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Comuni: opportunità per 450 mln
di Rosario Battiato

Da bandi e avvisi ingenti risorse per investire: servono progetti esecutivi, ma mancano le professionalità per redigerli. Fondi per sicurezza idrogeologica, energia, mobilità, turismo e altro ancora

Tags: Dissesto Idrogeologico, Energia, Mobilità, Turismo



PALERMO – Poco meno di mezzo miliardo di euro a disposizione degli Enti locali che vogliono rimodellare in ottica sostenibile la propria azione sul territorio grazie alle opportunità che arrivano da Palermo, Roma e Bruxelles. Una via verde da percorrere seguendo le indicazioni di bandi, avvisi e preavvisi che, tra fondi comunitari e statali, suggeriscono percorsi di crescita e sviluppo con operazioni di riqualificazione energetica, mobilità sostenibile, lotta al dissesto, miglioramento della qualità dell’aria, riqualificazione delle aree con immobili abusivi e insanabili, ampliamento dell’offerta turistica con gli ultimi strumenti tecnologici a disposizione.
 
Un calderone di occasioni da cui i Comuni isolani, in passato, non hanno sempre saputo attingere con facilità. Anzi, non sono mancate le scottature, come successo nelle scorse settimane con il caso della restituzione dei quasi 2 milioni di euro non spesi come contributo per la “Democrazia partecipata”.
 
Le regole per partecipare sono chiare, le scadenze pure, ma non sempre è così facile accedere ai bandi. I Comuni siciliani avrebbero pure personale a sufficienza e ben pagato, dal momento che le spese continuano a incidere per circa un terzo sulle entrate correnti, molto più che altrove (30,8% contro una media nazionale di 22,8%). A disposizione ci sarebbero circa 52 mila unità di personale che costano annualmente 1,7 miliardi (dati fondazione Ifel, Istituto per la finanza e l’economia locale dell’Associazione nazionale Comuni italiani). Un esercito, però, non sempre qualificato. Nei giorni scorsi Franco Turri, segretario generale della Filca Cisl, ha chiesto, in merito alla necessità di riaprire i cantieri edilizi, che gli Enti locali vengano “dotati di personale qualificato e competente, in grado di utilizzare le molte opportunità di spesa. Una necessità che vale a tutti i livelli. Un documento del Dipartimento della Funzione pubblica dello scorso anno, in relazione all’analisi dell’avanzamento fisico e finanziario dei Por e dei Pon relativi a specifici obiettivi di miglioramento della Pa, ha evidenziato diverse criticità nel corso degli incontri con i vari enti regionali, segnalando “debolezza e inadeguatezza delle competenze del sistema regionale per l’attuazione delle politiche e la progettazione degli interventi”.
 
1. Azioni urbane innovative per più di 50 mila abitanti
Dal 15 dicembre scorso e fino al 30 marzo prossimo, le Autorità urbane di unità amministrative locali dell’Ue (grandi città, città o sobborghi) con almeno 50 mila abitanti, oppure associazioni-gruppi di Autorità urbane di unità amministrative locali che coprono una popolazione totale di almeno 50 mila abitanti, potranno partecipare al terzo bando per le Azioni urbane innovative che incentiva le città a delineare e testare soluzioni innovative per rispondere alle sfide che riguardano le aree urbane.
A fronte di una dotazione da circa 100 milioni di euro, possono essere finanziati progetti pilota per identificare e sperimentare progetti innovativi legati alla qualità dell’aria, all’adattamento ai cambiamenti climatici, all’housing e ai lavori e competenze nell’economia locale. Ciascun progetto potrà ricevere un cofinanziamento dal Fesr fino all’80% del costo complessivo (massimale da 5 milioni di euro per progetto) e per una durata massima di 3 anni. Non ci sono budget minimi previsti.
 
2. Lotta al dissesto idrogeologico: 155 mln dal Po Fesr 2014-20
Nell’ambito del Po Fesr Sicilia 2014-2020 sono stati fissati 155 milioni di euro (in tre esercizi finanziari: 38,7 milioni di euro per il 2018, 77,5 milioni per il 2019 e 38,7 per il 2020) per “Interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera”.
L’azione servirà a finanziare “operazioni strutturali di mitigazione del rischio geomorfologico, idraulico e di erosione costiera sui siti che presentano un elevato o alto grado di rischio”. L’avviso è a disposizione della Regione e soprattutto degli Enti locali che sono i primi controllori del territorio.
Il contributo finanziario in conto capitale è concesso fino al “100% dei costi totali ammissibili dell’operazione, determinati in applicazione delle pertinenti disposizioni comunitarie, anche in materia di progetti generatori di entrata”.
Tutti i dettagli si trovano sul sito del dipartimento dell’Ambiente, ma attenzione alla scadenza: 90 giorni dalla pubblicazione in Gurs (non ancora avvenuta).
 
