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Quotidiano di Sicilia

Formazione, "Avvisi 4 e 7": sipario chiuso, tempo di esami
di Michele Giuliano

Le direttive dell’assessorato regionale che impone i tempi per chiudere le attività 2016-2017. Stabiliti anche dei paletti: corsi da chiudere entro 12 mesi dai finanziamenti concessi

Tags: Formazione, Lavoro, Regione Siciliana



PALERMO - Ultimi giorni per concludere le attività. Per l’Avviso 4 e l’Avviso 7 le attività devono essere state completate entro gennaio. Tutti i progetti inseriti nel primo avviso, per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale (seconda, terza e quarta annualità a.s.f. 2015-2016) e nel secondo, per la realizzazione dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale (seconda e quarta annualità a.s.f. 2016-2017), devono chiudere le attività entro 12 mesi dalla notifica del finanziamento, ad eccezione di quelle relative agli esami finali.
 
Per la richiesta di nomina della commissione d’esame, questa deve essere trasmessa all’amministrazione regionale entro 12 mesi dalla notifica del finanziamento e gli esami finali devono essere stati svolti, in funzione della disponibilità ed esigenze dell’amministrazione regionale, entro lo scorso 31 gennaio 2018. I due avvisi si rivolgono entrambi ai giovani che non vogliano continuare il proprio percorso di studi nel circuito “tradizionale” della scuola superiore, ma vogliono rivolgersi alla formazione professionale o tentare la strada dell’imprenditoria.

In particolare, l’avviso 4 prevede l’attuazione di corsi formativi per figure tradizionali quali cuochi, parrucchieri, estetiste, pensati per i giovani che decidono, dopo la scuola dell’obbligo, di continuare il proprio percorso presso gli enti di formazione che propongono una preparazione più pratica e diretta. Questi corsi prevedono anche lo svolgimento di stage nelle aziende, fornendo così ai giovani l’opportunità di entrare in contatto con il mondo del lavoro, con la possibilità effettiva di trovare una occupazione.

L’Avviso 7, invece, che rappresenta l’ultima fase del mega progetto “Garanzia Giovani”, quella dell’autoimpiego, è rivolta ai “neet”, giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia, cittadini comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, che non lavorano e non sono inseriti in un corso scolastico o formativo. La misura ha come obiettivo quello di sostenere l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali o percorsi di creazione di impresa e lavoro autonomo, attraverso il finanziamento di interventi formativi e consulenziali integrati, attraverso i quali i giovani potranno acquisire le competenze necessarie.

L’intervento si svilupperà in diverse azioni: la consulenza, finalizzata allo sviluppo di un’idea imprenditoriale, la formazione per la redazione del business plan, che comprende la definizione di dettaglio dell’idea imprenditoriale e gli studi di fattibilità e ricerca di mercato.
 
Ancora, è previsto l’accompagnamento per l’accesso al credito ed alla finanziabilità e servizi a sostegno della costituzione di impresa, che prevede informazioni su adempimenti burocratici e amministrativi, e supporto alla ricerca di partner tecnologici e produttivi.
 
La misura comprende anche percorsi formativi/consulenziali e di affiancamento all’avvio delle imprese, per un totale di 80 ore. L’autoimpiego ha visto un netto ridimensionamento delle cifre messe a disposizione. A inizio programmazione, la misura contava su un fondo da 41 milioni di euro, 20 dall’Unione Europea e 21 dallo Stato, una buona percentuale su un totale di 178 milioni.
 
A seguito delle rimodulazioni, questa cifra si è ridotta a quasi la metà, 2 dall’Unione europea e 13 dallo Stato. Un taglio che ha visto privilegiare i tirocini, per i quali sono stati spesi 90 milioni di euro, oltre la metà del totale.

Articolo pubblicato il 13 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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