food, molto più di un classico bar siciliano.
Rosticceria, cannoli, arancini, gelati e granite e l’immancabile espresso.
 
Oggi Gaetano ed Enrico sono pronti per iniziare la nuova avventura in Cina che li porterà ad aprire 11 punti vendita nel 2018.
I primi saranno nell’isola di Hainan, a Sud della Cina, nell’isola artificiale “Ocean Flower Island”.
 
Evergrande, la seconda più grande società di costruzioni immobiliari della Cina, sta costruendo quella che sarà la più grande isola artificiale del mondo. Qui Etnacoffee aprirà 3 Bar e 4 chioschi.
 
Nella città di Changsha, nella regione dello Hunan la Huayi Brothers Media Corporation (HB), il più importante gruppo cinese del settore cinema, tv, media e entertainment, sta creando un grande parco tematico all’interno della quale troverà posto una città italiana in scala reale.
In questo contesto ci sarà la Sicilia con due Bar e due “carretti” per far vivere una vera esperienza siciliana.

Dopo Londra, come siete arrivati in Cina?
“Siamo stati contattati direttamente da questi imprenditori cinesi che ci hanno conosciuto sui social e poi sono venuti a Londra a provare le nostre specialità siciliane. Sono stati subito colpiti dal nostro cibo di strada, dalla qualità dei nostri ingredienti e dal concetto. La loro idea è quella di portare il cibo italiano, in questo caso siciliano, autentico e tradizionale”.
 
I vostri due Etnacoffee bar sono diventati un punto di riferimento per la comunità italiana e non solo a Londra.
“Il segreto del nostro successo sta sicuramente nelle materie prime. Tutto è rigorosamente Made in Sicilia. Gli ingredienti arrivano dalla Sicilia e la rosticceria come arancini, cipolline, pizzette, cartocciate, vengono preparate secondo le classiche ricette siciliane. Anche il nostro personale è quasi tutto siciliano. I nostri clienti apprezzano molto l’arancino al ragù e i cannoli.
La comunità siciliana è stata la nostra prima clientela e grazie a loro siamo riusciti a farci conoscere”.
 

 
A Londra burocrazia molto snella. Prossimo obiettivo “conquistare” l’America
 
Londra ai tempi della Brexit. Come è cambiata la vita dopo la decisione di uscire dall’Europa?
“Il 2017 è stato un annus horribilis per il Regno Unito. Gli effetti della Brexit si sono fatti sentire subito. A partire dall’aumento dei prezzi e dalla scelta di molte aziende di lasciare la sede di Londra e spostarsi altrove”.
 
Quale la differenza sostanziale tra il modo di fare affari in Cina e Regno Unito?
“A Londra se ti piace un locale per una nuova apertura, praticamente la negoziazione è quasi inesistente e la burocrazia molto snella. In Cina, la burocrazia è complessa, la negoziazione lunga e come in Italia bisogna incontrarsi di presenza più volte, stringersi la mano per chiudere l’affare”.
 
Avete lasciato Catania, la vostra città, per diventare imprenditori all’estero ma dopo la Cina dove pensate di andare?
“Quando abbiamo pensato ad EtnaCoffee, con i nostri investitori volevamo un modello che fosse replicabile. La Cina è in espansione, in questo momento poi alla ricerca del Made in Italy ma anche un mondo molto complesso.
Certo l’America ci attrae e non escludiamo un giorno di poter investire da quelle parti”.

Articolo pubblicato il 06 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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