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Addioburocrazia: in quattro mesi più di 100 segnalazioni in Sicilia
di Giuseppe Bellia

Intervista al presidente di Confindustria giovani Sicilia su un’iniziativa che ha destato clamore e consensi. L’imprenditore deve avere il coraggio di denunciare i casi d’inefficienza nella P.a.

Tags: Burocrazia, Pubblica Amministrazione, Giorgio Cappello, Confindustria



PALERMO – Una terra avvolta dalla “nube” della burocrazia, che rallenta e a volte impedisce, lo sviluppo delle attività economiche-produttive. A tutto ciò, le giovani leve di Confindustria hanno detto “basta”, avviando un’iniziativa forte su scala regionale di denuncia istituzionale delle malefatte della burocrazia in Sicilia. E così che nasce “Addioburocrazia” un progetto di Confindustria Giovani, guidata da Giorgio Cappello. Ecco un primo bilancio.

Cappello, come nasce “Addioburocrazia” e per quali scopi?
“Nasce a Sciacca il 12 e 13 settembre del 2009 in occasione di un raduno dei giovani industriali di Sicilia. Doveva essere una due giorni di relax, invece dopo 10 ore intense di confronto, al tavolo regionale, abbiamo messo sul tavolo tutti i problemi socio-economici della Sicilia. Ci siamo resi conto che sono due i fattori critici che limitano lo sviluppo delle imprese nell’Isola. Il primo vincolo è quello della criminalità, l’altro è burocratico. In particolare, la mala burocrazia, che in silenzio sta uccidendo le imprese dell’Isola. Mentre la mafia quando chiede il pizzo, chiede una corrispondenza in denaro all’estorto, nel caso della burocrazia siamo dinanzi a un mostro che nessuno è capace di combattere”.

A causa della burocrazia, le aziende a quali ripercussioni vanno incontro?
“Gli imprenditori fanno fatica ad arrivare a fine mese non per pagare gli stipendi, ma per pagare i fornitori. C’è un connubio fra burocrazia e politica, ed entrambi sono consenzienti per metter in atto azioni di tipo clientelare che non fanno bene alla Sicilia. E’ nata l’esigenza di mandare questo messaggio forte. Abbiamo pensato di dichiarare guerra alla burocrazia. Siamo coscienti che sarà una battaglia durissima”.

Come un imprenditore siciliano può combattere le malefatte della burocrazia regionale?
“L’imprenditore deve avere il coraggio di denunciare i casi d’inefficienza nella Pubblica amministrazione, come nel caso in cui sia stato vittima di abuso d’ufficio o di potere. Abbiamo creato un indirizzo mail (addioburocrazia@confindustria.it) a cui l’imprenditore può segnalare il caso di cui è stato vittima. Dopo la segnalazione, Confindustria si accerta della veridicità della stessa, per poi passare ai canali istituzionali. Successivamente, se l’intoppo burocratico non viene risolto, con l’autorizzazione dell’imprenditore, si procede alla denuncia pubblica a mezzo stampa.
Se ciò non bastasse, non resta che adire le vie legali. Confindustria Sicilia, potrebbe prendere in esame, in alcuni casi specifici, l’idea di costituirsi parte civile se si tratta di un processo penale o ad adiuvandum nel caso in cui si tratti di processi civili”.

Quante sono state le segnalazioni dall’attivazione del servizio e da quali province sono pervenute?
“Ci sono arrivate oltre 100 segnalazioni da tutte le province: 20 da Palermo, 10 da Catania, 9 da Siracusa, 4 da Enna, 10 da Ragusa solo per citare alcune realtà provinciali”.
 

 
“Abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con l’associazione regionale dei giovani avvocati (l’Aiga Sicilia), questi ci daranno una consulenza preliminare nella valutazione delle segnalazioni.
Dalle parole si passa ai fatti, qualora l’imprenditore voglia proseguire legalmente nei confronti della Pubblica amministrazione all’occorrenza con denunce penali o con ricorso al Tar”.
L’iniziativa Addioburocrazia dei Giovani di Confindustria Sicilia, per bocca del suo presidente Giorgio Cappello punta anche a risolvere giuridicamente le malefatte della Pubblica amministrazione. Già più di 100 le segnalazioni pervenute a Confindustria, sui presunti casi d’inefficienza dell’apparato burocratico in Sicilia. Le consulenze di cui si avvarranno i giovani industriali, consentiranno a questi, di far valere le proprie ragioni, se necessario, presso i tribunali, a seconda dei profili tecnico- giuridici (penali, civili, amministrativi) che si andranno a contestare al dirigente a capo di un servizio amministrativo.

Articolo pubblicato il 12 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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