3. Per gli anni 2018 e il 2019 10 mln contro l’abusivismo
La legge di Bilancio 2018 contiene al proprio interno un emendamento che prevede l’istituzione, nello stato di previsione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di un fondo finalizzato all’erogazione di contributi ai Comuni per l’integrazione delle risorse necessarie agli interventi di demolizione di opere abusive, con una “dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019”.
In attesa del decreto del ministero delle Infrastrutture, che dovrà definire i termini di partecipazione entrando maggiormente nel dettaglio, allo stato attuale è già possibile confermare, come si legge nell’emendamento, che l’erogazione dei contributi previsti contro l’abusivismo edilizio avverrà sulla “base delle richieste adeguatamente corredate della documentazione amministrativa e contabile relativa alle demolizioni da eseguire ovvero delle risultanze delle attività di accertamento tecnico e di predisposizione degli atti finalizzati all’acquisizione dei manufatti abusivi al patrimonio, da parte dei comuni e delle regioni”.
Per accedere alle risorse in questione, inoltre, la legge di Bilancio ha stabilito l’istituzione della banca di dati nazionale sull’abusivismo edilizio, di cui si “avvalgono le amministrazioni statali, regionali e comunali nonché gli uffici giudiziari competenti”.
 
4. È tempo di rinnovare i mezzi per il trasporto pubblico locale
Per sostituire uno dei parco mezzi tra i più vecchi d’Italia e d’Europa, la Regione ha definito un decreto, già pubblicato in Gurs, destinato al rinnovamento delle flotte del trasporto pubblico locale con l’introduzione di sistemi e mezzi a basso impatto ambientale utilizzati per lo svolgimento di servizio pubblico collettivo.
A disposizione degli Enti locali ci sono 16 milioni di euro, ma non tutti potranno partecipare. Le manifestazioni di interesse sono destinate ai Comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti, oppure ai capoluogo di provincia.
Le azioni ammissibili comprendono le operazioni di “acquisto di autobus con vincolo di destinazione esclusiva allo svolgimento dei servizi di tpl sul territorio regionale e con vincolo di reversibilità all’Ente competente per il servizio di Tpl urbano”. Una sola domanda per Ente locale a fronte di un contributo finanziario in conto capitale che copre il 100% dei costi complessivi ammissibili dell’operazione.
La quantità di spesa per tipologia di bus, che ovviamente dovrà essere alimentato a metano, gasolio euro 6 o elettrico, è inserita all’interno dell’avviso.
Ci sarà tempo fino al 18 febbraio, tutti i dettagli sono già stati inseriti sul sito del Dipartimento delle Infrastrutture della Regione.
 
5. Riqualificazione innovativa dell’attuale offerta turistica
Ci sono 1,4 milioni di euro per l’azione 6.7.2 del Po Fesr che sostiene il miglioramento dei sistemi di fruizione e divulgazione della conoscenza del patrimonio culturale dell’Isola tramite la riqualificazione innovativa dell’attuale offerta turistica.
In particolare, le finalità riguardano la realizzazione di servizi e prodotti divulgativi per migliorare la fruizione del patrimonio (soluzioni digitali, 3D, contenuti digitali e altri applicazioni tecnologiche), servizi aggiuntivi di intrattenimento culturale collegati agli attrattori culturali (accompagnamento disabili, siti web, postazioni internet, etc...) e la creazione/implementazione di archivi digitali per favorirne la maggiore e più estesa conoscenza e accessibilità.
Per gli Enti locali, che non sono gli unici a poter partecipare, si prevede un finanziamento in conto capitale per un importo massimo di 100 mila euro fino al 100% dei costi totali ammissibili.
Si chiude il 13 febbraio prossimo.
 
6. Interventi per ridurre i costi per l’energia
Non sono ancora ufficialmente operativi, ma potrebbero esserlo prestissimo due avvisi che aiuteranno i Comuni siciliani a risparmiare sulla bolletta elettrica. La Regione ha già pubblicato, nel mese di dicembre, due preinformazioni di avvisi pubblici, con procedura valutativa a sportello, per la concessione di agevolazioni in favore di Enti locali, anche nelle forme associative regolarmente costituite, per la realizzazione di opere pubbliche a mezzo di operazioni a regia regionale, per promuovere l’adozione di soluzioni tecnologiche per la riduzione dei consumi energetici delle reti di illuminazione pubblica e per enti pubblici e partenariati pubblico privati per la realizzazione per promuovere l’eco-efficienza e la riduzione di consumi di energia primaria negli edifici e strutture pubbliche.
A disposizione ci sono due dotazioni finanziarie di spessore: 72,2 milioni per la prima azione e 55,5 per la seconda.
 

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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