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Immigrati a casa, 2 mld se restano in Italia, 5 mld
di Carlo Alberto Tregua

Berlusconi, 600.000 clandestini

Tags: Migranti



Nel nostro Paese gli stranieri integrati con pari diritti degli italiani sono circa 5 milioni e fra non molto raggiungeranno il 10% della popolazione.
Si tratta di cittadini italiani a tutti gli effetti che lavorano, pagano le imposte, si istruiscono, godono dei servizi pubblici e, spesso, hanno i diritti politici.
Poi vi sono i clandestini arrivati in questi ultimi anni, stimati intorno a 5/600 mila, senza che di essi si sia potuto contare l’effettivo numero perché non passano le maglie dei controlli se non con un lento stillicidio.
Berlusconi sta cavalcando questo fatto e sostiene che per rimandarli tutti ai propri paesi di origine possa essere sufficiente una spesa di due miliardi.
Ad alcuni questa cifra sembra una enormità, ma essa deve essere confrontata con quella necessaria per il mantenimento di tutta questa gente nel nostro Paese, il cui costo è stato determinato nel Def aggiornato a settembre 2017 in 4,7 miliardi, ma con molta probabilità tale cifra aumenterà quando verranno comunicati i dati consuntivi.
 
La questione dei clandestini non può essere sottovalutata anche se presenta un aspetto positivo che è quello di aver messo in moto un pezzettino dell’economia nazionale, cioè quella di ospitalità, ristorazione e mantenimentoche ha tratto benefici da essa.
Però, bisogna ricordare che la spesa assistenziale dello Stato ha un beneficio ridotto, stimato nel rapporto di uno a uno. Il che significa che per ogni euro speso si muove un euro di economia.
Ecco perché i politici capaci e onesti, quelli che non hanno paura di prendere decisioni impopolari, hanno il dovere di stornare la spesa assistenziale per spostarla verso gli investimenti. è infatti nota la legge di macroeconomia secondo la quale ogni euro destinato a investimenti di vario tipo, compresi quelli delle opere pubbliche, muove da cinque a dieci euro.
Se poi riportiamo la stima secondo la quale per ogni miliardo di investimenti si attivano tra 8 e 10 mila posti di lavoro, si comprende perfettamente la convenienza di questa seconda opzione. Solo dei politici incompetenti, ciechi e sordi, non si comportano di conseguenza.
 
La questione dei clandestini è conseguenza di un modo mellifluo di far politica, che spinge i responsabili istituzionali ad agire non tanto per il bene comune e l’interesse nazionale, quanto per raccogliere il consenso di privilegiati e di caste, che rappresentano voti.
Per esempio, l’elargizione a pioggia nel rinnovo di diversi contratti di dipendenti statali, senza alcun riferimento al merito, è un esempio lampante di come si continui sulla strada perversa dell’appiattimento e non già sulla distinzione tra dirigenti e dipendenti pubblici bravi e dirigenti e dipendenti pubblici incapaci e infingardi.
C’è una parte del pubblico impiego che riguarda le forze dell’ordine, le quali sono sottopagate e sottorganico. è vero che la recente legge di bilancio 2018 ha destinato risorse a questo comparto, ma esse sono ancora insufficienti per aumentare l’organico ed anche per pagare di più i bravi poliziotti, finanzieri e carabinieri, che sono l’asse portante dell’ordine pubblico e finanziario italiano.
 
E poi occorrerebbe che si potenziasse decisamente la Giustizia, immettendo più di mille magistrati mancanti e alcune migliaia di dirigenti e dipendenti amministrativi. è lì che bisogna destinare maggiori risorse, sottraendole a quei comparti sovradimensionati della pubblica amministrazione, con personale non qualificato che passa il tempo per prendere uno stipendio.
Gli episodi delinquenziali che si sono verificati in queste ultime settimane indicano che nei cittadini aumenta l’insofferenza verso il disordine generale e verso il disordine nella gestione dei clandestini. Ricordiamo che essi non si possono chiamare immigrati, perché questi ultimi, una volta superati i controlli e applicate le regole, diventano residenti ancor prima che cittadini.
La presente analisi riguarda quindi i clandestini in quanto tali. La loro presenza sul territorio nazionale è del tutto arbitraria e le istituzioni hanno la grave responsabilità di mantenere questo stato di grave irregolarità generale che turba l’ordine pubblico.

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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